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Cassazione Penale, Ordinanza n. 07862/2026 del 27/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza impugnata aveva confermato la condanna di due imputati per concorso in detenzione di stupefacenti a fini di spaccio in forma di lieve entità, commesso in Cerignola il 7 giugno 2023. I ricorrenti deducevano un vizio di motivazione, sostenendo che la Corte di appello avesse erroneamente negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. Secondo la difesa, la condotta sarebbe stata meritevole di proscioglimento. La Cassazione rileva che le censure riproponevano argomenti già esaminati e disattesi nei gradi di merito, senza una specifica confutazione della motivazione impugnata, che aveva valorizzato la natura della sostanza, l'elevato numero di dosi ricavabili, l'altissimo tenore di principio attivo e la presentazione della droga già suddivisa in dosi e quindi pronta per lo spaccio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto manifestamente infondato il motivo sul diniego della particolare tenuità del fatto, osservando che la motivazione della Corte di appello era congrua e non affetta da mancanza o manifesta illogicità. Ha quindi condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 complessivi in favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., con applicazione dell'aumento previsto dalla L. n. 103/2017.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    richiamato per il concorso di persone nel reato contestato agli imputati

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    norma incriminatrice per la detenzione di stupefacenti di lieve entità contestata nella specie

  • art. 131-bis c.p.

    causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; il giudice deve valutare le modalità della condotta, la gravità, l'entità del contrasto con la legge e il bisogno di pena

  • art. 616 c.p.p.

    alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende

  • art. 1, comma 64, L. n. 103 del 2017

    consente di aumentare oltre il massimo la somma dovuta alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso

  • Sez. 6, n. 18180 del 20/12/2018, dep. 2019, Rv. 275940

    precedente richiamato sul dovere di motivazione in ordine alla particolare tenuità del fatto

  • Sez. 6, n. 5465 del 04/11/2020, dep. 2021, Rv. 280601

    precedente richiamato sul limite del sindacato di legittimità rispetto a valutazioni di merito sorrette da motivazione razionale

Massime di principio

  • Il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto deve essere sorretto da motivazione che consideri le concrete modalità della condotta e l'effettiva offensività in concreto.
  • La valutazione circa la sussistenza della particolare tenuità rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se la motivazione è congrua e non manifestamente illogica.
  • In sede di legittimità non sono ammissibili censure che si limitino a riproporre una diversa lettura del fatto o della prova senza individuare specifici vizi della motivazione impugnata.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, l'imputato è condannato alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende, anche in misura superiore al massimo ordinario nei casi previsti dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniCause di non punibilità
RamiStupefacentiProcesso penaleParte generale
SottomaterieLieve entità
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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