Cassazione Penale, Sentenza n. 7001/2024 del 15/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello che li ha dichiarati responsabili di reati relativi al traffico di stupefacenti e, per taluni, della partecipazione a un'associazione finalizzata al traffico. Le censure principali prospettate sono: inesistenza di affectio societatis e dunque assenza del vincolo associativo; carenza di prova circa il ruolo apicale/dirigente attribuito ai fratelli Memushaj; insufficiente o contraddittoria motivazione rispetto all'apporto personale di ciascun imputato ai singoli episodi (anche alla luce dell'incertezza della perizia fonica e della possibile equivocità del soprannome "Marco"); errori nel calcolo degli aumenti di pena per continuazione alla luce della sentenza costituzionale n. 40/2019; e contestazione dell'entità della diminuzione prevista dall'art. 74 d.P.R. n. 309/90 per la collaborazione di Sami Melassine.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Korado Memushaj, Aldo Memushaj e Salvatore Reccia: per costoro sono confermate, in sostanza, le decisioni di merito e li condanna al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Il ricorso di Sami Melassine è stato accolto solo in parte: la Corte ha rilevato un errore nel computo complessivo delle pene per i nove reati satellite e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Melassine limitatamente alla determinazione della pena, che è stata rideterminata in complessivi anni quattro, mesi nove e giorni diciotto di reclusione (pena definitiva come risultante dal dispositivo della Cassazione). Le restanti statuizioni di condanna e le qualificazioni di responsabilità sono state confermate ove non specificamente annullate.
Norme richiamate
art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 (Testo unico stupefacenti)
Disciplina le circostanze attenuanti e le riduzioni di pena previste per partecipanti e collaboratori: nel caso la Corte ha riconosciuto e valutato riduzioni (art. 74, comma 7) e ha discusso la congruità della riduzione applicata per la collaborazione di Melassine
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309
Definisce i reati-fine di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti cui si riferiscono le censure; la sentenza di merito ha ritenuto provati numerosi episodi di cessione e detenzione
Norma sul concorso di persone nel reato, richiamata nella qualificazione delle responsabilità individuali e nella valutazione del contributo degli imputati alle condotte illecite
Richiama i criteri di motivazione della sentenza; i ricorrenti avevano contestato la carenza della motivazione, ma la Cassazione ha ritenuto le doglianze spesso generiche e non idonee a rimettere in discussione la valutazione probatoria di merito
sentenza costituzionale n. 40 del 2019
Ha modificato i termini edittali e influisce sul calcolo degli aumenti di pena per continuazione; la Corte di Cassazione ha verificato la congruità degli aumenti e ha corretto un errore di computo relativo ai reati satellite di Melassine
art. 620, comma 1, lett. I) c.p.p.
Consente alla Cassazione, quando annulla senza rinvio, di rideterminare la pena; la Corte ha utilizzato tale potere per rideterminare la pena di Melassine in modo corretto
Massime di principio
- Per configurare l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti non è necessario un accordo formale: può risultare dal comportamento ripetuto, dai contatti tra soggetti, dall'uniformità delle condotte, dalla disponibilità di mezzi e basi logistiche e dalla ripartizione stabile dei ruoli
- Le censure generiche in fatto (richieste di rivalutazione delle prove) sono di norma inammissibili in Cassazione: è necessario indicare vizi logici o violazioni di legge nella motivazione, non la semplice difformità interpretativa dei fatti
- L'attribuzione di un ruolo apicale richiede elementi concreti di coordinamento e direzione (disposizioni operative, controllo dei rifornimenti, uso stabile di collaboratori e basi logistiche); dichiarazioni convergenti di più collaboratori possono integrare tale prova anche se singoli elementi (es. perizie foniche) risultano incerti
- Perizie foniche inconclusive non escludono automaticamente la responsabilità se esistono altre prove convergenti (dichiarazioni, comportamenti, intercettazioni con valore indiziario): la valutazione della prova resta in primo luogo di merito
- Errori aritmetici o di computo nella determinazione degli aumenti per continuazione (anche alla luce di pronunce costituzionali che hanno modificato le cornici edittali) sono rilevabili in Cassazione e possono condurre all'annullamento limitato alla determinazione della pena
- La riduzione di pena ex art. 74 per la collaborazione va valutata nel merito in rapporto all'effettivo apporto: contestazioni generiche sull'entità della riduzione sono difficilmente accolte se la motivazione di merito è congrua
- In caso di annullamento senza rinvio limitato alla determinazione della pena, la Cassazione può rideterminare direttamente la pena quando ne abbia i presupposti (art. 620 c.p.p.)
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