Cassazione Penale, Sentenza n. 17111/2024 del 24/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La parte civile impugna la sentenza della Corte d'appello che aveva riformato la condanna in primo grado e assolto l'imputato, sostenendo che la Corte territoriale non ha fornito motivazione adeguata e puntuale nella valutazione degli elementi indiziari relativi all'identificazione del conducente del furgone (marca e targa riconosciute, esame fotogrammi, frammento di felpa recuperato e analisi tecnico-scientifica del RIS, ammaccature e corrispondenze sul veicolo, comportamento di allontanamento dell'imputato e collocazione del mezzo in rimessa). Si censura altresì la deduzione della Corte d'appello secondo cui il veicolo sarebbe stato ugualmente disponibile a più familiari (figlio e nipote), con conseguente generica ed insufficiente valutazione di ipotesi alternative, e la mancata confutazione analitica delle argomentazioni probatorie svolte dal Tribunale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato il principio (Sezioni Unite) secondo cui, quando l'appello riforma in assoluzione una condanna, il giudice d'appello deve fornire una motivazione adeguata e puntuale, riassumendo e confrontandosi con le prove decisive. Nel caso concreto la Corte d'appello non ha sufficientemente esaminato e confutato l'apparato indiziario prodotto in primo grado (valutazione complessiva delle prove tecniche e testimoniali, tempistica e natura dell'allontanamento, disponibilità del veicolo), né ha spiegato compiutamente la plausibilità delle ricostruzioni alternative adottate. Per tali carenze motivazionali la sentenza impugnata è stata annullata agli effetti civili e la causa è stata rinviata per nuovo giudizio al giudice civile competente per valore in grado di appello, anche ai fini della regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.
Norme richiamate
Omicidio colposo; norma sostanziale contestata in primo grado per il decesso di Fazio Paolo a seguito dell'incidente; valutata nel quadro probatorio relativo alla responsabilità del conducente del furgone.
Lesioni personali colpose; norma sostanziale contestata per le lesioni riportate da Boca Mario in relazione allo stesso sinistro.
Norme del Codice della Strada relative all'obbligo di fermarsi e prestare soccorso (andare via dal luogo dell'incidente e omessa assistenza), contestate in primo grado come comportamento di fuga.
Richiamato in relazione agli obblighi motivazionali del giudice d'appello: la parte civile deduce che la Corte d'appello non ha rispettato l'obbligo di motivare adeguatamente la riforma in senso assolutorio.
Invocato nella censura sulla motivazione: la parte deduce vizio motivazionale per omissioni nella decisione di appello.
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
Limite dell'esame di legittimità: la Cassazione controlla la correttezza della motivazione entro i limiti propri del giudizio di legittimità, senza riesaminare i fatti oltre la compatibilità della motivazione con una plausibile opinabilità.
Giurisprudenza - Sez. U, n. 14800 del 21/12/2017 (Troise)
Principio richiamato: quando l'appello assolve ribaltando una condanna, il giudice d'appello non è obbligato a rinnovare tutte le prove ma deve offrire una motivazione puntuale e adeguata che giustifichi la diversa conclusione, confutando le argomentazioni decisive del primo grado o illustrando ricostruzioni alternative ancorate alle evidenze processuali.
Massime di principio
- Quando l'appello riforma una condanna in assoluzione il giudice di appello deve motivare in modo puntuale e confrontarsi con le argomentazioni probatorie decisive del primo grado; lacune motivazionali possono essere causa di annullamento in Cassazione.
- L'identificazione del conducente basata su elementi indiziari (fotogrammi, tracce biologiche/tessili, corrispondenze di danni al veicolo, testimonianze e comportamenti successivi come l'allontanamento) richiede una valutazione complessiva e coerente: singoli elementi deboli possono diventare convincenti se letti insieme.
- Il comportamento di allontanamento o la collocazione del veicolo in rimessa, la presenza di batteria scarica, e la difficoltà ad accedere al mezzo possono costituire elementi indiziari rilevanti ma vanno collegati temporalmente e logicamente alle altre prove.
- La mera detenzione delle chiavi o l'occasionale utilizzo del veicolo da parte di familiari non esclude automaticamente la responsabilità del proprietario: la disponibilità comune deve essere provata e non presunta senza analisi fattuale.
- In caso di prove prevalentemente indiziarie, il giudice deve esplicitare la catena logica che porta alla ricostruzione ritenuta più attendibile; se il dubbio rimane processualmente rilevante l'assoluzione può risultare legittima, ma la motivazione dell'assoluzione deve comunque essere esaustiva.
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