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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49425/2022 del 29/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza del 21/01/2022 che aveva rigettato la richiesta di revoca dell'ordine di demolizione relativo ad opere edilizie abusive già oggetto di condanna penale (sentenza del 18/12/1996, irrevocabile 9/12/1998). I motivi posti: (1) contestazione della valutazione della Corte territoriale circa la realizzazione di opere ulteriori rispetto al terrazzo (sostenendo che il "patio" indicato nella domanda di condono coincideva con il terrazzo già rilevato nei sopralluoghi e che le chiusure sarebbero state realizzate dopo il provvedimento di sanatoria); (2) censura sulla presunta illegittimità del rifiuto di considerare formato il silenzio-assenso della Rete Ferroviaria sulla deroga alle distanze ex d.P.R. 753/1980 (la distanza di 30 m è un vincolo relativo e si poteva ottenere autorizzazione); (3) vizio per mancato rispetto del principio di proporzionalità, atteso lo stato di salute precario dell'intero nucleo familiare, che avrebbe reso sproporzionata la demolizione.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso. Sulla prima doglianza ha ritenuto che le opere che hanno inciso sulla volumetria (incremento da circa 354 a 498 mc) sono state realizzate dopo il termine utile del 31/12/1993 e prima della domanda di condono del febbraio 1995, per cui non possono essere comprese nella sanatoria. Sulla seconda ha stabilito che, sebbene il vincolo ferroviario sia relativo, la deroga richiede il parere/assenso degli enti preposti e l'istante ha l'onere di provare l'assenza di rischi concreti; non risultano elementi per ritenere formato il silenzio-assenso. Sulla terza ha ritenuto che il principio di proporzionalità va bilanciato con la tutela dell'ambiente e l'esigenza di non incentivare violazioni; nel caso concreto hanno pesato la pluralità delle violazioni, i tempi a disposizione dopo l'irrevocabilità della condanna e la presenza di violazioni ripetute (anche violazione dei sigilli). La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • legge 794/1994 (condono edilizio)

    La sanatoria richiede che le opere siano ultimate entro la data di riferimento (31/12/1993 nel caso concreto); il completamento rilevante ai fini del condono è riferito al completamento della copertura e delle mura perimetrali (non agli elementi di finitura esterni)

  • d.P.R. 753/1980

    Il vincolo di inedificabilità nella fascia di rispetto di 30 metri dalla ferrovia è relativo: è ammessa deroga previa autorizzazione degli enti competenti. Tuttavia la deroga non si considera acquisita per semplice decorso dei termini se l'opera presenta presunzione di pericolosità; l'istante ha l'onere probatorio di dimostrare l'assenza di rischi concreti

  • Giurisprudenza del Consiglio di Stato e TAR richiamata

    Cons. St., sez. IV, sent. 5 aprile 2013, n. 1902; Cons. St., sent. 19 settembre 2012, n. 4974; TAR Toscana, sez. III, sent. 18 gennaio 2010, n. 37; TAR Campania - Salerno, n. 251 del 26/01/2022

    La dottrina giurisprudenziale richiamata conferma che il rilascio del titolo abilitativo in sanatoria per opere nella zona di rispetto è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni competenti e che il silenzio-assenso non può essere presunto in presenza di rischi specifici

  • Massime della Corte di Cassazione richiamate

    Sez. 3, n. 423 del 14/12/2020 (Leoni); Sez. 3, n. 5822 del 18/01/2022 (D'Auria)

    Il principio di proporzionalità può giustificare la revoca dell'ordine di demolizione solo dopo un bilanciamento rigoroso tra esigenze abitative/di salute e tutela dell'ambiente e legalità; la consapevolezza della violazione e i tempi utili per sanare incidono sulla valutazione

Massime di principio

  • Per ottenere il condono è fondamentale che le opere rilevanti siano state ultimate entro la data di riferimento fissata dalla legge: elementi successivi che incrementano volume o cubatura non possono essere inclusi nella domanda di sanatoria
  • L'espressione "al grezzo" va interpretata riferendosi al completamento della copertura e delle mura perimetrali, non alle finiture esterne; la documentazione dei sopralluoghi e la cronologia degli interventi sono decisive
  • La deroga ai vincoli di distanza (es. d.P.R. 753/1980) richiede il rilascio del parere/autorizzazione degli enti competenti; il semplice decorso dei termini non sostituisce l'onere probatorio che grava sull'istante quando sussistono presunzioni di pericolosità
  • La difesa basata sul principio di proporzionalità richiede prove concrete (stato di salute, impossibilità di trovare soluzioni alternative, tempestività nell'aver tentato la sanatoria) e va bilanciata con la necessità di non incentivare violazioni edilizie e a tutela dell'ambiente
  • La documentazione amministrativa e la sequenza temporale (date di sopralluogo, sequestro, domande di condono e richieste di autorizzazione) sono elementi decisivi: omissioni o incongruenze temporali compromettono l'accoglimento delle istanze di sanatoria o deroga

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