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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21564/2021 del 27/07/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente pubblico)

La controversia

Un soggetto aveva ideato nel 1999 un concorso a pronostici denominato "Zeronovanta" e aveva convenuto in giudizio il CONI, la sua società di servizi, il Ministero dell'economia e l'Amministrazione autonoma dei monopoli, chiedendo il risarcimento dei danni per asserito plagio da parte del successivo concorso "Totobingol" istituito con decreto ministeriale. In via subordinata domandava il riconoscimento del diritto di paternità dell'opera come soluzione originale di un problema tecnico ai sensi dell'art. 99 l. aut., con conseguente pagamento dei diritti spettanti; in ulteriore subordine chiedeva la condanna per ingiustificato arricchimento. La corte d'appello aveva escluso l'originalità del progetto, ritenendo legittimo il confronto con il notorio "Superenalotto" e osservando che il gioco ideato si limitava ad applicare schemi tecnici noti a un diverso settore di gioco. Contro tale decisione il ricorrente ha dedotto, da un lato, violazione dell'art. 115 c.p.c. per l'uso di scienza privata e, dall'altro, violazioni di norme processuali per asserita ultrapetizione e tardività del raffronto col "Superenalotto"; inoltre ha censurato l'omesso esame dell'iter di approvazione del "Totobingol" e la reiezione della domanda ex art. 2041 c.c., sostenendo che la diminuzione patrimoniale fosse stata allegata e provata.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale. Ha ritenuto infondati i motivi con cui si contestava la valutazione di non originalità del concorso, osservando che la corte territoriale aveva correttamente ricondotto la vicenda ai principi consolidati in materia di tutela dei progetti tecnici e dei concorsi a pronostici: la protezione ex art. 99 l. aut. presuppone una soluzione originale di problemi tecnici, mentre nel caso concreto il progetto si risolveva in un'applicazione di regole note a un diverso settore di gioco, senza effettivo contenuto tecnico-scientifico nuovo. Ha inoltre escluso la violazione dell'art. 115 c.p.c. perché il riferimento al "Superenalotto" derivava da un fatto notorio e non da scienza privata del giudice. Ha dichiarato inammissibile il secondo motivo per difetto di decisività specificamente illustrata quanto all'iter di approvazione del "Totobingol" e inammissibile il sesto motivo sull'art. 2041 c.c. per difetto di autosufficienza e perché l'indennizzo da arricchimento senza causa è limitato alla diminuzione patrimoniale effettivamente subita, non al lucro cessante. Il ricorso incidentale condizionato è rimasto assorbito. Il ricorrente principale è stato condannato alle spese e all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 99 l. aut.

    La tutela dei progetti di lavori di ingegneria o analoghi si applica solo se il progetto costituisce soluzione originale di problemi tecnici, con effettiva novità tecnico-scientifica.

  • art. 115 c.p.c.

    Il giudice può utilizzare nozioni di fatto notorie e di comune esperienza, ma non una propria scienza privata; nel caso concreto il richiamo al Superenalotto è stato ritenuto legittimo perché fondato su fatto notorio.

  • art. 183 c.p.c.

    La censura sulla tardività delle allegazioni comparative è stata respinta poiché il giudice di merito ha ritenuto la comparazione ammissibile alla luce del thema decidendum già formato.

  • art. 101 c.p.c.

    La doglianza è stata trattata insieme alle altre censure processuali, ma la Corte ha ritenuto che non vi fosse violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.

  • art. 112 c.p.c.

    Non vi è ultrapetizione quando il giudice valuta la non originalità dell'idea entro il perimetro della domanda proposta.

  • art. 132 c.p.c.

    La motivazione è stata ritenuta esistente e intelligibile perché basata sul confronto tra schemi tecnici noti.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato in relazione al dovere di motivazione, ritenuto soddisfatto dalla sentenza impugnata.

  • art. 2041 c.c.

    L'azione di arricchimento senza causa consente il ristoro nei limiti della diminuzione patrimoniale effettivamente subita, con esclusione del mancato guadagno.

  • art. 360, n. 5, c.p.c.

    Il vizio di omesso esame richiede l'indicazione del fatto storico omesso, del dato da cui risulta e della sua decisività rispetto alla motivazione impugnata.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Sono stati ravvisati i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato da parte del ricorrente soccombente.

Massime di principio

  • La tutela dei progetti tecnici o dei concorsi a pronostici presuppone una soluzione originale di problemi tecnici; non basta l'adozione di formule di gioco già note o la mera trasposizione di schemi matematici preesistenti in un diverso contesto.
  • Nel giudizio di legittimità la censura di violazione dell'art. 115 c.p.c. non è fondata quando il giudice di merito utilizza un fatto notorio o di comune esperienza come termine di comparazione, senza fare ricorso a conoscenze private.
  • La deduzione del vizio di omesso esame di un fatto decisivo richiede una specifica dimostrazione della decisività del fatto omesso rispetto alla ratio decidendi, non essendo sufficiente la mera contestazione del mancato esame.
  • L'azione di arricchimento senza causa non consente di ottenere il lucro cessante o il guadagno ipotetico, ma solo l'indennizzo commisurato alla diminuzione patrimoniale effettivamente subita dall'impoverito.
  • Quando la decisione di merito afferma la non originalità dell'idea sulla base di un confronto tecnico con soluzioni note, le censure processuali su ultra/petizione o sul perimetro delle allegazioni restano recessive se non incidono sulla ratio decisoria sostanziale.

Come è indicizzato

MaterieTransazioneImpugnazioniProve
RamiContrattiProcesso civileSuccessioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicatoBuona fede e correttezza

Testo integrale

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