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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9086/2023 del 03/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma delle condanne per ricettazione e contraffazione: si duole la contraddizione tra alcune assoluzioni per reati connessi alla duplicazione/violazione del diritto d'autore e le condanne per ricettazione; si contesta la mancanza di adeguati accertamenti circa l'originalità dei CD e la titolarità della merce, si invoca l'applicabilità del "falso grossolano" (escludente il reato di contraffazione), si sostiene l'assenza di prove del concorso e si chiede l'applicazione dell'attenuante della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis) o dell'art. 62, comma 1, n. 4 cod. pen.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che molte doglianze fossero meri rinvii delle argomentazioni già proposte in appello (difetto di specificità) e che la Corte territoriale avesse risposto puntualmente ai motivi. Ha confermato la ricostruzione dei fatti: i CD e DVD erano privi di bollino SIAE, avevano copertine palesemente fotocopiate e mancanza di indicazioni editoriali; gli indizi (disponibilità dei magazzini, chiavi, dichiarazioni del coimputato, presenza di clienti) giustificavano il concorso nella detenzione per la vendita. Ha affermato che il reato di contraffazione (art. 474) è reato di pericolo e la grossolanità della contraffazione non esclude la fattispecie; ha ritenuto non applicabile l'art. 131-bis per limiti edittali e per la gravità/numero dei beni detenuti, e ha negato l'attenuante di cui all'art. 62, comma 1, n.4 in base alla valutazione complessiva della gravità e del profitto. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese del procedimento e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La semplice riconducibilità 'ictu oculi' della contraffazione (prezzo basso, aspetto approssimativo) non è determinante: il reato di cui all'art. 474 è un reato di pericolo e si configura anche quando la contraffazione è evidente; rilevano gli elementi tecnici (cuciture, marchi, materiali) e non solo il prezzo
  • L'assoluzione per un capo relativo alla duplicazione o riproduzione (art. 171-ter, lett. d) non impedisce automaticamente la condanna per ricettazione se la formulazione dell'imputazione e le prove indicano la sussistenza di una diversa fattispecie presupposta (es. lett. a)); occorre sempre verificare la corrispondenza tra imputazione, reato presupposto e prove
  • Elementi indiziari come disponibilità di magazzini, possesso di chiavi, dichiarazioni ammettenti del coimputato, presenza di clienti e stato materiale dei prodotti possono legittimare la ricostruzione del concorso e della detenzione per la vendita di beni di provenienza illecita
  • Per ottenere l'applicazione dell'esimente per particolare tenuità (art. 131-bis) o delle attenuanti occorre un confronto motivato e specifico con i parametri previsti dalla legge; la gravità, il numero dei beni e la continuità dell'attività possono escludere tali benefici
  • In sede di cassazione sono inammissibili i motivi che si limitano a ripetere pedissequamente le argomentazioni già svolte in appello senza offrire una critica specifica e confrontata con la motivazione della sentenza impugnata

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