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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16805/2022 del 02/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Sabbatino impugna la sentenza del 20/10/2020 della Corte d"Appello di Napoli che aveva confermato la condanna del Tribunale di Napoli per i reati di sottrazione di energia elettrica e di acqua potabile dai rispettivi servizi di erogazione pubblica e privata. Il ricorrente censura in particolare l"entità della pena, ritenuta non conformata al minimo edittale, e la declarata recidiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. In via preliminare ha rilevato la mancata rappresentanza tecnica abilitata: il ricorso è stato sottoscritto personalmente dall"imputato, mentre a seguito della riforma "Orlando" (L. 23.6.2017 n.103) il ricorso per Cassazione può essere proposto solo da difensore abilitato. Inoltre, rimarcando la giurisprudenza consolidata, la Corte ha osservato che l"errore del giudice di merito nel bilanciamento di circostanze attenuanti e aggravanti, pur esistente, non comporta pena "illegale" quando la pena risultante rientri comunque nella cornice edittale prevista per il reato. È stata quindi dichiarata l"inammissibilità; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell"art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • Legge 23 giugno 2017, n.103 (riforma "Orlando")

    Ha limitato la legittimazione a proporre ricorso per Cassazione al solo difensore abilitato, escludendo la facoltà per l"imputato di proporre personalmente il ricorso

  • art. 571, 1° comma c.p.p.

    Norma interessata dalla riforma che disciplina la proposizione del ricorso per cassazione e la rappresentanza tecnica

  • art. 613, 1° comma c.p.p.

    Norma richiamata in relazione ai requisiti formali e alla legittimazione del difensore ad impugnare in Cassazione

  • art. 616 c.p.p.

    Prevede la condanna alle spese e la sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità del ricorso, salvo che l"inammissibilità derivi da assenza di colpa

  • Corte Costituzionale, sent. n.186 del 13.6.2000

    Richiamata in tema di applicazione delle sanzioni pecuniarie in caso di inammissibilità del ricorso

  • Giurisprudenza citata (Cass. sez.5 n.8899/2021; sez.6 n.28031/2021; sez. un. n.33040/2015; n.40986/2018)

    Principio consolidato secondo cui gli errori nei singoli passaggi del procedimento di bilanciamento delle circostanze non rendono la pena illegale quando la misura inflitta rientra nel quadro edittale previsto per il reato

Massime di principio

  • Un ricorso per Cassazione deve essere proposto da un difensore abilitato: i ricorsi sottoscritti personalmente dall"imputato sono in genere inammissibili dopo la riforma Orlando
  • La Corte può comunque valutare, in casi eccezionali, la legittimità della pena anche se il ricorso risulti personale, ma questa possibilità non elimina l"inammissibilità formale quando sussiste la carenza di rappresentanza tecnica
  • L"errore nella ponderazione di circostanze aggravanti e attenuanti da parte dei giudici di merito non implica automaticamente una "pena illegale" se la pena definitiva rientra nell"intervallo edittale previsto dalla legge per il reato
  • L"inammissibilità del ricorso comporta generalmente la condanna alle spese processuali e, salvo assenza di colpa, una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.)
  • Nelle ipotesi di dubbio procedurale relativo alla rappresentanza, è essenziale provvedere alla tempestiva nomina di un difensore cassazionista per evitare inammissibilità formali

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