Cassazione Penale, Sentenza n. 18023/2022 del 05/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma delle condanne per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, deducendo: 1) errata attribuzione a entrambi della totalità della cocaina sequestrata nonostante il ritrovamento in due luoghi distinti (contestazione del concorso di persone nel reato e della co-detenzione); 2) violazioni processuali e inutilizzabilità di elementi investigativi acquisiti nei seguiti (testimonianze, intercambiabilità dei telefoni) non specificamente contestati; 3) errata applicazione dell'aggravante di cui all'art. 80 D.P.R. 309/90 con riferimento alla soglia di THC per Beqiraj; 4) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche ed errata qualificazione della recidiva; 5) errata applicazione dell'art. 81 cod. pen. circa la pluralità di reati rispetto alla detenzione contemporanea di sostanze eterogenee; 6) illegittimità della confisca dei telefoni in quanto non unici strumenti destinati alla commissione di reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto manifestamente infondate e, in parte, reiterative le censure: gli esiti dei seguiti d'indagine erano già negli atti al momento della scelta del rito abbreviato e quindi utilizzabili; la distinzione tra la cocaina e la marijuana rinvenute è motivata e non contraddittoria; le questioni sollevate richiedono una rivalutazione del merito, non consentita in cassazione; l'aggravante ex art. 80 D.P.R. 309/90 è stata applicata correttamente alla luce delle quantità e delle circostanze; il diniego delle attenuanti generiche e l'applicazione della recidiva sono adeguatamente motivate secondo i criteri giurisprudenziali; la detenzione contemporanea di droghe eterogenee non è configurabile come continuazione interna nel caso di specie; la confisca dei telefoni è legittimata dalla loro funzione strumentale. Conseguentemente i ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 ciascuno alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Discututa dai ricorrenti in prospettiva di pluralità di reati versus un unico reato; la Corte ha ritenuto applicabile la disciplina della continuazione solo quando il fatto composto sia qualificabile come di lieve entità, non ricorrente nel caso di specie
artt. 178, comma 1, lett. c) e 179 c.p.p.
Richiamati in rapporto alla utilizzabilità delle prove; la Cassazione osserva che gli elementi erano già nel fascicolo al momento della scelta del rito abbreviato e pertanto utilizzabili
art. 546 comma 1, lett. e) c.p.p.
Citato in relazione ai limiti dell'impugnazione e alla rilevanza dei seguiti investigativi; la Corte ritiene che la doglianza sia di merito e non consentita in Cassazione
art. 458 e art. 438, comma 6-bis c.p.p.
Norme processuali richiamate rispetto all'utilizzabilità di elementi acquisiti; la Corte afferma che non sussisteva violazione poiché il materiale era disponibile nel fascicolo prima del giudizio abbreviato
Aggravante legata alla presenza di particolari quantitativi di sostanze (soglia THC); la Corte ha ritenuto corretta la valutazione delle quantità e delle circostanze cui si è ancorata l'applicazione dell'aggravante
art. 73, commi 1 e 4, D.P.R. 309/1990
Riferito al delitto di detenzione ai fini di spaccio; la Corte ha confermato che la detenzione di sostanze eterogenee nello stesso contesto non implica automaticamente più reati distinti salvo che il fatto non sia di lieve entità
Richiamato nella motivazione della confisca; la sentenza fornisce adeguata motivazione nel ritenere i telefoni strumenti strumentali al reato
Giurisprudenza di Sezioni Unite citata
Sez. U. n. 51063 del 27/09/2018; Sez. U. n. 5859 del 27/10/2011
Richiami a principi consolidati: criteri di valutazione della continuazione e criteri di motivazione della recidiva, utilizzati dalla Corte per fondare l'operato di merito
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non è sede per la rivalutazione del merito: le doglianze che impongono una nuova valutazione probatoria o ricostruzione fattuale sono, di regola, inammissibili
- Gli esiti dei seguiti investigativi sono utilizzabili se erano già nel fascicolo al momento della scelta del rito (es. abbreviato); l'inutilizzabilità può essere dedotta solo se vi è violazione procedurale specifica
- La co-detenzione di stupefacenti richiede elementi che provino la disponibilità comune sulla medesima quantità; sequestri separati in luoghi differenti non producono automaticamente comunione di possesso senza adeguata motivazione
- L'aggravante prevista dall'art. 80 D.P.R. 309/90 richiede valutazione qualitativa e quantitativa: il superamento di una soglia non è meccanico ma va inserito nel contesto fattuale e motivato
- La recidiva deve essere motivata specificamente, non solo sul dato formale dei precedenti: il giudice deve valutare la rilevanza della reiterazione rispetto alla pericolosità sociale
- La contemporanea detenzione di droghe 'tabellate' diverse può costituire un unico fatto o più reati a seconda della gravità complessiva; se il fatto non è di lieve entità la qualificazione come più reati è possibile
- La confisca di strumenti (es. telefoni) è lecita se il giudice motiva la loro strumentalità alla commissione del reato; l'assenza di contestazione di specifiche cessioni non esclude di per sé la confisca se ricorre questa strumentalità
- L'inammissibilità dei ricorsi in Cassazione può comportare condanne alle spese e, in presenza di colpa nella determinazione dell'inammissibilità, a sanzioni pecuniarie in favore della cassa delle ammende
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