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Sentenza

Sentenza n. 213/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento a - del provvedimento prot. n. 14067 del 14.11.2025, con il quale il Comune di Ascea ha accertato una presunta inottemperanza all'ordinanza di demolizione n. 27/2019 ed irrogato la sanzione pecuniaria ex art. 31 - comma 4 bis del D.P.R. n. 380/2001; b - del provvedimento prot. n. 14126 del 17.11.2025, con il quale la P.A. ha accertato una presunta inottemperanza all'ordinanza di demolizione n. 27/2019 ed irrogato la sanzione pecuniaria ex art. 31 - comma 4 bis del D.P.R. n. 380/2001; c - della determina n. 53 del 26.11.2025, con la quale la P.A. ha determinato di acquisire l'intera area di proprietà del ricorrente; d - ove e per quanto occorra, della nota prot. n. 13961 12.11.2025, avente ad oggetto "comunicazione sopralluogo per verifica ottemperanza all'ordinanza n. 27 del 30.09.2019"; e - ove e per quanto occorra, del verbale di sopralluogo del 14.11.2025; f - di tutti gli atti, anche non conosciuti, presupposti, connessi, collegati e consequenziali.

Giustizia amministrativa202600069

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimenti di accertamento dell'inottemperanza all'ordinanza di demolizione, irrogazione della sanzione pecuniaria ex art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001 e acquisizione dell'intera area al patrimonio comunale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato i provvedimenti con cui il Comune, accertata l'inottemperanza all'ordinanza di demolizione n. 27/2019, ha irrogato la sanzione pecuniaria di 20.000 euro e disposto l'acquisizione dell'intera area di sua proprietà. Ha dedotto che la procedura esecutiva immobiliare pendente dinanzi al Tribunale di Vallo della Lucania, a seguito del pignoramento del bene, gli avrebbe sottratto la disponibilità giuridica dell'immobile, impedendogli di procedere alla demolizione. Ha inoltre contestato l'irrogazione della sanzione nella misura massima, sostenendo l'assenza dei presupposti; ha censurato l'acquisizione dell'intera area per omessa indicazione dei parametri e dei criteri utilizzati per individuarne l'estensione; e ha dedotto la violazione dell'art. 7 della legge n. 241/1990 per omessa partecipazione procedimentale.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato e lo ha deciso con sentenza semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. Ha riconosciuto l'interesse ad agire del ricorrente, individuandolo nella possibilità di estinguere, almeno in parte, il credito mediante i proventi della futura vendita giudiziaria del bene. Nel merito, ha escluso che il pignoramento impedisca al proprietario di adempiere all'ordine di demolizione: esso limita la disponibilità giuridica del bene, impedendone l'alienazione a terzi, ma non lo esonera dall'obbligo di ripristinare la legalità violata. Ha ritenuto legittima la sanzione pecuniaria nella misura massima di 20.000 euro, in quanto prevista dalla legge e giustificata dalla realizzazione dell'abuso su area vincolata. Ha respinto anche la censura relativa all'acquisizione dell'intera area, rilevando che il provvedimento conteneva una motivazione sui parametri e criteri utilizzati e che tale motivazione non era stata adeguatamente contestata. Infine, ha escluso la violazione dell'art. 7 della legge n. 241/1990, poiché gli atti impugnati hanno natura vincolata. Il ricorso è stato rigettato; le spese processuali sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001

    La sanzione pecuniaria è stata ritenuta legittimamente irrogata nella misura massima, in ragione della previsione legislativa e della realizzazione dell'abuso su area vincolata.

  • art. 7 l. 241/1990

    La partecipazione procedimentale è stata ritenuta non necessaria per gli atti impugnati, aventi natura vincolata.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza semplificata, essendo il ricorso manifestamente infondato.

Massime di principio

  • Il pignoramento immobiliare limita la disponibilità giuridica del bene pignorato, impedendone l'alienazione a terzi, ma non esonera il proprietario dall'obbligo di ottemperare a un'ordinanza di demolizione o di ripristino della legalità edilizia.
  • L'inottemperanza a un ordine di demolizione può essere accertata e sanzionata anche quando l'immobile sia sottoposto a procedura esecutiva immobiliare, poiché il pignoramento non rende giuridicamente impossibile l'esecuzione materiale degli interventi di ripristino.
  • La sanzione pecuniaria prevista dall'art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001 può essere irrogata nella misura massima quando l'abuso sia realizzato su area vincolata, ove tale misura discenda dalla legge e dai presupposti accertati dall'amministrazione.
  • La motivazione del provvedimento di acquisizione è sufficiente quando indica i parametri e i criteri utilizzati per determinare l'area acquisita e il ricorrente non contesta adeguatamente tali elementi.
  • La comunicazione di avvio del procedimento non è necessaria per l'adozione di atti aventi natura vincolata, quando la partecipazione procedimentale non avrebbe potuto incidere sul contenuto della decisione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiEfficacia ed esecutorietàPartecipazione procedimentaleDifetto di motivazione

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