Cassazione Penale, Sentenza n. 32171/2025 del 29/09/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso contestava la sentenza d'appello che aveva confermato la condanna di Trapletti per il reato previsto dall'art. 10-quater del d.lgs. n. 74/2000: come legale rappresentante della Iniziative Imprenditoriali Srl avrebbe omesso di versare imposte per complessivi euro 116.576,80 compensandole mediante F24 con crediti inesistenti. Le doglianze comprendono: vizio procedurale per cambio della forma di trattazione (da pubblica udienza a rito camerale) e notifiche tardive; illegittima acquisizione e utilizzazione di documenti (F24, "atto di recupero crediti", schermata "Serpico"); mancata riapertura dell'istruttoria in appello per acquisire documenti richiesti dalla difesa; vizio di motivazione e inutilizzabilità delle prove; tesi che le compensazioni riguardavano debiti non tributari e quindi non rientrerebbero nell'art. 10-quater; contestazione della responsabilità per compensazioni operate prima che Trapletti fosse legale rappresentante; questioni sulla confisca (diretta vs per equivalente) e richiesta di riconoscimento delle attenuanti generiche e rideterminazione della pena.
La decisione
La Cassazione ha dichiarato il ricorso solo parzialmente fondato. Ha respinto (inammissibili o infondati) la maggior parte dei motivi: ha ritenuto legittima la trattazione cartolare dato che la difesa non aveva richiesto discussione orale; ha dichiarato lecita l'acquisizione dei documenti (art. 234 c.p.p.) e infondate le censure sulla inutilizzabilità delle prove; ha confermato che l'art. 10-quater può riferirsi anche a debiti non strettamente tributari se la compensazione avviene con modello F24; ha ritenuto che il momento consumativo del reato coincida con l'ultimo modello F24 illegittimo, momento in cui Trapletti era legale rappresentante, quindi la responsabilità è sussistente. Ha inoltre chiarito che la confisca per equivalente è strumento sussidiario da verificare in fase di esecuzione. Tuttavia la Corte ha accolto il settimo motivo: ha constatato omissione di motivazione sull'istanza di riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche da parte della Corte d'appello; per questo ha annullato la sentenza impugnata limitatamente a tale punto e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte di appello di Milano perché esamini il motivo omesso e, in caso di accoglimento, valuti l'effetto sul trattamento sanzionatorio. Gli altri profili di responsabilità penale e la confisca (quantificata nel profitto integrale pari a euro 116.576,80) restano definitivi.
Norme richiamate
art. 10-quater, d.lgs. n. 74/2000
Il reato di indebita compensazione può riguardare anche compensazioni effettuate con F24 relative a debiti non esclusivamente tributari se il versamento avviene mediante il modello unitario; il momento consumativo si colloca nell'ultima presentazione dell'F24 illegittimo.
Riconosciuta la legittimità della produzione documentale in giudizio (compresi i modelli F24 e documenti pertinenti al fatto), considerandoli prova documentale rilevante per il reato.
Richiamato dalla difesa come norma ostativa all'acquisizione di atti, ma la Corte ha ritenuto che non si applicasse alla documentazione acquisita o che non sussistessero i presupposti per dichiararne inutilizzabilità.
Richiamato dalla difesa in relazione agli atti formati dopo la qualifica di indagato; la Corte ha ritenuto inapplicabile la limitazione evocata o non dimostrato che gli atti contenessero dichiarazioni auto-indizianti.
artt. 23 e 23-bis, d.l. n. 137/2020 conv. L. n. 176/2020
Applicazione temporale: il processo d'appello è disciplinato dalle disposizioni transitorie di tali norme, rilevanti per la scelta del rito (trattazione scritta/cartolare) e per la possibilità di svolgimento in camera di consiglio.
art. 13, comma 1, d.lgs. n. 274/2000
Riferita nella discussione giurisprudenziale: la norma e la sua ratio erano state richiamate da un precedente che limitava l'ambito dell'art. 10-quater, ma la giurisprudenza successiva della Corte di cassazione ha adottato interpretazione più estensiva.
art. 159 c.p. e L. n. 103/2017
Richiamati in relazione alla sospensione dei termini di prescrizione intervenuta per norme successive; la Corte osserva che la prescrizione non è maturata.
Massime di principio
- Se la difesa non richiede espressamente la discussione orale, il giudice può procedere con la trattazione scritta/cartolare anche se un modulo di citazione erroneamente indica pubblica udienza; l'errore materiale non invalida il processo se non ha leso il diritto di difesa.
- I documenti prodotti (compresi modelli F24 e atti pertinenti alla compensazione) sono acquisibili e utilizzabili in giudizio ai sensi dell'art. 234 c.p.p., salvo che emergano ragioni specifiche per dichiararne l'inutilizzabilità (es. dichiarazioni auto-incriminanti vietate).
- L'art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000 può includere compensazioni eseguite tramite F24 anche se riferite a debiti non fiscalmente qualificabili come imposte tradizionali, quando il modello F24 è lo strumento impiegato per l'adempimento.
- Il momento consumativo del reato di indebita compensazione è collocato nell'ultimo atto (ultimo modello F24) con cui si realizza la compensazione illegittima; perciò la responsabilità può ricadere su chi era legale rappresentante all'epoca dell'ultimo F24.
- La confisca per equivalente è sussidiaria rispetto alla confisca diretta e la sua verificabilità rileva in fase di esecuzione della sentenza: il giudice decide l'obbligo di confisca ma l'effettiva applicazione per equivalente si attiva solo se non è possibile la confisca diretta.
- Se la Corte d'appello omette di motivare su circostanze attenuanti (es. attenuanti generiche) specificamente dedotte, la Cassazione può annullare la sentenza limitatamente a quel punto e rinviare per un nuovo esame, con possibile rideterminazione della pena.
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