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Sentenza

Sentenza del 20/05/2024 n. 14018 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La contribuente ha impugnato l’intimazione di pagamento notificata il 1° settembre 2014 e la cartella presupposta, relativa a IRPEF, IRAP, IVA e addizionali per il 2002. Ha dedotto, tra l’altro, che le proroghe triennali degli adempimenti fiscali disposte in suo favore ai sensi dell’art. 20 della legge n. 44/1999 rendevano inesigibili i tributi e non configurabile un ritardo sanzionabile; ha inoltre contestato la notifica della cartella e il calcolo di interessi e aggi. In cassazione ha censurato anche la costituzione di ADER in appello tramite avvocato del libero foro e il difetto di motivazione della sentenza regionale.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il primo motivo: la sentenza regionale era motivata e aveva spiegato perché riteneva ammissibile la difesa di ADER tramite avvocato del libero foro e applicabile la disciplina della sospensione. Ha respinto anche il secondo motivo: ADER poteva avvalersi di un avvocato del libero foro anche nel processo tributario, secondo i criteri interpretativi richiamati dalle Sezioni Unite e la normativa applicabile. Ha accolto il terzo motivo nei limiti indicati: la proroga fiscale dell’art. 20, comma 2, può incidere sul processo di cognizione tributario e, se il carico riguarda tributi scaduti nel periodo coperto dalla proroga, possono venir meno il titolo per la riscossione, le sanzioni e gli interessi relativi. La CTR aveva erroneamente escluso tale effetto solo perché il debito risaliva al 2002 e perché l’intimazione precede il pignoramento. La Corte ha cassato la sentenza e rinviato alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria, in diversa composizione, perché verifichi, sulla base degli eventi lesivi e dei provvedimenti di proroga dedotti, se cartella e intimazione riguardino tributi divenuti temporaneamente inesigibili; al giudice del rinvio spetta anche decidere sulle spese di cassazione. La questione delle sanzioni è rimasta assorbita e dovrà essere rivalutata in base a tale verifica. In primo grado la CTP aveva accolto il ricorso; in appello la CTR aveva accolto parzialmente gli appelli delle amministrazioni, rideterminando gli interessi in euro 1.073,80 e i conseguenti aggi. La Cassazione non ha deciso definitivamente la debenza del carico.

Norme richiamate

  • Art. 20, commi 1-4 e 7, della legge 23 febbraio 1999, n. 44

    Le sospensioni dei termini di cui ai commi 1, 3 e 4 e la proroga di cui al comma 2 dell'art. 20 della legge n. 44 del 1999 come novellato dall'art. 2 della legge n. 3 del 2012 - disposte dalla giurisdizione ricevente il provvedimento favorevole del procuratore della Repubblica competente per le indagini in ordine ai delitti che hanno causato l'evento lesivo di cui all'articolo 3, comma 1- incidono sul processo di esecuzione forzata (comma 4) ovvero sul processo di cognizione (commi 1, 2 e 3).

    La proroga triennale degli adempimenti fiscali del comma 2 non opera soltanto nella fase esecutiva: può incidere anche sul processo tributario di cognizione. Il giudice del rinvio deve verificare se le scadenze tributarie ricadessero nel periodo coperto dalle proroghe; se sì, il carico può essere privo di titolo per il periodo interessato e non sono dovute le relative sanzioni e gli interessi maturati durante la proroga.

  • Art. 20, comma 2, della legge 23 febbraio 1999, n. 44

    A favore dei soggetti che abbiano richiesto o nel cui interesse sia stata richiesta l'elargizione prevista dagli artt. 3, 5, 6 e 8, i termini di scadenza, ricadenti entro un anno dalla data dell'evento lesivo, degli adempimenti fiscali, sono prorogati dalle rispettive scadenze per la durata di tre anni.

    La proroga riguarda gli obblighi fiscali con scadenza determinata, compresi i versamenti e gli adempimenti formali, purché ricadano entro un anno dall’evento lesivo e sussistano le condizioni di legge. Eventi lesivi reiterati possono giustificare la continuità delle agevolazioni per il periodo previsto, se ricorrono i relativi presupposti.

  • Art. 20, comma 7-ter, della legge 23 febbraio 1999, n. 44

    La Corte non ha deciso autonomamente la censura sulle sanzioni: l’ha dichiarata assorbita. Il giudice del rinvio dovrà verificare se, per effetto delle proroghe fiscali, vi fosse un effettivo ritardo; in caso contrario, le relative sanzioni non sono dovute.

