Cassazione Penale, Sentenza n. 14215/2026 del 20/04/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso mirava a contestare la legittimità del sequestro preventivo della somma di euro 900,00 rinvenuta nella disponibilità dell'indagato, impugnando in particolare: l'assenza del nesso di pertinenzialità tra la somma e il reato; la mancata operatività di presunzioni in materia; la violazione dei principi di tassatività, sussidiarietà e proporzionalità rispetto alla confisca per equivalente; l'insussistenza dei presupposti per una confisca diversa da quella diretta; l'inadeguata motivazione sul "periculum impeditivo" (rischio di dispersione o reimpiego del denaro); e la mancata valutazione dei documenti difensivi che attestavano la provenienza lecita delle somme (quali redditi dell'impresa personale).
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Nel provvedimento la Corte ha ritenuto che: il giudice del riesame aveva correttamente accertato il fumus commissi delicti sulla base degli atti di perquisizione e sequestro (ingente quantitativo di droga, modalità di custodia e consegna spontanea della somma insieme alla droga); il periculum era adeguatamente motivato con il rischio di reimpiego della somma nel mercato illecito; la misura era finalizzata alla c.d. confisca per equivalente e pertanto non rilevava il tradizionale nesso di pertinenzialità ma la necessità che i beni rientrassero nelle categorie confiscabili e che non fosse dimostrata la lecita provenienza. La Corte ha inoltre escluso la deducibilità del motivo per genericità e per il limite di ammissibilità del ricorso per cassazione avverso tali ordinanze (art. 325 c.p.p.): i rimedi in Cassazione sono riservati alla violazione di legge o a vizi motivazionali radicali e non a censure generiche del percorso motivazionale.
Norme richiamate
D.P.R. n. 309/1990, art. 85-bis
Norma richiamata come fondamento del vincolo reale sulla somma sequestrata nell'ambito delle misure cautelari finalizzate alla confisca per equivalente; consente il sequestro preventivo di beni ritenuti confiscabili quando sussistono indizi di sproporzione o provenienza illecita
Disposizione sulla confisca obbligatoria o per equivalente per specifiche categorie di reati, richiamata per giustificare la finalità della misura reale applicata (confisca allargata/per equivalente)
Codice di procedura penale, art. 325
Limita il motivo di ricorso per cassazione avverso ordini di riesame a violazione di legge; la Corte ne ha fatto applicazione per dichiarare l'inammissibilità del ricorso, rilevando che le censure erano essenzialmente attacchi motivazionali generici
Codice di procedura penale, art. 606
Richiama la necessità di indicare specifici motivi di ricorso (ad es. lett. e) per l'illogicità della motivazione); la Corte ha osservato che la difesa non ha specificamente formulato vizi esperibili in Cassazione ma si è limitata a rilievi generici
Giurisprudenza di legittimità (Sez. 6, n. 26832 del 24/3/2015; Sez. 1, n. 19516 del 1/4/2010; Sez. U, n. 5876 del 28/1/2004; Sez. U, n. 25932 del 29/5/2008; Sez. 6, n. 7472 del 21/1/2009)
Richiamate per precisare i criteri di applicazione della confisca per equivalente e i limiti di sindacato in Cassazione: per la confisca allargata è sufficiente l'astratta configurabilità del reato e indizi seri sulla sproporzione/assenza di giustificazione dei beni; in Cassazione non sono ammissibili censure meramente motivazionali se non specificamente inquadrate tra i motivi previsti dalla legge
Corte costituzionale, n. 186/2000
Richiamata in relazione alla condanna alle spese e all'assenza di colpa nella determinazione dell'inammissibilità
Massime di principio
- Se una somma di denaro è trovata contestualmente a un ingente quantitativo di droga e in circostanze indicatrici di spaccio (modalità di custodia, consegna spontanea alla richiesta degli operanti), può legittimamente essere sequestrata in vista di una confisca per equivalente, anche in assenza di collegamento "diretto" con singoli atti di spaccio.
- Per la confisca per equivalente (c.d. confisca allargata) il giudizio cautelare si concentra sulla astratta configurabilità del reato e su seri indizi di sproporzione o di mancata giustificazione della provenienza lecita del patrimonio; il tradizionale nesso di pertinenzialità non è primario in questa fattispecie.
- In sede di riesame e di impugnazione è essenziale che la difesa produca e documenti con precisione la provenienza lecita dei beni (contabilità, fatture, estratti conto, prova dei redditi d'impresa) per neutralizzare i presupposti della confisca per equivalente.
- In Cassazione avverso ordinanze rimesse dal riesame (art. 325 c.p.p.) il sindacato è limitato: il ricorso è ammissibile per violazione di legge o vizi motivazionali radicali; censure generiche sul percorso motivazionale senza specificazione dei vizi di legge sono inammissibili.
- Per contrastare un sequestro basato sul "periculum" (rischio di dispersione o reimpiego), la difesa deve proporre elementi concreti che escludano tale rischio e dimostrare la proporzionalità e sussidiarietà della misura; mere affermazioni generiche non sono sufficienti.
- Quando si contesta la misura cautelare è strategico formulare motivi specifici e inquadrati nelle fattispecie rilevanti per la Corte di Cassazione (art. 606 c.p.p.), evitando impugnazioni meramente dilatorie o generiche che verranno dichiarate inammissibili.
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