Cassazione Penale, Sentenza n. 35139/2022 del 21/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza d'appello che ha confermato la condanna per appropriazione indebita, con censure riguardanti: carenza di motivazione della Corte d'appello; errata ricostituzione del fatto e della qualificazione giuridica (contestazione che le somme fossero provento di truffa e quindi non riconducibili alla persona offesa); omessa valutazione di prove e mancata acquisizione di una perizia grafologica sulla sottoscrizione di un presunto accordo; mancato riconoscimento della scriminante dell'esercizio di un proprio diritto (art. 51 c.p.); vizio nella determinazione della pena; violazioni in materia di spese di giustizia e oneri a carico dello Stato
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto i motivi privi di specificità o attinenti a valutazioni di merito insindacabili in sede di legittimità. Ha confermato la correttezza della qualificazione del reato come appropriazione indebita nei confronti di Alunni Casagrande Sandra, anche in presenza di contestazioni relative a presunte truffe nei confronti di terzi (tali fatti erano stati oggetto di proscioglimento). È stata esclusa la necessità della perizia grafologica come prova decisiva e rigettata la scriminante ex art. 51 c.p. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile, la cui liquidazione è rimessa alla Corte d'appello di Ancona; è fatto salvo il ricorso per eventuali errori materiali davanti alla Corte d'appello
Norme richiamate
La Corte ha ritenuto inapplicabile la scriminante, perché mancava il convincimento ragionevole nell'imputato di esercitare un proprio diritto: gli accordi invocati con la persona offesa sono stati esclusi dal giudice di merito
In tema di motivazione della misura della pena è sufficiente che sia indicato l'elemento ritenuto prevalente tra quelli di cui all'art. 133, per cui la motivazione della Corte d'appello sulla congruità della pena è ritenuta adeguata
art. 495, comma 2, cod. proc. pen.
La perizia è un mezzo di prova neutro e non può essere considerata automaticamente "prova decisiva": la mancata esecuzione non costituisce di per sé motivo ammissibile di cassazione
art. 606, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.
Il vizio dedotto (mancata assunzione di una prova decisiva) non è stato ritenuto sussistere perché la perizia non era prova decisiva e i giudici hanno motivato le ragioni del loro apprezzamento
La Corte ha osservato che l'appropriazione indebita può costituire una porzione della condotta originariamente contestata come truffa; non v'è violazione del divieto di reformatio in peius o di bis in idem nei termini prospettati
Sull'esito dell'inammissibilità la Corte ha applicato l'art. 616 c.p.p. per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente
D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 (T.U. spese di giustizia), artt. 82 e 83
Regolano la liquidazione delle spese a favore della parte civile ammessa al patrocinio a spese dello Stato; la Corte ha disposto la rifusione delle spese sostenute dalla parte civile, con liquidazione da parte della Corte d'appello
D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, artt. 86 e 110
Richiamati dal ricorrente in relazione alla quantificazione e alla riduzione delle spese del difensore della parte civile ammessa al gratuito patrocinio; la Corte non ha accolto le doglianze relative a tali profili
Massime di principio
- Le valutazioni di credibilità delle parti e l'apprezzamento della prova sono attribuite al giudice di merito e sono sindacabili in Cassazione solo per vizi logico-giuridici evidenti o manifeste contraddizioni
- Se le somme oggetto di appropriazione sono state ritenute lecite rispetto alla persona offesa (anche in presenza di accuse di truffa verso terzi), la qualificazione del reato in appropriazione indebita è congrua; la sussistenza di un diverso reato verso terzi non esclude automaticamente la titolarità del credito/altruità del denaro rispetto alla persona offesa
- La mancata esecuzione di una perizia grafologica non costituisce di per sé motivo ammissibile di cassazione, perché la perizia è un mezzo di prova neutro e non sempre 'prova decisiva'; è essenziale che il giudice di merito motivi le ragioni del non utilizzo
- La scriminante dell'esercizio di un diritto ex art. 51 c.p. richiede che l'imputato avesse un ragionevole convincimento di agire nell'esercizio di un diritto: la mera affermazione non basta se il giudice di merito esclude l'accordo invocato
- In tema di determinazione della pena, la motivazione è adeguata se indica l'elemento prevalente ai sensi dell'art. 133 c.p.; non è sempre necessaria una dettagliata disamina di ogni componente della pena
- Un ricorso manifestamente carente di specificità può essere dichiarato inammissibile con condanna alle spese e sanzione pecuniaria (Cassa delle ammende); occorre attenzione a formulare censure precise e rilevanti in diritto
- Il divieto di bis in idem non è automaticamente violato quando emergono diverse imputazioni che colpiscono elementi fattuali diversi o persone offese diverse: vanno valutati gli elementi costitutivi e le persone offese per verificare coincidenza dell'oggetto e dell'azione
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