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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22131/2025 del 31/07/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

La società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento TARSU per l’anno 2012 relativo a un centro commerciale, sostenendo che la Commissione tributaria regionale avesse reso una motivazione apparente, omesso di pronunciarsi sulla rilevanza di una convenzione del 2 luglio 1997 e comunque violato la disciplina sulla tassa rifiuti, poiché tale convenzione avrebbe previsto un esonero dall’assoggettamento a TARSU. Il Comune ha resistito eccependo che, nelle more, si era formato giudicato esterno in forza di una precedente sentenza della Cassazione che aveva già dichiarato nulla la medesima convenzione nella parte in cui esonerava la società dalla TARSU per annualità precedenti del medesimo rapporto tributario.

La decisione

La Corte ha esaminato congiuntamente i tre motivi e li ha rigettati. Ha ritenuto decisivo il giudicato esterno formatosi con la sentenza n. 13107/2020, che aveva definitivamente accertato la nullità della convenzione del 2 luglio 1997 nella parte invocata dalla società. Tale accertamento, riferito al medesimo rapporto giuridico e a un elemento costitutivo tendenzialmente permanente dell’imposizione, precludeva il riesame della validità della convenzione anche per l’annualità 2012. Di conseguenza, è stato confermato l’assoggettamento del centro commerciale a TARSU. La società è stata condannata alle spese e al pagamento dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    richiamato come parametro dei motivi di ricorso per denuncia di errori processuali, motivazione apparente e omessa pronuncia.

  • art. 38 d.lgs. 546/1992

    invocato dalla ricorrente in relazione alla pretesa motivazione apparente della sentenza d’appello.

  • art. 58 d.lgs. 507/1993

    richiamato dalla ricorrente per sostenere l’esenzione dalla TARSU sulla base della convenzione del 1997.

  • art. 59 d.lgs. 507/1993

    richiamato dalla ricorrente nel medesimo contesto difensivo sull’assoggettamento alla TARSU.

  • art. 62 d.lgs. 507/1993

    richiamato dalla ricorrente nel tentativo di fondare l’esenzione dalla tassa rifiuti.

  • art. 7 d.lgs. 22/1997

    comma 2, lett. b e comma 3 lett. d

    richiamato dalla ricorrente per sostenere la non debenza della TARSU in ragione della convenzione e della gestione dei rifiuti.

  • art. 21 d.lgs. 22/1997

    comma 1 e 2 lett. e) e g) comma 7

    richiamato dalla ricorrente a sostegno dell’asserita esclusione dall’imposizione tributaria.

  • art. 6 del Regolamento comunale in materia

    richiamato dalla Corte per giustificare la misura del 40% di assoggettamento a TARSU del centro commerciale.

  • art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002

    comma 1 quater e comma 1-bis

    richiamato per il raddoppio/contributo unificato ulteriore a carico della parte ricorrente in caso di rigetto del ricorso.

  • legge n. 228 del 2012

    citata in relazione alla modifica dell’art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002 sul contributo unificato.

Massime di principio

  • Tra due giudizi tra le stesse parti aventi ad oggetto il medesimo rapporto giuridico, il giudicato formatosi su un punto fondamentale comune preclude il riesame della questione nel successivo giudizio, anche se la domanda proposta è diversa.
  • In materia tributaria, l’autonomia dei periodi d’imposta non impedisce l’efficacia del giudicato esterno quando l’accertamento riguarda elementi costitutivi dell’imposizione con carattere tendenzialmente permanente e non fatti variabili da periodo a periodo.
  • Se la pretesa di esenzione o non debenza d’imposta si fonda esclusivamente su un atto già dichiarato nullo con sentenza passata in giudicato, il motivo di ricorso che ripropone tale difesa non può essere accolto.
  • Il giudicato esterno può assorbire le censure sulla motivazione o sull’omessa pronuncia, quando la questione decisiva risulta comunque definitivamente preclusa da un precedente accertamento tra le stesse parti.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieAppelloRicorso per cassazione
IstitutiGiudicato

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