Cassazione Penale, Sentenza n. 17126/2024 del 24/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Prato che ha rigettato il riesame avverso la conversione in sequestro conservativo dei 200 euro sequestrati al ricorrente. Il ricorrente contestava l'illegittimità della conversione perché il sequestro probatorio operato dalla polizia giudiziaria non sarebbe stato convalidato dal PM nei termini di legge (art. 355 c.p.p.), perciò - secondo il ricorrente - non sarebbe esistito alcun atto da convertire e la successiva ordinanza di conversione sarebbe stata "abnorme" e viziata (violazione degli artt. 355, comma 2, e 323, comma 4, c.p.p.).
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il motivo, considerando che il provvedimento impugnato era l'ordinanza del giudice monocratico che, su richiesta del PM, ha disposto il sequestro conservativo in relazione ai presupposti dell'art. 316 c.p.p. Il Tribunale ha motivato coerentemente che l'eventuale illegittimità del sequestro probatorio compiuto di iniziativa dalla P.G. e non convalidato dal PM non trasmette automaticamente illegittimità al sequestro conservativo, che è un provvedimento autonomo fondato su presupposti differenti (rischio di dispersione delle garanzie per spese processuali/pena pecuniaria). Inoltre la qualificazione del sequestro d'urgenza spetta al PM e questi ha legittimamente chiesto il diverso vincolo conservativo; pertanto non è ravvisata violazione di legge. Condanna del ricorrente alle spese processuali.
Norme richiamate
DPR 309/1990, art. 73, comma 5
Norma sostanziale che inquadra il fatto-reato (detenzione di stupefacenti) a carico dell'indagato; utilizzata per descrivere il contesto del procedimento penale.
Codice di procedura penale, art. 316
Il PM ha chiesto "la conversione del sequestro probatorio del denaro contante in sequestro conservativo stante l'assenza di comprovata lecita attività lavorativa e le condizioni di cui all'art. 316 p.p."
Il sequestro conservativo è atto autonomo finalizzato a preservare garanzie per il pagamento di spese e pene pecuniarie; la sua applicazione è corretta anche quando il sequestro probatorio d'urgenza non sia stato convalidato, purché sussistano i presupposti dell'art. 316.
Codice di procedura penale, art. 355
Disciplina la convalida del sequestro probatorio: il ricorrente ha rilevato la mancata convalida nei termini ai sensi dell'art. 355, ma la Corte ha ritenuto che la mancata convalida del sequestro probatorio non impedisca al PM di richiedere e al giudice di disporre un sequestro conservativo autonomo.
Codice di procedura penale, art. 323, comma 4
Citato nel motivo di ricorso come presunta violazione; la Corte non ha ritenuto integrata la violazione normativa lamentata relativa alla conversione/atto impugnato.
Codice di procedura penale, art. 325
Stabilisce che il ricorso per cassazione in tema di ordinanze su misure cautelari reali è ammesso per violazione di legge; la Corte ricorda i limiti e le modalità di esame in cassazione (vizi di diritto o motivazione radicalmente insufficiente).
Disp. att. c.p.p., art. 173, comma 1
Richiamato per i limiti forma e contenuto del motivo in cassazione (esposizione nei limiti strettamente necessari per la motivazione); il ricorso era unificato in un unico motivo e giudicato insufficiente.
Massime di principio
- La qualificazione dell'atto di sequestro d'urgenza compiuto dalla polizia giudiziaria spetta al pubblico ministero: il PM può non convalidare il sequestro probatorio e contestualmente richiedere un diverso vincolo reale (es. sequestro conservativo) se ne ricorrono i presupposti.
- La mancata convalida del sequestro probatorio dalla P.G. non implica automaticamente l'illegittimità di un successivo sequestro conservativo disposto dal giudice su richiesta del PM: il sequestro conservativo è un provvedimento autonomo fondato su presupposti diversi (garanzie per spese e pene pecuniarie).
- Se il sequestro probatorio è ritenuto illegittimo, il rimedio immediato per la difesa è l'istanza di restituzione al PM e, in caso di rigetto, l'appello; non sempre il riesame può essere promosso sull'atto originario redatto dalla P.G.
- In cassazione contro ordinanze in materia di misure reali è necessario invocare violazioni di legge specifiche o la totale carenza di motivazione; la contestazione generica di "abnormità" senza precisare il profilo concreto è inidonea.
- Il sequestro conservativo può essere richiesto per preservare garanzie anche quando il patrimonio rinvenuto è esiguo (es. somma pari al patrimonio dichiarato dall'imputato), purché il giudice valuti e motivi l'esistenza del rischio di dispersione delle garanzie.
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