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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3347/2025 del 27/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva in parte annullato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato e confermato il sequestro impeditivo dell'immobile "Villa Maria" e dei beni mobili ivi presenti. Il ricorrente contestava la mancanza di motivazione sui gravi indizi di reato (turbata libertà degli incanti, false comunicazioni bancarie, uso di società prestanome), ritenendo che si trattasse di mere irregolarità amministrative/civilistiche, l'assenza di pericolo concreto di alterazione dell'esito della gara (fumus commissi delicti) e l'inosservanza dei requisiti del periculum in mora e della pertinenzialità dei beni per giustificare il sequestro preventivo impeditivo.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso in parte: ha ritenuto infondati i motivi relativi all'assenza di fumus commissi delicti, confermando che esistono concreti indizi che le società aggiudicatarie fossero prestanome del Mallardo e che la falsificazione della missiva bancaria potesse integrare il reato di turbata libertà degli incanti anche rispetto a un'unica partecipante. Tuttavia la Corte ha ritenuto fondato il motivo relativo al periculum in mora e alla pertinenzialità dei beni, perché il Tribunale di Pistoia non ha motivato in modo concreto e attuale il rischio che la disponibilità del complesso immobiliare potesse aggravare o protrarre le conseguenze del reato o agevolare altri reati. Per tali ragioni l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Pistoia per nuovo giudizio, con istruzioni sulla necessità di motivare adeguatamente il periculum in mora.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    disciplina del sequestro preventivo impeditivo; richiede il "pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati"

    Il periculum in mora deve essere concreto e attuale e va motivato con riferimento al nesso funzionale (non meramente occasionale) tra bene e reato; il giudice deve valutare pluralità di elementi oggettivi e soggettivi

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto delle garanzie procedurali relative alle misure cautelari reali; utilizzato unitamente ad art. 321 per valutare la legittimità del sequestro

  • art. 353 cod. pen.

    Delitto di turbata libertà degli incanti applicabile anche alle aste giudiziarie; è reato di pericolo concreto che si configura anche senza danno effettivo quando gli atti siano idonei ad influenzare l'andamento della gara (anche tramite prestanome, informazioni false, o altri mezzi fraudolenti)

  • art. 587 cod. proc. civ.

    "Se il prezzo non è depositato nel termine stabilito, il giudice dell'esecuzione con decreto dichiara la decadenza dell'aggiudicatario, pronuncia la perdita della cauzione a titolo di multa e quindi dispone un nuovo incanto."

    La falsificazione di documenti bancari è rilevante se idonea a evitare la dichiarazione di decadenza dell'aggiudicatario e quindi a incidere sull'esito della procedura esecutiva

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 11

    Riferimento alla normativa fiscale/penale connessa alla confisca del profitto del reato, indicata nel decreto di sequestro originario

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Richiamato nella valutazione del grado di indiziario richiesto per il fumus commissi delicti (pur distinto dai gravi indizi necessari per altre misure)

  • art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la competenza in caso di rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di merito

Massime di principio

  • Per disporre un sequestro preventivo impeditivo è necessario motivare in modo concreto e attuale il periculum in mora: va dimostrato un nesso funzionale (non occasionale) tra il bene e la possibile prosecuzione o aggravamento del reato o la commissione di altri reati.
  • Il fumus commissi delicti richiede elementi indiziari concreti e persuasivi riconducibili alla condotta dell'indagato; il sindacato cautelare deve confrontare espressamente le risultanze con le allegazioni difensive.
  • Il reato di turbata libertà degli incanti può ritenersi integrato anche nelle aste giudiziarie e anche quando vi sia un unico offerente, se emergono mezzi fraudolenti (prestanome, false comunicazioni, inganni) idonei ad alterare l'andamento della procedura.
  • La falsificazione o l'uso di documentazione bancaria falsa è rilevante quando è idonea a impedire la dichiarazione di decadenza dell'aggiudicatario (art. 587 c.p.c.) o a influire concretamente sui tempi e sull'esito dell'esecuzione.
  • In sede di riesame delle misure cautelari reali il giudice deve valutare una pluralità di elementi (natura della cosa, collegamento con il reato, personalità dell'indagato, modalità d'uso della res) e motivare specificamente perché la misura sia proporzionata e necessaria.
  • Se la motivazione del giudice di merito è generica o apodittica sul pericolo di dispersione o pertinenzialità del bene, l'ordinanza può essere annullata e la questione rimessa al giudice di merito per ulteriore e più dettagliata istruttoria e motivazione.

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