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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13747/2025 del 08/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello che l'aveva ritenuta responsabile di plurime cessioni di sostanze stupefacenti del tipo eroina e cocaina, qualificate ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990. In cassazione deduceva erronea applicazione della legge penale, mancanza e illogicità della motivazione in relazione all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 e alla circostanza attenuante del fatto di speciale tenuità di cui all'art. 62 n. 4 c.p., sostenendo in sostanza che non fosse stata correttamente esclusa l'attenuante sul lucro e sul disvalore del fatto.

La decisione

La Corte ha ritenuto la sentenza impugnata sorretta da motivazione congrua e immune dai vizi denunciati. Ha dichiarato inammissibili le censure relative alla mancata applicazione dell'attenuante ex art. 62 n. 4 c.p., qualificandole come doglianze di merito non proponibili in sede di legittimità e comunque già esaminate e disattese con argomentazioni corrette dal giudice di appello. Ha inoltre richiamato il principio per cui, in materia di stupefacenti, l'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità richiede la speciale tenuità sia del lucro perseguito o conseguito, sia della gravità dell'evento dannoso o pericoloso prodotto dalla condotta. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna della ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990

    Disposizione qualificatrice del fatto di cessione di stupefacenti nella forma di lieve entità; la Corte non ne contesta la configurabilità, ma rileva che la sentenza di merito è motivata in modo congruo sulla relativa applicazione.

  • art. 62 n. 4 c.p.

    L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, in materia di stupefacenti, richiede che siano di speciale tenuità sia il lucro perseguito o conseguito sia la gravità dell'evento dannoso o pericoloso; le censure che mirano a una diversa valutazione degli elementi di fatto sono inammissibili in cassazione.

  • art. 616 c.p.p.

    È richiamata implicitamente nella statuizione finale di condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende a seguito della dichiarazione di inammissibilità.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono proponibili censure che si risolvano in una diversa lettura degli elementi di fatto già esaminati dal giudice di merito, quando la motivazione impugnata sia logica e conferente.
  • L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità ex art. 62 n. 4 c.p. non può essere riconosciuta automaticamente in presenza di un profitto modesto: occorre valutare congiuntamente la tenuità del lucro e la lieve offensività dell'evento dannoso o pericoloso.
  • Nei reati in materia di stupefacenti, la verifica della speciale tenuità ai fini dell'art. 62 n. 4 c.p. richiede un apprezzamento complessivo della concreta offensività della condotta, non limitato al solo importo del guadagno.
  • Quando il ricorso per cassazione è dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
  • La conferma della motivazione di merito su un punto di fatto preclude il sindacato di legittimità su quella specifica valutazione, salvo il riscontro di illogicità manifesta o violazione di legge realmente dedotta.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniCause di non punibilità
RamiStupefacentiProcesso penaleParte generale
SottomaterieLieve entità
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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