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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49428/2022 del 29/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di appello che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale a seguito di cessioni a prezzo irrisorio e spostamento di beni dalla Skavedil s.r.l. alla Edilscavi s.r.l. Mangialavori deduceva vizi di motivazione, errata valutazione probatoria e incongruità della pena e mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. Galati deduceva, tra l'altro, violazione del diritto al contraddittorio per trattazione in camera di consiglio nonostante la richiesta tempestiva di trattazione orale ai sensi dell'art. 23 d.l. 149/2020, nonché la illegittima utilizzazione di intercettazioni acquisite in altro procedimento e insufficiente motivazione sulla qualifica di amministratore di fatto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso di Galati quanto al primo motivo (violazione del diritto alla trattazione orale prevista dalle norme emergenziali 2020): la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Milano per nuovo esame. Il ricorso di Mangialavori è stato dichiarato inammissibile nel resto per genericità e insussistenza dei vizi prospettati, salvo che la Corte ha rilevato d'ufficio l'illegittimità delle pene accessorie fallimentari alla luce della pronuncia di incostituzionalità dell'ultima disposizione dell'art. 216 L. fall., e pertanto ha annullato la sentenza limitatamente alla determinazione della durata delle pene accessorie per entrambi gli imputati, rinviando la quantificazione al giudice di merito. In sintesi: accoglimento parziale per Galati (annullamento e rinvio per nuovo giudizio), inammissibilità sostanziale del ricorso di Mangialavori eccetto l'ordine di annullamento e rinvio limitato alla determinazione delle pene accessorie.

Norme richiamate

  • art. 23 d.l. n. 149/2020 conv. L. 176/2020

    La richiesta di trattazione orale formulata tempestivamente mantiene efficacia anche se l'udienza viene rinviata; la Corte non poteva decidere in rito camerale senza valutare la precedente richiesta orale differita, e la mancata partecipazione ha determinato nullità rilevabile in cassazione.

  • art. 191 c.p.p.

    Richiamata dai ricorrenti in tema di utilizzabilità delle intercettazioni acquisite in altro procedimento; la Corte richiama i principi sulla rilevanza e utilizzabilità ma non ha annullato per questo motivo nel caso concreto (argomento assorbito per Galati).

  • art. 216 L. fall.

    La parte della norma che prevedeva pene accessorie di durata fissa è stata dichiarata incostituzionale; la Corte di Cassazione ha rilevato d'ufficio l'illegalità sopravvenuta e ha annullato la sentenza con rinvio per consentire la determinazione in concreto della durata delle pene accessorie secondo i criteri dell'art. 133 c.p.

  • art. 606 c.p.p.

    Norma sulle ragioni di ricorso in Cassazione; utilizzata per inquadrare le censure dedotte e per dichiarare inammissibili alcune doglianze per genericità o per sindacato di merito improprio.

  • art. 2639 c.c.

    Definizione di amministratore di fatto: la Corte ha esaminato la qualificazione di Galati come amministratore di fatto della fallita; su questo punto la decisione di merito è stata assorbita dalla censura procedurale e rinviata per nuovo esame.

  • art. 133 c.p.

    Criteri per la determinazione della pena. La Corte ha richiamato che la quantificazione delle pene accessorie, non essendo più di durata fissa, deve essere operata dal giudice di merito applicando i criteri di proporzionalità di tale articolo.

  • art. 136 Cost. e legge costituzionale n. 87/1953 (art. 30 co.3)

    Principio secondo cui la dichiarazione di incostituzionalità si applica ex tunc e può rendere necessaria la revisione del trattamento sanzionatorio anche d'ufficio.

Massime di principio

  • La richiesta di trattazione orale valida e tempestiva non viene meno automaticamente se l'udienza viene rinviata: il rinvio non richiede necessariamente una nuova richiesta e l'assenza ingiustificata delle parti in camera di consiglio può determinare nullità rilevabile in cassazione.
  • La Cassazione controlla in particolare le garanzie procedurali e può annullare e rinviare per violazioni del contraddittorio anche se non tutte le censure di merito risultano fondate.
  • Le censure generiche o volte a riqualificare il merito probatorio senza indicare specifici vizi logico-giuridici sono inammissibili in Cassazione: il sindacato sulla valutazione delle prove è limitato.
  • Se una norma che incide sul trattamento sanzionatorio è dichiarata incostituzionale, la Corte di legittimità può rilevare d'ufficio l'illegalità della pena e disporre l'annullamento con rinvio per la determinazione conforme ai criteri di proporzionalità dell'art. 133 c.p.
  • L'utilizzabilità di prove (es. intercettazioni acquisite in diverso procedimento) va valutata con riferimento ai principi consolidati (Sez. Un.), e il loro eventuale vizio può costituire motivo idoneo a fondate censure di legittimità se efficacemente dedotto.
  • La determinazione delle attenuanti generiche e della congruità della pena rientra nell'ampia discrezionalità del giudice di merito e difficilmente è sindacabile in Cassazione se la motivazione non è contraddittoria o illogica.
  • La motivazione per relationem è ammessa quando la decisione di secondo grado mostra di aver preso coscienza e meditato le ragioni del provvedimento di primo grado; non è richiesta la rinnovazione punto per punto di tutte le deduzioni difensive.

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