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Cassazione Civile, Ordinanza n. 07868/2023 del 17/03/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

Due lavoratrici avevano ottenuto in appello la condanna della società datrice al pagamento dell'indennità una tantum collegata alla vacanza contrattuale 2006-2010 del c.c.n.l. sanità privata, dopo che il giudice di merito aveva ritenuto nullo, per condizione meramente potestativa, il rinvio contenuto nel verbale regionale del 31.1.2013 e aveva quantificato l'emolumento in base a criteri ritenuti equitativi e richiamati da altre realtà regionali. Le lavoratrici hanno proposto ricorso principale deducendo violazione dell'art. 112 c.p.c., per avere la Corte d'appello attribuito un quantum diverso da quello richiesto e comunque non coerente con l'an riconosciuto. La società ha proposto ricorso incidentale con sei motivi: violazione degli artt. 99, 112 e 101 c.p.c. per avere il giudice introdotto d'ufficio la questione della nullità/condizione meramente potestativa senza corrispondente domanda e senza assegnare termine per osservazioni; violazione degli artt. 1421, 1355 e 1362 c.c. e del c.c.n.l. 15.9.2010; omesso esame di verbali successivi delle parti sociali, sostenendo che il rinvio alla trattativa regionale e la crisi economica del settore escludevano la configurabilità di una condizione meramente potestativa e che il giudice aveva male interpretato la volontà collettiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso incidentale della società, ritenendo fondati i motivi relativi all'interpretazione dell'accordo collettivo e dei verbali successivi, e ha dichiarato assorbito il ricorso principale delle lavoratrici. Ha cassato la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d'appello di Napoli, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità. La Corte ha escluso che la fattispecie integrasse una condizione meramente potestativa: il rinvio all'eventuale una tantum era collegato a una situazione esterna e oggettiva (finanziamento regionale e crisi del settore), non al mero arbitrio della parte datoriale. L'interpretazione della Corte d'appello, che aveva valorizzato isolatamente la frase sul diritto inderogabile dei lavoratori, è stata ritenuta errata perché non aveva considerato il contesto complessivo delle trattative e dei verbali successivi.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    richiamato dal ricorrente principale per censurare il preteso scostamento del giudice dal chiesto e pronunciato

  • art. 99 c.p.c.

    invocato nel ricorso incidentale per contestare l'introduzione d'ufficio di una questione non devoluta

  • art. 101 c.p.c.

    invocato per sostenere che, rilevata d'ufficio una questione nuova, il giudice avrebbe dovuto assegnare termine per il contraddittorio

  • art. 1355 c.c.

    richiamato dalla Corte d'appello per ritenere nulla la condizione meramente potestativa; la Cassazione ha escluso che la fattispecie vi rientrasse

  • art. 1421 c.c.

    invocato nel ricorso incidentale in relazione al potere di rilevare d'ufficio la nullità

  • art. 1362 c.c. e ss.

    richiamati per sostenere una diversa interpretazione del verbale e dei testi negoziali collettivi

  • art. 36 Cost.

    usato dalla Corte di merito come parametro per riconoscere il diritto dei lavoratori all'emolumento

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    norma processuale di deduzione del vizio di violazione di legge nei motivi di ricorso

  • art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.

    norma processuale richiamata per nullità della sentenza e violazione del contraddittorio

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    richiamato per omesso esame di fatti decisivi, in particolare dei verbali successivi

  • art. 380 bis.1 c.p.c.

    richiamato per il deposito delle memorie in camera di consiglio

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    richiamato per il rinvio per relationem ai precedenti di legittimità

  • art. 36 c.p.c.

    non citato

  • a.c.n.l. sanità privata AIOP del 15.9.2010

    accordo collettivo di rinnovo della parte economica, che demandava a livello regionale la negoziazione dell'eventuale una tantum per il periodo 2006-2010

Massime di principio

  • Nell'interpretazione dei verbali e degli accordi collettivi occorre considerare il testo nel suo complesso e il contesto negoziale, senza isolare singole espressioni in modo atomistico.
  • La clausola che subordina il pagamento di un emolumento a un evento esterno e oggettivo, o a valutazioni di interesse collegate a fattori estrinseci, non integra di per sé una condizione meramente potestativa ai sensi dell'art. 1355 c.c.
  • È meramente potestativa solo la condizione rimessa al mero arbitrio della parte, priva di seri o apprezzabili motivi e svincolata da una razionale valutazione di opportunità e convenienza.
  • Nel giudizio di cassazione, se il ricorso incidentale che investe la corretta interpretazione del titolo negoziale è fondato e assorbente, il ricorso principale resta assorbito.
  • Nel controllo sulla volontà delle parti collettive sono rilevanti anche i verbali successivi e il comportamento concludente delle parti, purché siano coerenti con il contesto complessivo delle trattative.

Come è indicizzato

MaterieContratto a termine
RamiLavoroProcesso civileContratti
IstitutiOnere della provaNullitàBuona fede e correttezza

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