Cassazione Penale, Sentenza n. 29603/2023 del 10/07/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 23/12/2021 contestando, in via principale, la qualificazione giuridica del fatto contestato al capo B) (sostenendo che si sarebbe trattato di un furto e non di rapina o che, comunque, mancassero i requisiti della rapina impropria), la sussistenza e la motivazione della recidiva (e conseguente trattamento sanzionatorio), la loro partecipazione all'associazione per delinquere e ai reati di ricettazione e riciclaggio (per alcuni), nonché la legittimità della confisca dei beni. Le censure sollevavano inoltre vizi di motivazione, travisamento delle prove e violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha confermato il principio secondo cui il posizionamento pregresso e strategico di automezzi per 'blindare' l'area al fine di ostacolare l'intervento delle forze dell'ordine integra la nozione di violenza alla persona ai fini della rapina impropria (art. 628 c.p.): tale condotta può essere strumentale sia all'impossessamento sia al conseguimento dell'impunità, giustificando quindi la qualificazione adottata in sede di merito. La Corte ha ritenuto infondate le doglianze circa la violazione del principio di correlazione tra imputazione e sentenza e ha precisato che la valutazione sulla recidiva e sul trattamento sanzionatorio era adeguatamente motivata in base ai precedenti e alla gravità delle condotte. Quanto alla confisca, la Corte ha ritenuto corretta la valutazione della Corte di appello (la misura era fondata su provvedimento originario ex art. 240-bis e 648-ter c.p.), e ha escluso violazione del divieto di reformatio in pejus nella diversa qualificazione giuridica della misura ablativa operata in appello. Infine, la Corte ha ribadito l'insindacabilità in sede di legittimità delle valutazioni di fatto e delle apprezzamenti probatori adeguatamente motivati dai giudici di merito.
Norme richiamate
La Corte ribadisce che la rapina impropria può risultare anche da violenza diretta a soggetti diversi dalla vittima originaria (es. forze dell'ordine) e che la violenza non richiede necessariamente un contatto fisico diretto: il posizionamento di veicoli per impedire l'intervento della polizia può costituire "violenza impropria" funzionale sia all'impossessamento sia all'impunità
art. 240-bis cod. pen. (confisca per sproporzione/reato spia)
La confisca allargata può essere disposta in presenza di elementi che giustifichino la sproporzione tra patrimoni/ Redditi e beni; la Corte ha ritenuto legittimo il ricorso a tale norma anche quando la qualificazione della misura sia stata esplicitata in appello
art. 648-ter cod. pen. (riciclaggio)
Il riciclaggio può essere ritenuto collegato e funzionale alla commissione di una rapina se emerge che le operazioni di occultamento o immissione nel circuito economico dei proventi erano parte del medesimo piano criminoso
art. 133 cod. pen. (criteri per la determinazione delle circostanze e della personalità del reo)
Ai fini della rilevazione della recidiva occorre un esame concreto del rapporto tra il fatto nuovo e le precedenti condanne, valutando se queste indicano una perdurante inclinazione al delitto; la Corte ha ritenuto la motivazione di merito sufficiente
art. 521 cod. proc. pen. (principio di correlazione tra imputazione e sentenza)
Non vi è violazione del principio se la sentenza accerta la responsabilità sulla base di una ricostruzione dei fatti arricchita dagli elementi emersi in istruttoria purché non avvenga una trasformazione radicale e incompatibile dell'addebito
art. 581 cod. proc. pen. (requisiti del motivo di cassazione)
La Corte ha rigettato ricorsi che si limitavano a ripetere censure già svolte in appello senza fornire una critica puntuale e specifica della motivazione di merito, rilevando carenza di specificità dei motivi
La nozione di "violenza" richiamata in dottrina e giurisprudenza (anche in riferimento all'art. 610) è interpretata in senso ampio quale coartazione della libertà fisica o psichica; la Corte la utilizza per sostenere che l'ostacolo frapposto alle forze dell'ordine integra violenza
art. 192, 597 e 546 c.p.p. (menzionati dalle difese)
Norme processuali richiamate nelle censure relative a esigenze probatorie e deduzioni difensive; la Corte ha ritenuto le contestazioni difensive come valutazioni di merito non sindacabili in Cassazione se ben motivate dalla Corte d'appello
Massime di principio
- Il posizionamento strategico di ostacoli o veicoli per impedire o ritardare l'intervento delle forze dell'ordine può integrare la "violenza impropria" ai fini della rapina (art. 628 c.p.), anche se la violenza non è diretta alla vittima originaria
- La distinzione tra rapina propria e rapina impropria può dipendere dalla dinamica plurifase del fatto: una stessa condotta può essere funzionale sia all'impossessamento sia all'impunità senza che ciò determini contraddizione tra valutazioni di merito
- La Corte di cassazione non è luogo per riesaminare valutazioni di fatto o ricalibrare la ponderazione delle prova se la motivazione della Corte d'appello è congrua e logica; i ricorsi che ripetono le stesse doglianze già esaminate in appello sono inammissibili per difetto di specificità
- Per il riconoscimento della recidiva occorre una motivazione concreta e articolata che colleghi i precedenti alla maggiore pericolosità sociale del reo; richiamo generico ai precedenti, se integrato da un'analisi circostanziata, può essere sufficiente
- La riqualificazione giuridica della misura ablativa in sede di appello non viola automaticamente il divieto di reformatio in pejus se la nuova qualificazione è coerente con gli elementi del provvedimento originario e rientra nelle competenze del giudice
- In casi complessi la sentenza può conformare la ricostruzione dei fatti agli elementi emersi in istruttoria senza che ciò configuri violazione del diritto di difesa, purché gli elementi essenziali dell'accusa fossero noti e contestati in modo chiaro
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