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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30102/2026 del 06/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto al giudice dell'esecuzione il riconoscimento del vincolo della continuazione tra diversi reati già presenti nel casellario, suddivisi in tre gruppi. Il Tribunale di Teramo aveva rigettato l'istanza: per il primo gruppo, perché il solo comune denominatore del profitto era ritenuto insufficiente; per il secondo, perché, pur trattandosi di reati della stessa tipologia (violazioni in materia di stupefacenti), la diversità delle modalità del fatto e delle circostanze di tempo e luogo impediva di ravvisare un'unica ideazione criminosa; per il terzo, perché le fattispecie erano eterogenee, commesse in tempi, luoghi e modalità diverse, connotate da una generica inclinazione a delinquere. Con il ricorso per cassazione la difesa ha censurato solo il rigetto relativo ai gruppi 2 e 3, deducendo che i reati di cui al gruppo 2, tutti ex art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990, erano stati commessi in provincia di Teramo, all'interno del locale gestito dal ricorrente, allo scopo di procurarsi denaro per mantenere il nucleo familiare e un figlio nato da un'altra unione; quanto al gruppo 3, ha richiamato il contesto in cui i fatti erano maturati, anche in concorso con un terzo, sostenendo che pure tali condotte erano finalizzate al sostentamento della famiglia.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto che la finalità di procurarsi denaro per mantenere la famiglia costituisse un mero movente, non idoneo di per sé a dimostrare l'unicità del disegno criminoso richiesta per la continuazione ex art. 81, comma 2, c.p. In assenza di ulteriori elementi rivelatori di una preventiva e specifica programmazione comune, la diversità delle modalità di esecuzione, dei tempi e dei luoghi dei fatti escludeva il vincolo invocato. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81, comma 2, c.p.

    Per riconoscere la continuazione occorre che i singoli reati siano esecutivi di un'unica preventiva ideazione, sufficientemente specifica; il solo movente comune non basta.

  • art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990

    I reati del secondo gruppo erano violazioni in materia di stupefacenti; la loro appartenenza alla stessa tipologia non era sufficiente, in presenza di diverse modalità, tempi e luoghi, a fondare la continuazione.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende, ove non vi siano profili di colpa esclusi dal caso concreto.

  • Corte cost. n. 186 del 2000

    È richiamata per giustificare la condanna alla somma in favore della Cassa delle ammende, in presenza di colpa nella proposizione del ricorso.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento della continuazione non è sufficiente che i reati siano sorretti dallo stesso movente personale o dalla stessa esigenza economica: occorre la prova di una preventiva ideazione unitaria e sufficientemente specifica dei singoli episodi.
  • La continuità del fine o della motivazione soggettiva non coincide con l'unicità del disegno criminoso, potendo il medesimo movente ripresentarsi in momenti diversi e per ragioni contingenti.
  • La diversità delle modalità di esecuzione, delle circostanze di tempo e luogo e l'eterogeneità delle fattispecie sono indici contrari alla continuazione, specie quando manchino ulteriori elementi probatori di un programma delittuoso originario.
  • Nel giudizio di legittimità, il ricorso fondato su una lettura alternativa dei fatti, ma privo di specifici elementi idonei a superare la motivazione del giudice dell'esecuzione, può essere dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazionePrescrizione del reato

Testo integrale

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