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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12942/2025 del 14/05/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

La controversia riguarda cinque avvisi di accertamento IMU emessi per gli anni 2012-2016 su un immobile censito in catasto e adibito alla gestione di una scuola paritaria (infanzia e primaria). Nei giudizi di merito la contribuente aveva ottenuto l’annullamento degli avvisi, ma in appello il Comune aveva ottenuto la riforma integrale delle decisioni. La Corte tributaria d’appello aveva escluso l’esenzione per gli immobili destinati ad attività didattica svolta con modalità non commerciali, valorizzando il fatto che la contribuente aveva perseguito un tendenziale pareggio di bilancio e che le rette, pur inferiori al costo medio per studente, non fossero sufficienti a integrare il requisito della gratuità o del corrispettivo simbolico. Con il ricorso per cassazione la Fondazione ha denunciato violazione e falsa applicazione del d.lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. i), del d.l. n. 1 del 2012, art. 91-bis, del d.l. n. 174 del 2012, art. 9, della l. n. 62 del 2000, dell’art. 17 l. n. 400 del 1988 e del d.m. n. 200 del 2012, sostenendo che il conto economico era stato prodotto anche per il 2012 e che, in presenza di scuole paritarie riconosciute, l’esenzione spettava poiché le rette praticate erano sempre inferiori al costo medio per studente pubblicato dal MIUR; ha inoltre censurato il mancato rilievo attribuito alla circostanza che l’attività didattica fosse svolta con corrispettivi inferiori ai parametri ministeriali.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondata la censura. Ha affermato che, in tema di esenzione IMU/ICI per attività didattiche, non è decisivo il mero raffronto tra corrispettivo medio e costo medio per studente indicato nelle istruzioni ministeriali del modello dichiarativo, perché tali istruzioni non vincolano l’interpretazione della norma. Il parametro normativo decisivo è quello del d.m. n. 200 del 2012, art. 4, comma 3, lett. c), che richiede che l’attività sia svolta a titolo gratuito oppure dietro corrispettivi simbolici, tali da coprire solo una frazione del costo effettivo del servizio e privi di reale relazione remunerativa con la prestazione. La verifica deve essere concreta, puntuale e riferita alle specifiche condizioni del contribuente. Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto corretta la valutazione del giudice di merito, che aveva escluso l’esenzione sulla base della tendenziale ricerca del pareggio di bilancio e della natura non simbolica delle rette, e ha quindi rigettato il ricorso, condannando la ricorrente alle spese e al versamento dell’ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 7, comma 1, lett. i)

    L’esenzione per gli immobili destinati ad attività esenti richiede che l’attività sia svolta con modalità non commerciali; per l’attività didattica ciò implica gratuità o corrispettivo simbolico.

  • d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23, art. 9, comma 8

    Rinvia alla disciplina dell’esenzione prevista dal d.lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. i).

  • d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, art. 91-bis

    "con modalità non commerciali"

    Ha introdotto e specificato il requisito della non commercialità e demandato a decreto ministeriale la fissazione dei requisiti generali e di settore.

  • d.l. 10 ottobre 2012, n. 174, art. 9, commi 6 e 6-ter

    Ha modificato e integrato il sistema attuativo dell’art. 91-bis, confermando il rinvio al regolamento ministeriale n. 200 del 2012.

  • l. 10 marzo 2000, n. 62, art. 1

    Richiamata nel contesto delle scuole paritarie, che concorrono a integrare il sistema nazionale di istruzione.

  • l. 23 agosto 1988, n. 400, art. 17

    Norma di base per l’adozione del regolamento ministeriale attuativo.

  • d.m. 19 novembre 2012, n. 200, art. 4, comma 3, lett. c)

    "a titolo gratuito, ovvero dietro versamento di corrispettivi di importo simbolico e tali da coprire solamente una frazione del costo effettivo del servizio"

    È il parametro normativo decisivo per qualificare come non commerciale l’attività didattica; richiede una valutazione concreta della simbolicità del corrispettivo e non un mero raffronto meccanico tra rette e costo medio.

  • d.m. 26 giugno 2014

    Ha approvato il modello dichiarativo e le istruzioni, ma tali istruzioni non possono vincolare l’interpretazione del dato normativo.

  • art. 107 TFUE

    Il sistema è letto in chiave di compatibilità con la disciplina sugli aiuti di Stato, per evitare che l’esenzione si traduca in un vantaggio economico incompatibile con il mercato interno.

  • d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater

    Fondamento della condanna al versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Ai fini dell’esenzione IMU/ICI per immobili destinati ad attività didattica, non è sufficiente che l’ente gestore sia non lucrativo o che la scuola sia paritaria: occorre verificare in concreto che l’attività sia svolta con modalità non commerciali.
  • Il requisito della non commercialità ricorre solo se l’attività è gratuita oppure remunerata da corrispettivi meramente simbolici, tali da coprire solo una frazione del costo effettivo del servizio e privi di reale funzione retributiva.
  • Le istruzioni ministeriali del modello dichiarativo non vincolano l’interpretazione della norma primaria o regolamentare; il giudice deve applicare direttamente il parametro normativo del d.m. n. 200 del 2012.
  • Il criterio del rapporto tra corrispettivo medio e costo medio per studente non può essere applicato in modo automatico e astratto, ma richiede una valutazione puntuale delle condizioni del singolo contribuente e dell’effettiva irrisorietà delle rette.
  • La verifica della natura non commerciale dell’attività didattica deve essere svolta tenendo conto della compatibilità della disciplina agevolativa con il diritto dell’Unione in materia di aiuti di Stato.

Come è indicizzato

MaterieAccertamento
RamiTributi
IstitutiOnere della provaNullitàPrimato del diritto dell'Unione europea

Testo integrale

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