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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29604/2023 del 10/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Messina che confermava la condanna per appropriazione indebita. Il ricorso, articolato in quattro motivi, contestava: 1) la riqualificazione della fattispecie originaria (da truffa ad appropriazione indebita) senza richiesta formale di modifica dell'imputazione e violazione del diritto di difesa (artt.516-517 c.p.p.); 2) la sussistenza del fatto come mera inadempienza contrattuale e non reato (art.646 c.p.); 3) l'errata determinazione del momento del fatto e l'uso di circostanze aggravanti non contestate per rendere il reato procedibile d'ufficio (anche in relazione all'art.10 d.lvo 36/2018); 4) la mancata motivazione della Corte d'Appello sulla subordinazione della sospensione condizionale della pena al pagamento di una provvisionale di €4.500, nonostante la situazione economica precaria dell'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato: ha annullato la sentenza impugnata solo con riferimento alla decisione che subordinava la sospensione condizionale della pena al pagamento della provvisionale di €4.500, rinviando alla Corte d'Appello di Messina per un nuovo esame su quel punto. Il resto del ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'affermazione di responsabilità è stata resa irrevocabile. L'imputato è stato condannato alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile, liquidate in €3.685,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha valutato i motivi ai sensi di tale articolo ritenendo la maggior parte manifestamente infondati e uno fondato (riguardante la provvisionale).

  • artt. 516 e 517 cod. proc. pen.

    Richiamati dal ricorrente per sostenere l'obbligo di formale modifica della contestazione; la Corte ha però ritenuto che la riqualificazione operata non abbia violato il principio di correlazione tra accusa e sentenza poiché i fatti erano conoscibili e omogenei rispetto alla contestazione originaria.

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto delle censure sulla motivazione e sulla correttezza delle esigenze di forma del processo; la Cassazione ha esaminato la corrispondenza tra imputazione e motivazione valutando l'assenza di pregiudizio per la difesa.

  • art. 646 cod. pen. (appropriazione indebita)

    Applicata dalla Corte di merito ai fatti: la Cassazione ha confermato che la fattispecie è integrata quando il denaro non è entrato nella disponibilità patrimoniale del ricevente ma il suo rifiuto di restituirlo (o il mutamento di destinazione dopo richiesta) denota volontà appropriativa, distinguendo il mero inadempimento civile dalla condotta penalmente rilevante.

  • art. 640 cod. pen. (truffa)

    Richiamato in relazione alla riqualificazione: la Corte ha ritenuto che gli elementi 'deceptivi' inizialmente contestati siano stati depurati e che la ricostruzione dei fatti porti all'assorbimento nella fattispecie di appropriazione indebita senza pregiudizio per la difesa.

  • art. 10 d.lvo 36/2018

    Censurato dal ricorrente con riferimento alla procedibilità d'ufficio legata a circostanze aggravanti speciali; la Cassazione ha ritenuto la questione superflua alla luce della tempestività della querela e non ha accolto la tesi difensiva che l'uso di una circostanza aggravante non contestata avesse illegittimamente reso il reato perseguibile d'ufficio.

  • artt. 124, 129, 529 cod. proc. pen.

    Richiamati in relazione alla determinazione del tempus commissi delicti: la Corte ha condiviso la valutazione che il momento rilevante sia la richiesta di restituzione rimasta infruttuosa (maggio 2017) e non le controversie tecniche anteriori.

  • artt. 164 e 165 cod. pen.

    Richiamati nel motivo relativo alla sospensione condizionale della pena: la Corte ha ritenuto che la Corte d'Appello non abbia adeguatamente motivato la subordinazione della sospensione al pagamento della provvisionale, omettendo la valutazione delle condizioni economiche dell'imputato.

  • art. 173-bis disp. att. cod. proc. pen.

    Utilizzato per la sintesi dei motivi di ricorso ai fini del procedimento di Cassazione; la norma è citata per la ricomposizione formale dei motivi.

Massime di principio

  • La riqualificazione operata dal giudice non costituisce automaticamente violazione del diritto di difesa se i fatti e le circostanze rilevanti sono desumibili dagli atti e consentono all'imputato di difendersi concretamente: conta l'assenza di pregiudizio reale per la difesa, non la mera differenza terminologica nella qualificazione del reato.
  • La distinzione tra mero inadempimento civile e appropriazione indebita dipende dalla natura della disponibilità delle somme: se il denaro rimane di proprietà dell'investitore e il gestore, dopo una richiesta di restituzione, manifesta un comportamento che equivale a voler trattenerlo come proprio (quid pluris, es. rifiuto esplicito o mutamento di destinazione), può configurarsi appropriazione indebita.
  • Il momento di consumazione del reato (tempus commissi delicti) deve essere individuato nell'evento che manifesta la volontà appropriativa (es. richiesta formale di restituzione rimasta senza esito), non in dissidi tecnici o incomprensioni preliminari che non provocano ancora la reazione dell'investitore.
  • La subordinazione della sospensione condizionale della pena al pagamento di una provvisionale richiede una valutazione e una motivazione specifica sulle condizioni economiche dell'imputato: il giudice d'appello deve confrontarsi esplicitamente con le censure difensive se sollevate.
  • Una pronuncia di legittimità può essere parziale: anche quando la responsabilità penale diventa irrevocabile per la maggior parte dei profili, questioni procedurali o di motivazione possono determinare annullamenti limitati e rinvii su punti specifici.

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