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Cassazione Civile, Ordinanza n. 29540/2024 del 15/11/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha preso atto della rinuncia al ricorso depositata dalla società ricorrente e ha dichiarato estinto il giudizio. Non essendosi gli intimati difesi in cassazione, non ha disposto sulle spese. La decisione non contiene una pronuncia nel merito sui motivi di ricorso, ma solo l’estinzione del processo ex art. 391 c.p.c.

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (utente)

La controversia

La controversia nasceva da una domanda restitutoria proposta da due utenti contro la società che gestiva il servizio idrico integrato, avente ad oggetto le somme percepite a titolo di quota tariffaria per il servizio di depurazione delle acque nel comprensorio di Rapallo. Il Giudice di pace e poi il Tribunale avevano accolto la domanda. La società soccombente proponeva ricorso per cassazione articolando sette motivi: denunciava, in sintesi, violazioni di norme del d.lgs. n. 152/2006 e del d.m. n. 102/2009 sulla disciplina della tariffa e del servizio di depurazione; violazioni di norme civilistiche in tema di adempimento, correttezza, risoluzione e ripetizione dell’indebito; omesso esame di documenti e violazioni di norme regionali e statali sulla tariffa; ulteriore violazione della disciplina dell’indebito, del risarcimento in forma specifica e della successione nelle imprese; infine, la violazione della norma sulla prescrizione breve. Nelle more, però, la ricorrente ha rinunciato al ricorso, richiamando un orientamento sopravvenuto della Corte di cassazione che aveva affermato la non debenza della quota tariffaria relativa alla depurazione non funzionante, la legittimazione passiva del soggetto subentrato nel contratto ex art. 2558 c.c. e la prescrizione decennale.

Norme richiamate

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    indica il rito camerale seguito per la trattazione del ricorso in cassazione

  • art. 391 c.p.c.

    consente la declaratoria di estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso

  • art. 74 d.lgs. 152/2006

    richiamato tra le norme asseritamente violate dalla ricorrente in tema di disciplina delle acque e del servizio idrico

  • art. 101 d.lgs. 152/2006

    richiamato tra le norme asseritamente violate dalla ricorrente

  • art. 105 d.lgs. 152/2006

    richiamato tra le norme asseritamente violate dalla ricorrente e, nel passaggio sulla precedente giurisprudenza, relativo al servizio di depurazione

  • art. 2 D.M. 30 settembre 2009, n. 102

    richiamato tra le norme asseritamente violate dalla ricorrente

  • art. 1175 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di correttezza nell’esecuzione del rapporto

  • art. 1218 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di responsabilità per inadempimento

  • art. 1374 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di integrazione del contratto

  • art. 1375 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di buona fede nell’esecuzione del contratto

  • art. 1453 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di risoluzione per inadempimento

  • art. 1559 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di somministrazione

  • art. 2033 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di ripetizione dell’indebito; la precedente giurisprudenza citata dalla Corte lo collega alla restituzione delle somme non dovute

  • art. 113 c.p.c.

    richiamato nei motivi di ricorso

  • art. 2697 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di riparto dell’onere probatorio

  • art. 141 d.lgs. 152/2006

    richiamato nei motivi di ricorso

  • art. 147 d.lgs. 152/2006

    richiamato nei motivi di ricorso

  • art. 149 d.lgs. 152/2006

    richiamato nei motivi di ricorso

  • art. 154 d.lgs. 152/2006

    richiamato nei motivi di ricorso e nel richiamo al precedente sulla tariffa del servizio idrico integrato

  • art. 4 L.R. n. 29/2007

    richiamato tra le norme asseritamente violate dalla ricorrente

  • art. 8-sexies D.L. 30 dicembre 2008, n. 208 conv. in L. 13/2009

    richiamato tra le norme asseritamente violate dalla ricorrente

  • art. 2058 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso

  • art. 2560 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso

  • art. 2948 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di prescrizione; la Corte dà atto del precedente che ha ritenuto applicabile la prescrizione decennale

  • art. 2558 c.c.

    nel richiamo al precedente giurisprudenziale, è indicato come base del subentro nel contratto pendente da parte del soggetto che ha chiesto e ottenuto il pagamento

Massime di principio

  • In presenza di rinuncia al ricorso in cassazione, il giudizio si estingue senza esame dei motivi, con declaratoria di estinzione ai sensi dell’art. 391 c.p.c.
  • Quando il ricorso viene rinunciato, se le controparti intimate non hanno svolto attività difensiva, non deve disporsi la condanna alle spese del giudizio di cassazione.
  • Nei giudizi relativi alla quota tariffaria del servizio idrico integrato per depurazione non dovuta, l’orientamento richiamato dalla Corte afferma la non debenza della quota riferita all’assenza o al mancato funzionamento del depuratore, la legittimazione passiva del soggetto subentrato nel contratto pendente ex art. 2558 c.c. e l’applicazione della prescrizione decennale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniConto correnteInadempimento
RamiProcesso civileBancario e finanziarioObbligazioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiRinvio pregiudiziale

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