Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16808/2022 del 02/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente alla statuizione sull'espulsione. Ha annullato la parte della sentenza relativa alla misura di sicurezza dell'espulsione e ha rinviato al Tribunale di Ancona per un nuovo giudizio specifico su quel punto. La condanna per il reato (art. 73 d.P.R. 309/90) e il resto della sentenza sono stati confermati implicitamente.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della statuizione di espulsione disposta ai sensi dell'art. 86 d.P.R. 309/1990 in sede di patteggiamento (art. 444 c.p.p.). Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione per mancato accertamento concreto della pericolosità sociale e per mancata considerazione degli aspetti della vita privata, familiare e dell'inserimento stabile in Italia.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    disciplina del patteggiamento

    Il patteggiamento non esclude l'obbligo del giudice di motivare e valutare le misure di sicurezza/accessorie che influiscano sui diritti fondamentali dello straniero

  • art. 73, comma 1, d.P.R. 309/1990

    illecita detenzione di sostanza stupefacente

    Norma sostanziale del reato contestato (detenzione di sostanze stupefacenti)

  • art. 86 d.P.R. 309/1990

    espulsione come misura di sicurezza dell'imputato straniero

    L'applicazione dell'espulsione richiede accertamento concreto della pericolosità sociale e motivazione adeguata; obbligo di verifica anche in casi di patteggiamento

  • art. 133 cod. pen.

    circostanze per la determinazione della pena e valutazione della pericolosità

    Le circostanze indicate sono parametri utili per verificare la pericolosità sociale necessaria per l'applicazione dell'espulsione

  • art. 203, secondo comma, cod. pen.

    Richiama l'art. 133 c.p. per l'accertamento della pericolosità sociale ai fini delle misure di sicurezza

  • art. 8 CEDU

    diritto al rispetto della vita privata e familiare

    L'espulsione deve essere valutata anche in relazione all'art. 8 CEDU e al bilanciamento tra interesse pubblico e diritto alla vita familiare

  • art. 117 Cost.

    Obbligo di conformità dell'ordinamento interno agli obblighi derivanti dalla CEDU; influenza nella valutazione della compatibilità dell'espulsione con diritti costituzionali

  • Sentenza Corte Cost. n. 58/1995

    dichiarazione di parziale illegittimità costituzionale su art. 86 d.P.R. 309/1990

    Ha inciso sull'ambito applicativo dell'art. 86 imponendo un cautele interpretative: è necessario il concreto accertamento della pericolosità sociale

  • Giurisprudenza di legittimità (es. Sez.4 n.50379/2014 Xhaferri e altre)

    Consolidata interpretazione che richiede l'accertamento della pericolosità sociale e, ove presente, il bilanciamento con la condizione familiare dell'imputato

Massime di principio

  • L'espulsione disposta come misura di sicurezza richiede sempre un accertamento concreto e motivato della pericolosità sociale dell'interessato, anche quando la condanna deriva da un patteggiamento.
  • Il giudice deve valutare e motivare l'incidenza dell'espulsione sul diritto alla vita privata e familiare (art. 8 CEDU) e bilanciare l'interesse pubblico alla sicurezza con i legami personali e l'inserimento sociale del condannato straniero.
  • La mancata valutazione della pericolosità sociale o l'assenza di adeguata motivazione costituiscono motivo di annullamento limitato della statuizione sull'espulsione e comportano rinvio per nuovo esame.
  • In situazioni simili è utile documentare elementi che attestino l'inserimento stabile in Italia (lavoro, famiglia, residenza) e circostanze personali rilevanti ai fini del bilanciamento, poiché possono incidere sull'esito dell'eventuale valutazione sull'espulsione.
  • Anche in caso di grave fatto (es. consistente quantitativo di sostanza stupefacente) l'espulsione deve risultare proporzionata rispetto agli altri criteri di valutazione previsti dall'art. 133 c.p.; il giudice può comunque confermare l'espulsione se la pericolosità sociale è adeguatamente provata e motivata.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.