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Sentenza

Sentenza del 09/09/2022 n. 26677 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

La questione centrale era la legittimazione ad agire della Société Générale (intermediario francese) a chiedere il rimborso dell'imposta sostitutiva applicata da Unicredito sulle plusvalenze realizzate con la vendita di partecipazioni italiane gestite per conto della clientela estera. L'Agenzia deduceva che i titoli erano di pertinenza di una succursale con sede nel Regno Unito e che l'intermediario non poteva proporre ricorso per ottenere il rimborso delle ritenute sostenute per conto di terzi; chiedeva quindi la declaratoria di inammissibilità del ricorso per difetto di legittimazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle entrate ritenendo che la questione della legittimazione fosse già stata decisa a favore della contribuente dal giudice di primo grado e che sull'argomento si fosse formato giudicato interno non validamente impugnato dall'Ufficio in appello. Di conseguenza l'eccezione di difetto di legittimazione non poteva essere rilevata in Cassazione; la Corte ha condannato l'Agenzia al pagamento delle spese di lite (liquidate in Euro 10.300,00 per compensi, Euro 200,00 per esborsi, oltre spese forfettarie del 15% e accessori se dovuti).

Norme richiamate

  • T.U.I.R. (art. 20, ora art. 23)

    art. 20 (oggi art. 23) T.U.I.R.

    Disciplina la tassazione delle plusvalenze da cessione di partecipazioni in società residenti e le esclusioni; la CTR ha valutato l'ammissibilità del rimborso alla luce dei requisiti di esenzione previsti dalla normativa fiscale (richiamata anche al DPR 917/1986, art. 23).

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 23, comma 1, lett. f)

    D.P.R. 917/1986, art. 23, comma 1, lett. f)

    La Corte d'appello ha ritenuto che, una volta prodotta la documentazione attestante i requisiti richiesti, sussistessero i presupposti per l'esenzione e quindi per il rimborso delle ritenute applicate dall'intermediario.

  • D.Lgs. 461/1997, art. 5

    D.Lgs. n. 461/1997, art. 5

    Prevede l'imposta sostitutiva del 12,5% che l'intermediario applica in assenza di autocertificazione; nel caso di specie Unicredito aveva applicato la ritenuta per carenza di documentazione.

  • art. 81 disp. att. c.p.c.

    art. 81 disposizioni di attuazione c.p.c.

    Stabilisce che non si può far valere in giudizio un diritto altrui in nome proprio; la norma è rilevabile d'ufficio in ogni stato del processo, ma la sua efficacia è soggetta al limite del giudicato interno: se la questione è già stata decisa con giudicato, non può essere rinnovata.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 1, comma 2 e art. 62, comma 1

    D.Lgs. n. 546/1992, art. 1, comma 2; art. 62, comma 1

    Richiamati per il rinvio al codice di procedura civile in materia di processo tributario e per i rimedi in cassazione; la Corte ha valutato la questione procedurale di legittimazione alla luce di tali riferimenti.

  • art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 (richiamato)

    art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; l'Agenzia aveva dedotto violazione di norme processuali richiamabili ai fini di annullamento, ma la Corte l'ha considerata inammissibile per la preclusione determinata dal giudicato.

Massime di principio

  • La legittimazione ad agire deve essere contestata tempestivamente: se il giudice di primo grado decide la legittimazione in favore della parte e l'Ufficio non impugna specificamente quella questione in appello con appello incidentale, sulla questione può formarsi giudicato interno che preclude contestazioni successive.
  • L'art. 81 disp. att. c.p.c. è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del processo, ma la sua operatività è limitata quando la questione sia già stata definitivamente decisa nel processo (giudicato interno). Prima di sollevare esclusivamente questioni di legittimazione in sede di impugnazione, l'Amministrazione deve verificare se il tema è già stato deciso e impugnato nel modo proceduralmente corretto.
  • Nel contenzioso su ritenute operate dall'intermediario, è cruciale la produzione documentale: l'intermediario che, per mancanza di documenti, ha operato la ritenuta può essere successivamente legittimato a chiedere il rimborso se la documentazione probatoria viene regolarmente acquisita e dimostra i requisiti d'esenzione. Viceversa, l'Amministrazione fiscale deve eccepire tempestivamente le questioni di merito e di legittimazione al fine di non perdere la possibilità di contestarle in grado d'appello.
  • La possibilità per un intermediario di presentare autocertificazioni attestanti la residenza fiscale dei beneficiari esteri è prevista dalla prassi per evitare l'applicazione della ritenuta, ma la concreta titolarità del diritto al rimborso può richiedere l'accertamento documentale del beneficiario effettivo; la Corte, in assenza di contestazione tempestiva, può comunque ritenere acquisiti tali aspetti.
  • Per l'Amministrazione: se si intende contestare che il ricorrente sia il reale titolare del diritto vantato (difetto di legittimazione o beneficiario effettivo), è necessario impugnare espressamente e nei termini le statuizioni favorevoli del primo grado; il mancato appello incidentale può precludere l'assunzione di quella contestazione in grado superiore.

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