  • Art. 1, comma 8, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225

    Lo stesso ente può altresì avvalersi, sulla base di specifici criteri definiti negli atti di carattere generale deliberati ai sensi del comma 5 del presente articolo, di avvocati del libero foro, nel rispetto delle previsioni di cui agli articoli 4 e 17 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, ovvero può avvalersi ed essere rappresentato, davanti al tribunale e al giudice di pace, da propri dipendenti delegati, che possono stare in giudizio personalmente.

    La disciplina consente ad ADER di affidare la difesa ad avvocati del libero foro, secondo i criteri applicabili, in alternativa al patrocinio dell’Avvocatura dello Stato. Il richiamo al processo tributario non esclude l’applicazione di questa facoltà.

  • Art. 4-nonies, comma 1, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito dalla legge 28 giugno 2019, n. 58

    Il comma 8 citato si interpreta nel senso che la disposizione dell'articolo 43, quarto comma, del testo unico di cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, si applica esclusivamente nei casi in cui l'Agenzia delle entrate Riscossione, per la propria rappresentanza e difesa in giudizio, intende non avvalersi dell'Avvocatura dello Stato nei giudizi a quest'ultima riservati su base convenzionale; la medesima disposizione non si applica nei casi di indisponibilità della stessa Avvocatura dello Stato ad assumere il patrocinio.

    La delibera motivata prevista dall’art. 43, quarto comma, del r.d. n. 1611/1933 è necessaria soltanto quando ADER scelga di non avvalersi dell’Avvocatura nei giudizi che la convenzione le riserva e l’Avvocatura sia disponibile. Non è richiesta negli altri casi o in caso di indisponibilità dell’Avvocatura.

  • Art. 11, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546

    L'ufficio dell'Agenzia delle entrate e dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 nonché dell'agente della riscossione, nei cui confronti è proposto il ricorso, sta in giudizio direttamente o mediante la struttura territoriale sovraordinata.

    La regola sulla presenza in giudizio dell’agente della riscossione davanti alle commissioni tributarie non esclude le modalità di difesa tecnica contemplate dall’art. 1, comma 8, del d.l. n. 193/2016. Nel caso deciso, la costituzione di ADER tramite avvocato del libero foro è stata ritenuta rituale.

  • Art. 43, quarto comma, del regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611

    La disposizione, che prevede una delibera motivata per derogare al patrocinio dell’Avvocatura dello Stato, si applica nei limiti precisati dalla norma interpretativa del 2019: controversie riservate all’Avvocatura per convenzione, quando questa sia disponibile e ADER scelga di non avvalersene.

  • Art. 360, comma 1, nn. 3 e 4, del codice di procedura civile

    Sono le disposizioni processuali invocate per denunciare, rispettivamente, la violazione o falsa applicazione di legge e la nullità della sentenza per difetto assoluto di motivazione. La Corte ha respinto la censura motivazionale e quella sulla difesa di ADER, accogliendo invece la censura di violazione dell’art. 20 della legge n. 44/1999.

Massime di principio

  • Le proroghe fiscali riconosciute alle vittime di estorsione o usura possono incidere anche sul giudizio tributario di cognizione: non vanno confuse con la distinta sospensione delle procedure esecutive prevista dal comma 4.
  • Per stabilire se una cartella o un’intimazione siano dovute occorre verificare concretamente le scadenze dei tributi, la loro collocazione temporale rispetto agli eventi lesivi e l’esistenza e la durata dei provvedimenti di proroga; la sola circostanza che il debito sia anteriore o che l’atto sia precedente al pignoramento non risolve la questione.
  • Se il tributo è stato iscritto a ruolo per un inadempimento riferito a un periodo poi coperto dalla proroga, possono venir meno il titolo di riscossione e le sanzioni e gli interessi correlati al periodo di proroga. Se il contribuente ha già pagato somme non dovute, può derivarne il diritto al rimborso; dopo la scadenza della proroga, l’inadempimento può invece produrre le conseguenze ordinarie.
  • La sospensione o proroga prevista dall’art. 20 richiede il provvedimento favorevole del Procuratore della Repubblica competente e la verifica dei presupposti previsti dalla legge; la sua portata va individuata distinguendo tra termini sostanziali, processo di cognizione e processo esecutivo.
  • ADER può costituirsi nel processo tributario tramite avvocato del libero foro nei casi consentiti dalla disciplina convenzionale e legislativa; la delibera motivata non è un requisito generalizzato per ogni incarico a un legale esterno.

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