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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27439/2022 del 15/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per detenzione di tabacco lavorato estero di contrabbando (12,2 kg complessivi, equivalenti a 610 pacchetti). I motivi principali: (1) violazione ed errata applicazione della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto), sostenendo occasionalità della condotta, esiguità del danno e destinazione familiare del tabacco; (2) mancato riconoscimento dell'uso di gruppo (determinazione a fini di consumo familiare) da estendersi per analogia alla disciplina sugli stupefacenti; (3) travisamento delle prove in ordine alla presunta abitualità e specifica estraneità di Dolic rispetto a parte del tabacco rinvenuto (rinvenimento presso la madre); (4) censura sulla mancanza di verifica della provenienza estera del tabacco e questione di legittimità costituzionale dell'art. 291-bis DPR 43/1973 in quanto, a loro dire, creerebbe una presunzione assoluta incompatibile con gli artt.24-27 Cost.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto parzialmente fondati i ricorsi. Sul primo profilo, ha osservato che la causa di non punibilità ex art. 131-bis può essere rilevata d'ufficio in appello (per assimilazione all'art. 129 c.p.p.) e ha censurato la motivazione della Corte territoriale che aveva valorizzato contatti con un fornitore e un precedente sequestro per ritenere abitualità; ciò ha portato a ritenere non manifestamente infondati i ricorsi e, conseguentemente, all'estinzione del reato relativo al capo A) per prescrizione, maturata il 13/03/2021, con annullamento senza rinvio di quella parte. Il secondo motivo (uso di gruppo) è stato ritenuto manifestamente infondato, trattandosi di questione di fatto estranea al sindacato di legittimità e inapplicabile alla fattispecie in cui è sanzionata la detenzione tout court. Sul terzo motivo, la Corte ha rilevato che la sentenza impugnata non aveva risposto alla censura di Dolic circa la non riconducibilità del tabacco a lui e la conseguente trasmissione all'Autorità amministrativa; pertanto la sentenza è stata annullata limitatamente all'ordine di trasmissione all'Autorità amministrativa (capo B) con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Bologna per nuovo giudizio su quel punto. L'ultima doglianza (sulla verifica della provenienza del tabacco e sulla presunta illegittimità costituzionale) è stata ritenuta manifestamente infondata: la Corte ha ritenuto logica la motivazione sulla provenienza, anche in relazione a modalità di occultamento e sigilli, e ha escluso la questione di legittimità che confonde precetto e prova.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La speciale causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere rilevata d'ufficio dal giudice d'appello per assimilazione all'obbligo di declaratoria immediata previsto dall'art. 129 c.p.p.; la sua applicazione può portare all'estinzione del reato ove ricorrano i presupposti

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamato quale parametro per ritenere che cause di proscioglimento rilevabili in ogni stato e grado (o assimilabili) possano essere valutate anche d'ufficio in appello

  • artt. 110, 291-bis, comma 1, e 291-ter, comma 1, d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43

    d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43

    Normativa doganale/penale che sanziona la detenzione di tabacco lavorato estero di contrabbando; la Corte ha esaminato gli elementi probatori relativi alla provenienza del tabacco e alle modalità di occultamento per valutare l'integrazione del reato

  • artt. 24-27 Cost.

    Richiamati nella censura costituzionale (diritti di difesa e garanzie processuali); la Corte ha ritenuto la questione manifestamente infondata perché confonde l'oggetto del precetto normativo con il problema della prova e delle verifiche sui fatti

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) può essere rilevata d'ufficio dal giudice d'appello e, se applicabile, può comportare l'estinzione del reato anche se la questione è stata sollevata tardivamente
  • L'esame della particolare tenuità richiede una valutazione specifica della lieve offesa, dell'occasionalità della condotta e dell'esiguità del danno; la mera vicinanza a soglie quantitative non esclude, di per sé, la rilevanza della causa
  • Argomentazioni circa l'uso di gruppo o destinazione a consumo familiare attengono in larga parte a fatti e circostanze probatorie: la loro valutazione concretamente compete al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se richiede accertamenti di fatto
  • La trasmissione all'Autorità amministrativa (finché sussiste) può creare un interesse reale per l'imputato a ottenere una pronuncia di merito (anche se il reato penale si estingue per prescrizione); la cassazione può quindi annullare l'ordine di trasmissione e rinviare per un nuovo giudizio su quel punto
  • Una censura costituzionale che confonde il piano della norma con quello della prova difficilmente sarà accolta: la possibilità di accertare la provenienza estera del bene può essere rimessa alla valutazione probatoria e alle circostanze (occultamento, sigilli, modalità di trasporto)
  • Quando la motivazione del giudice di merito valorizza elementi non costitutivi di illecito (es. normali contatti per l'acquisto) senza adeguata spiegazione, la Cassazione può ritenere la motivazione insufficiente e disporre l'annullamento o la declaratoria di estinzione se sopravviene la prescrizione

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