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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17894/2022 del 05/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente, tramite difensore, impugnava la sentenza che l'aveva condannata per lesioni personali colpose (art. 590 c.p., con violazione norme circolazione) e per fuga (art. 189 c.d.s., commi 6 e 7). I motivi principali erano: 1) incompetenza per materia del giudice monocratico/Giudice di pace rispetto alla fattispecie delle lesioni colpose, richiamando l'art. 4, comma 1, lett. a) del D.lgs. 274/2000 e la regola della separazione dei processi salvo concorso formale; 2) difetto dell'elemento soggettivo (dolo) relativo al reato di fuga ex art. 189 c.d.s., con censura sulla motivazione della Corte territoriale; 3) illiceità e sproporzione della pena, con censura sulla determinazione del trattamento sanzionatorio alla luce dell'art. 52 (richiamato dalla difesa) e della giurisprudenza di legittimità sulle continue di reati con sanzioni eterogenee (Sez. U. 40983/2018).

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché i reati ascritti alla Rezzuti risultano estinti per prescrizione, maturata il 22/03/2021 (tenuto conto dei periodi di sospensione). La Corte ha rilevato d'ufficio la causa estintiva ai sensi dell'art. 129 c.p.p. e ha ritenuto superfluo approfondire ulteriormente i motivi di ricorso qualora sia intervenuta la causa di estinzione. Quanto al motivo relativo all'elemento soggettivo del reato di fuga, la Corte ha comunque ritenuto congrua la motivazione della Corte d'appello che aveva desunto il dolo eventuale dalla dinamica del sinistro, dall'entità dell'urto e dalla fuga nonostante le grida di aiuto. Il ricorso è stato rigettato agli effetti civili e la ricorrente è stata condannata alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile in questo giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 590 c.p.

    Riguarda le lesioni personali; la difesa sosteneva che le lesioni colpose gravemente rientrino nella competenza del Giudice di Pace ai sensi del D.lgs. 274/2000, ma la Cassazione ha deciso per la declaratoria di prescrizione senza entrare nel merito della competenza.

  • art. 189 c.d.s., commi 6 e 7

    Norma che disciplina le condotte di fuga dopo incidente. La Corte ha confermato che l'elemento soggettivo può essere integrato anche dal dolo eventuale quando, per modalità dell'incidente e circostanze, l'agente si rappresenti la possibilità o probabilità di un danno alle persone e rifiuti consapevolmente il dovere di accertarsi e prestare soccorso.

  • D.lgs. 274/2000, art. 4, comma 1, lett. a)

    Attribuisce al Giudice di Pace la cognizione di alcune fattispecie (richiamata dalla difesa per sostenere l'incompetenza del giudice monocratico in ordine alle lesioni colpose).

  • D.lgs. 274/2000, art. 6

    Prevede la regola generale della separazione dei processi e individua il concorso formale come unica ipotesi di deroga che consente la trattazione unitaria da parte del giudice superiore; la difesa contestava l'applicazione della deroga nel caso di specie.

  • art. 52 D.lgs. 274/2000 (citato dalla difesa)

    Richiamato dalla difesa in relazione alla determinazione della pena per reati che, se trattati davanti al Giudice di Pace, prevedono sanzioni pecuniarie o pene alternative; la giurisprudenza di legittimità (Sez. U. 40983/2018) è stata evocata per sostenere che, nei concorsi tra reati con sanzioni eterogenee, l'aumento per continuazione deve rispettare il genere della pena prevista per il reato satellite.

  • art. 129 c.p.p.

    Norma processuale che consente la dichiarazione della causa di non punibilità (prescrizione) d'ufficio. La Corte l'ha applicata per annullare la sentenza impugnata per estinzione dei reati.

  • art. 578 c.p.p.

    Stabilisce l'obbligo del giudice di esaminare il fondamento dell'azione civile in grado di legittimità quando vi sia stata una condanna al risarcimento o alle restituzioni nei gradi precedenti; la Corte ha richiamato tale obbligo nel valutare i profili civili in appello/legittimità.

  • art. 624 c.p.p.

    Citato nel proposito del Procuratore Generale relativamente a eventuali statuizioni conseguenti all'annullamento; la norma riguarda le conseguenze e le statuizioni applicabili dopo decisioni della Corte di Cassazione.

  • Giurisprudenza: Sez. U., sent. n. 40983/2018

    Principio richiamato dalla difesa secondo cui, nel concorso di reati con sanzioni eterogenee, l'aumento di pena per il reato satellite deve rispettare il genere della pena prevista per il reato satellite; la Corte ha ritenuto la doglianza sul trattamento sanzionatorio non manifestamente infondata ma poi non ha proceduto a rideterminare la pena per effetto della prescrizione.

  • Giurisprudenza: Sez. U., sent. "Thyssenkrupp" n. 38343/2014

    Richiamata in ordine alla concezione del dolo eventuale come adesione volontaristica all'evento; la difesa l'aveva invocata per sostenere l'assenza del dolo nella fuga, ma la Corte territoriale e la Cassazione hanno ritenuto corretta la ricostruzione del dolo eventuale nel caso concreto.

Massime di principio

  • Se, nel corso del giudizio o all'atto dell'impugnazione, risulta intervenuta la prescrizione, la Corte di Cassazione può rilevare d'ufficio la causa estintiva e annullare la sentenza per prescrizione senza rinvio; in tal caso è superfluo esaminare altri profili censurati.
  • Per il reato di fuga ex art. 189 c.d.s., l'elemento soggettivo può essere integrato anche dal dolo eventuale: è sufficiente che, per modalità e circostanze dell'incidente, l'agente si sia rappresentato la probabilità o la possibilità di un danno alle persone e abbia consapevolmente rifiutato di accertarsi o prestare soccorso.
  • La competenza del Giudice di Pace per lesioni colpose va valutata alla luce del D.lgs. 274/2000 e della regola generale sulla separazione dei processi; la deroga in favore del giudice superiore è ammessa, in linea di principio, in caso di concorso formale (un'unica azione od omissione) fra più reati.
  • In caso di concorso di reati puniti con sanzioni eterogenee, l'aumento per continuazione deve rispettare il genere della pena prevista per il reato 'satellite' (principio delle Sezioni Unite), e le doglianze sul trattamento sanzionatorio possono essere rilevanti se non sopravvenuta la prescrizione.
  • Quando in gradi anteriori è stata disposta una condanna civile (restituzioni o risarcimento), il giudice di legittimità è tenuto, ai sensi dell'art. 578 c.p.p., a verificare senza riserve l'esistenza degli elementi della fattispecie penale utili a confermare o meno l'obbligo risarcitorio.

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