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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27468/2022 del 15/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del G.I.P. del 18/10/2021 che aveva rigettato la richiesta di restituzione di cose sequestrate. Denunciano in particolare: (i) violazione dell'art. 253 c.p.p. per mancato requisito di pertinenzialità dei beni rispetto alle imputazioni (reati ex art. 515 c.p. e art. 5 L. n. 283/1962); (ii) violazione dell'art. 355 c.p.p. per mancata convalida, in presenza di un decreto di perquisizione e sequestro con generica indicazione di "cose pertinenti al reato" e "ogni bene inerente le ipotesi di reato", che avrebbe reso necessario il controllo del P.M. e la convalida del sequestro sui singoli beni.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Tranquilli Roberto e Tranquilli Daniela per mancanza di interesse ad impugnare (i beni erano stati sequestrati nelle abitazioni di Mauro e Pierluigi, dunque dall'eventuale accoglimento non sarebbe conseguita la restituzione per costoro). Il ricorso di Pierluigi è stato ritenuto inammissibile nella parte relativa ai beni sequestrati presso la sua abitazione perché il decreto di perquisizione conteneva una indicazione sufficiente (ricerca di "materiale che attesti lo svolgimento dell'attività illecita") e i beni (silos, vasche, misuratore PH, pompe, bruciatore, ecc.) risultavano evidentemente pertinenti alla contestazione; pertanto non era necessaria la convalida del P.M. Diversamente, il sequestro di due assegni rinvenuti nell'abitazione di Tranquilli Mauro non risultava manifestamente pertinente ai reati contestati e non era stata fornita la convalida nel termine di cui all'art. 355 c.p.p.; per tale motivo la Corte ha annullato l'ordinanza e il decreto di perquisizione/sequestro limitatamente ai due assegni, ordinandone il dissequestro e la restituzione all'avente diritto. Il resto dei ricorsi è dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 263 comma 5 c.p.p.

    norma procedurale richiamata per l'impugnazione avverso il rigetto della richiesta di restituzione di cose sequestrate

  • art. 322-bis c.p.p.

    norma che disciplina l'appello cautelare; nel caso l'impugnazione è stata qualificata dal Tribunale del riesame come ricorso per cassazione

  • art. 253 c.p.p.

    richiesto il requisito della pertinenzialità dei beni rispetto al reato; la Corte valuta se sussiste un nesso funzionale tra i beni e l'attività illecita contestata

  • art. 355 c.p.p.

    "cose pertinenti al reato"

    quando il decreto di perquisizione/sequestro contiene indicazioni generiche (es. "cose pertinenti al reato" o "quanto rinvenuto e ritenuto utile a fini di indagine"), la polizia giudiziaria non può decidere discrezionalmente la pertinenzialità senza controllo: è necessaria la convalida del P.M. entro il termine perentorio previsto; mancata convalida rende il sequestro inefficace e impone la restituzione

  • art. 515 c.p.

    norma penale richiamata relativa alle condotte contestate (manipolazione/alterazione dei prodotti alimentari), cui i beni sequestrati devono essere pertinenti

  • legge n. 283 del 1962 art. 5

    norma richiamata in relazione alle ipotesi di reato nel settore alimentare/vitivinicolo oggetto delle indagini

  • art. 568 comma 4 c.p.p.

    prevede l'inammissibilità dell'impugnazione proposta da chi non è legittimato o non ha interesse; applicata per escludere il ricorso di chi non avrebbe ottenuto la restituzione dei beni contestati

Massime di principio

  • Se il decreto di perquisizione/sequestro indica genericamente "cose pertinenti" senza specificare i beni, è necessaria la convalida del P.M. ai sensi dell'art. 355 c.p.p.; in mancanza la misura è inefficace e va restituito il materiale.
  • Se i beni sequestrati sono immediatamente riconoscibili come strumenti o mezzi utilizzati per la commissione del reato (es. impianti, attrezzature, strumenti tecnici), la pertinenzialità può essere ritenuta sussistente e la convalida non è necessariamente prescritta per la validità del sequestro probatorio.
  • Per proporre impugnazione finalizzata al dissequestro bisogna avere un interesse concreto e attuale: chi non è avente diritto alla restituzione dei beni sequestrati non ha interesse a impugnare (art. 568 c.p.p.).
  • In caso di dubbio sulla pertinenzialità di singoli oggetti, l'assenza di una tempestiva convalida da parte dell'autorità giudiziaria rende più efficace la richiesta di restituzione per quei singoli beni.
  • Nel valutare ricorsi su sequestri complessi è possibile una decisione parziale: alcuni beni possono essere dissequestrati e restituiti mentre altri mantenuti sequestrati se la pertinenzialità è provvisoriamente configurabile.

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