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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29734/2023 del 10/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente era imputata, in qualità di amministratore e rappresentante legale della societa Il Convento s.r.l., del reato di omessa presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte (artt. 110 c.p. e 5 d.lgs. 74/2000). Ha impugnato la conferma della sua responsabilità sostenendo di essere un mero prestanome privo di poteri gestori e di essere stata tenuta all'oscuro della gestione (gestione effettiva affidata al coniuge Lazzarini), inoltre il commercialista avrebbe dichiarato che la mancata presentazione per il 2011 dipese dalla mancata fornitura di documentazione dal Lazzarini. In cassazione ha anche censurato, ma in modo inammissibile, il diniego dell'attenuante di cui all'art. 114 c.p. e la presunta eccessività della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rilevato un vizio di motivazione nella sentenza d'appello circa l'accertamento dell'elemento soggettivo (dolo o dolo eventuale) in capo alla Ghisolfi e l'assenza di adeguata confutazione delle argomentazioni difensive che la qualificavano come mero prestanome. Tuttavia, essendo nel frattempo maturata la prescrizione del reato (termine massimo estinto il 29/12/2022), la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla Ghisolfi per estinzione del reato per prescrizione e ha revocato la confisca disposta nei suoi confronti. Ha inoltre dichiarato inammissibile il secondo motivo perché non proposto in appello. Ha escluso l'applicabilità dell'art. 578-bis c.p.p. in quanto i fatti sono antecedenti all'entrata in vigore della norma.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen. e art. 5 d.lgs. 74/2000

    Art. 110 c.p. per il concorso di persone nel reato; art. 5 Dlgs 74/2000 riguarda l'omessa presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte. Nel caso la responsabilità è stata contestata all'amministratore di diritto in concorso o come autore, a seconda della posizione effettiva nella gestione societaria.

  • art. 40, comma secondo, cod. pen.

    Disciplina il concorso nel reato; applicata per valutare la responsabilità dell'amministratore di diritto come concorrente (omesso impedimento) quando l'amministratore di fatto è il gestore effettivo.

  • art. 2932 cod. civ.

    Riferimento alla figura del prestanome/testa di legno nell'ambito della titolarità apparente; utile per qualificare la posizione giuridica dell'amministratore di diritto rispetto a quello di fatto.

  • art. 114 cod. pen.

    Prevede circostanze attenuanti generiche; la questione sulla sua applicazione è stata ritenuta inammissibile in cassazione perché non sollevata in appello.

  • art. 578-bis cod. proc. pen.

    Norma processuale più recente richiamata rispetto alla confisca; la Corte ha ritenuto la norma non applicabile per fatti anteriori alla sua entrata in vigore.

Massime di principio

  • Per ritenere penalmente responsabile un amministratore di diritto occorre accertare anche l'elemento soggettivo (dolo o dolo eventuale); la sola carica formale non basta se emergono elementi a favore della qualifica di mero prestanome.
  • Quando l'imputato è un prestanome, la responsabilità principale per omissioni gestionali ricade sull'amministratore di fatto; il prestanome può rispondere, in genere, in via di concorso per omesso impedimento, salvo che non emerga dolo specifico.
  • Il dolo eventuale può essere invocato dalla pubblica accusa quando il prestanome, accettando la carica, ha consapevolmente accettato i rischi connessi; tuttavia questo elemento deve essere motivato con riferimenti probatori chiari dalla sentenza di merito.
  • Il giudice d'appello deve motivare espressamente il rigetto delle censure difensive che prospettano la natura di prestanome; una motivazione succinta che non affronti le argomentazioni probatorie può comportare la cassazione per vizio motivazionale.
  • In Cassazione non possono essere dedotte questioni nuove non sollevate in appello (salvo rilevabili d'ufficio o impossibilità di dedurle prima); perciò è essenziale sollevare tutte le questioni rilevanti già in sede di appello.
  • Se, durante il corso del giudizio, matura la prescrizione, la Corte di Cassazione può annullare senza rinvio la sentenza per estinzione del reato, con conseguente revoca di misure patrimoniali correlate alla condanna, salvo diversa disciplina temporale di norme successive.

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