Cassazione Penale, Sentenza n. 8214/2025 del 27/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato nei limiti esposti: ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata agli effetti penali perché il reato è estinto per prescrizione. Ha inoltre annullato la sentenza agli effetti civili con rinvio per nuovo giudizio al giudice civile competente per valore in grado d'appello, rimettendo a quest'ultimo la valutazione del danno e la liquidazione delle spese processuali tra le parti.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Fallarino è stato condannato dalla Corte d'appello di Roma per il delitto di cui all'art. 316-ter c.p. perché, in qualità di legale rappresentante della Refresh S.r.l.s., la società aveva ottenuto dal GSE incentivi pubblici per complessivi €653.812,85 (periodo 14/10/2015 - 03/04/2017) senza documentare la realizzazione dei progetti. In cassazione il ricorrente ha censurato la motivazione sostenendo che era cessato dalla carica di legale rappresentante già da dicembre 2015, per cui le richieste successive non gli sono imputabili, e che ogni domanda di incentivo era autonoma (contestando la qualificazione del fatto come consumazione prolungata). La Corte di cassazione ha ricostruito che gli incentivi erogati dal GSE rientrano nelle erogazioni pubbliche e, richiamando l'interpretazione secondo cui le erogazioni in rate periodiche configurano un reato unitario a consumazione protratta, ha ritenuto la consumazione avvenuta con l'ultimo contributo erogato il 3/4/2017. Calcolato il termine di prescrizione (7 anni e 6 mesi ai sensi degli artt. 157 e 161 c.p.), il reato è estinto per prescrizione il 3/10/2024. Quanto al profilo civile, la Corte ha osservato l'assenza, negli atti, di elementi utili a quantificare il danno attribuibile al Fallarino (mancano periodo di carica, richieste sottoscritte e date di erogazione riferibili a lui).
Norme richiamate
Il reato si consuma nel luogo in cui l'ente pubblico dispone l'accredito delle provvidenze; quando le erogazioni sono periodiche il delitto è unitario a consumazione prolungata e la consumazione si perfeziona con l'ultimo contributo.
art. 24, secondo comma, d.lgs. n. 28/2011
Individua la tariffa agevolata a favore della produzione di energia da fonti rinnovabili; la Corte ha ritenuto che l'incentivo erogato ai sensi di questa norma costituisca erogazione pubblica rilevante ai fini dell'art. 316-ter c.p.
D.M. 19 febbraio 2007 (secondo conto energia)
Regolamenta il meccanismo di incentivazione fotovoltaica; richiamato per qualificare la natura pubblica e a fondo perduto dell'incentivo erogato dal GSE.
Servono al calcolo della prescrizione: la Corte ha ritenuto applicabile il termine massimo pari a sette anni e sei mesi e ha individuato la scadenza della prescrizione al 3/10/2024, decorrente dall'ultima erogazione del 3/4/2017.
art. 129, comma 1 e comma 2, cod. proc. pen.
Il giudice della cassazione ha dichiarato l'estinzione del reato ai sensi dell'art. 129, comma 1; non ha ritenuto sussistenti elementi di evidenza tali da emettere una sentenza assolutoria ai sensi del comma 2.
Informazione provvisoria n. 17/2024, sentenza delle Sezioni Unite 28/11/2024
Afferma che le erogazioni pubbliche corrisposte in rate rappresentano un'unica fattispecie a consumazione protratta e che la consumazione si verifica con l'ultima erogazione; è utilizzata quale principio ermeneutico decisivo per stabilire il dies a quo della prescrizione.
art. 23, commi 8 e 9, d.l. 28/10/2020 n. 137 (conv. l. 18/12/2020 n. 176)
Richiamato in relazione alle modalità di svolgimento dell'udienza (camera di consiglio con forme previste dal decreto-legge), non ha inciso sul merito della decisione ma sul rito adottato.
Massime di principio
- Se un ente pubblico eroga contributi in più rate o in tempi diversi, il reato relativo al conseguimento indebito delle somme può essere considerato unitario a consumazione protratta e la consumazione si perfeziona con l'ultima erogazione: la prescrizione si calcola dunque dall'ultima rata.
- Per attribuire penalmente a un amministratore responsabilità per incentivi ottenuti da una società occorre provare il suo ruolo e la sua responsabilità nella fase concreta delle richieste ed erogazioni (periodo di carica, sottoscrizioni, date di erogazione).
- L'estinzione del reato per prescrizione determina l'annullamento della condanna penale; tuttavia le pretese civili (risarcimento) possono sopravvivere e richiedere un distinto accertamento civile, soprattutto quando mancano elementi specifici per quantificare il danno imputabile al singolo soggetto.
- La qualifica dell'erogazione come finanziamento pubblico è cruciale per l'applicazione dell'art. 316-ter c.p.: incentivi gestiti da soggetti pubblici o da enti a partecipazione pubblica possono rientrare in tale nozione.
- In vicende analoghe è essenziale documentare tempestivamente la cessazione delle cariche sociali e conservare prova dei poteri di rappresentanza e delle firme per evitare l'automatica imputazione delle erogazioni societarie agli ex amministratori.
- In sede di impugnazione, la giurisprudenza di legittimità può mutare la prospettiva temporale della consumazione (es. orientamento delle Sezioni Unite), con rilevanti effetti sul decorso della prescrizione: va sempre calcolata alla luce dell'interpretazione più aggiornata.
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