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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27450/2022 del 15/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma delle condanne pronunciate in abbreviato per reati connessi al traffico di sostanze stupefacenti e reati connessi (associazione finalizzata al narcotraffico ex art. 74 d.P.R. 309/1990; acquisto, detenzione e trasporto di ingenti quantitativi di droga ex art. 73 d.P.R. 309/1990; reati minori come ricettazione e false attestazioni; contestazione di aggravanti quali l'"ingente quantità"; applicazione della recidiva; qualificazione di talune condotte come partecipazione associativa o, al più, favoreggiamento; doglianze sulla valutazione di intercettazioni, dichiarazioni e prova). Sono state sollevate inoltre censure sul calcolo della pena e sul diniego delle circostanze attenuanti.

La decisione

La Corte di Cassazione, con esame dettagliato, ha rigettato la maggior parte dei ricorsi (in particolare quelli di Carlo Cafarella, Mino Berlingieri e Giuseppe Aguì) e ha dichiarato inammissibile il ricorso di Carmelo Mangano. Tuttavia ha accolto in parte alcuni motivi: ha annullato con rinvio le pronunce di merito limitatamente a specifici profili per alcuni imputati (in particolare ha annullato con rinvio la statuizione sull'aggravante dell'"ingente quantità" relativamente ai reati contestati ai signori Mario Alessandro Mangano, Giovanni Ragusa, Francesco Mangano e Bektash Kalaj; ha altresì annullato con rinvio la dichiarazione di partecipazione all'associazione e la relativa qualificazione dell'aggravante con riferimento ad Antonino Mangano; ha inoltre disposto la verifica dell'applicabilità della recidiva nel caso di Kalaj). Tutte le altre statuizioni di colpevolezza e molte delle pene sono state confermate e quindi diventano irrevocabili salvo le parti esplicitamente annullate con rinvio; i ricorrenti soccombenti sono stati condannati alle spese. La Corte ha fornito anche indirizzi interpretativi su prova da intercettazioni, utilizzabilità delle dichiarazioni rese all'agente provocatore e criteri per valutare l'aggravante dell'ingente quantità e la recidiva.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 74

    Definisce l'associazione finalizzata al narcotraffico; la Corte conferma che per la sua configurabilità è richiesta l'esistenza di una organizzazione, anche rudimentale ma stabile e funzionale, con una struttura idonea a perseguire il programma criminoso; il semplice atto isolato non è sufficiente salvo che ricorra un contributo stabile e consapevole

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 73

    Norma di riferimento per i reati di acquisto, detenzione e spaccio di stupefacenti; la sentenza distingue tra consumazione e tentativo e applica i criteri probatori per affermare la consumazione quando dagli elementi emergono cessione e disponibilità

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 80

    Regola le circostanze aggravanti, tra cui l'"ingente quantità"; la Corte sottolinea che l'integrazione dell'aggravante richiede prova, oltre ogni ragionevole dubbio, che la partita avesse quantità di principio attivo corrispondente alle soglie giurisprudenziali (criteri specifici per 'droghe leggere' e 'droghe pesanti') e che una somma di denaro da sola non è automaticamente idonea a provare l'esistenza dell'ingente quantità

  • Codice penale, art. 110

    Regola il concorso di persone nel reato; la Corte ribadisce che anche contributi 'agevolativi' (es. procurare un'auto) possono integrare concorso se sussiste la consapevolezza e il contributo causale alla realizzazione del delitto

  • Codice penale, art. 378

    Fatto salvo che l'aiuto prestato nel corso della consumazione di un reato permanente può integrare concorso; la Corte richiama i criteri per distinguere favoreggiamento da partecipazione associativa

  • Codice penale, art. 495

    Sanziona la falsa attestazione a pubblico ufficiale; utilizzata per contestare la condotta di chi dichiarò falsa identità al controllo

  • Codice penale, art. 699

    Riguarda il porto di armi od oggetti atti ad offendere; la Corte ha confermato valutazione probatoria rispetto al rinvenimento di arma artigianale

  • Codice penale, art. 99

    Regola la recidiva e l'aumento di pena; la Corte chiarisce che l'applicazione della recidiva reiterata richiede che al momento della commissione del nuovo reato il reo fosse già in una condizione per la quale poteva essere considerato recidivo (ovvero esistesse già una pregressa condanna che potesse comportare l'aumento)

  • Codice penale, art. 62-bis

    Riguarda le circostanze attenuanti generiche; la Corte richiama la necessità di motivazione puntuale se si negano le attenuanti e verifica congruità della valutazione

  • Codice di procedura penale, artt. 125 e 192

    Articoli sulla valutazione della prova e sulle intercettazioni; la Corte conferma il potere del giudice di merito di interpretare conversazioni anche criptiche alla luce delle massime di esperienza, e la regolarità dell'uso di intercettazioni se non censurate

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 1

    Indica i motivi di ricorso per cassazione (vizio di motivazione, violazione di legge); la Corte ha applicato i corretti limiti di sindacato sulla motivazione di merito

Massime di principio

  • Per configurare l'aggravante dell'"ingente quantità" non è sufficiente il rinvenimento di contante: occorre dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, la corrispondenza tra importo/partita e le soglie di principio attivo previste dalla giurisprudenza
  • La partecipazione ad associazione per delinquere richiede 'affectio societatis' e un contributo stabile e consapevole alla struttura organizzativa; ruoli occasionali (es. unico trasporto) possono non essere sufficienti salvo elementi indiziari di continuità e coordinamento
  • La fornitura di mezzi o strumenti (es. noleggio di un'auto) può integrare concorso nel reato se provata la consapevolezza dell'uso illecito e il nesso causale tra la condotta e il reato-fine
  • Le intercettazioni e le conversazioni criptiche sono valutate come prova di fatto dal giudice di merito; il loro significato è rimesso alla valutazione motivata e sfugge al sindacato della cassazione se logico e coerente
  • Le dichiarazioni rese all'agente provocatore dal pusher sono generalmente utilizzabili come elemento probatorio funzionale alla consumazione dell'illecito (non rientrano nel divieto di testimonianza né nelle stesse limitazioni delle dichiarazioni testimoniali)
  • Per l'applicazione della recidiva reiterata è necessario che, al momento della commissione del nuovo reato, l'autore fosse già in una condizione per cui una precedente condanna avrebbe potuto comportare l'aumento di pena per recidiva; non sempre basta la mera presenza di precedenti non ancora efficaci al momento del fatto
  • Il sostegno economico e l'assistenza legale continuativa agli arrestati possono essere presi come indice significativo di appartenenza stabile ad un sodalizio quando sono funzionali al mantenimento dell'organizzazione
  • In sede di cassazione è difficile rimettere in discussione valutazioni complesse di fatto (intercettazioni, contatti, reti di rapporti): per ottenere riforme occorrono vizi logico-giuridici chiari o mancanze probatorie obiettive

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