Cassazione Penale, Sentenza n. 15455/2023 del 13/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Coviello impugnava la condanna per il reato previsto dall'art. 44, comma 1, lett. b), D.P.R. 380/2001 (realizzazione di opere edilizie senza titolo) sostenendo: 1) errata qualificazione dell'intervento come non "precario" ai sensi dell'art. 6, comma 1, lett. e-bis) D.P.R. 380/2001 e violazione dell'art. 117 Cost., poiché l'opera sarebbe stata un deposito temporaneo di materiali (materiale di riporto, non cementazione) e quindi non avrebbe richiesto titolo; 2) errata esclusione dell'applicabilità dell'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto) e carenza di motivazione sulla esclusione di tale causa di non punibilità; 3) vizio di motivazione per mancata autonoma valutazione della Corte d'appello rispetto al Tribunale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Nel merito della ricostruzione dei fatti, la Corte d'appello aveva ritenuto che l'opera consistesse in un battuto di cemento armato di circa 200 mq destinato a piazzale per deposito materiale edile, inserito in un contesto di ulteriori abusi (capannone e ampliamenti di piazzale) e in area gravata da vincolo idrogeologico; perciò ha escluso la natura "precaria" dell'opera e l'applicabilità della particolare tenuità. La Cassazione ha confermato l'impossibilità di riesaminare le risultanze di fatto in sede di legittimità e ha ritenuto infondati e/o generici i motivi del ricorrente. Ha inoltre disposto l'onere delle spese e il versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende. L'inammissibilità del ricorso esclude la rilevanza di una eventuale prescrizione sopravvenuta.
Norme richiamate
D.P.R. 380/2001 (Testo unico dell'edilizia), art. 6, comma 1, lett. e-bis
"le opere stagionali e quelle dirette a soddisfare obiettive esigenze, contingenti e temporanee, purché destinate ad essere immediatamente rimosse al cessare della temporanea necessità e, comunque, entro un termine non superiore a centottanta giorni comprensivo dei tempi di allestimento e smontaggio del manufatto, previa comunicazione di avvio dei lavori all'amministrazione comunale"
La Corte ha ricordato che l'operatività della deroga richiede un'effettiva intrinseca destinazione temporanea e la possibilità di rapida rimozione; non è sufficiente la dichiarazione soggettiva dell'utilizzatore. Un piazzale in cemento armato di circa 200 mq destinato a deposito non ha natura precaria.
D.P.R. 380/2001, art. 44, comma 1, lett. b
Norma incriminatrice applicata per la realizzazione di opere edilizie senza il necessario titolo abilitativo; la Corte ha confermato la responsabilità per l'opera contestata.
La causa di non punibilità per particolare tenuità è stata esclusa in presenza di interventi di una certa consistenza, rilevante impatto urbanistico e collegamento con altri abusi; la valutazione della non tenuità è rimessa al giudice di merito e non sindacabile in cassazione se fondata su dati di fatto.
Costituzione, art. 117
Richiamata dal ricorrente, ma la Corte ha ritenuto che l'eventuale profilo costituzionale non potesse essere valorizzato mediante una mera riconsiderazione fattuale non ammessa in sede di legittimità.
Codice di procedura penale, art. 616
Norma richiamata per l'addebitamento delle spese di procedimento al ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso.
D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8
Riferimento procedurale relativo alla trattazione del ricorso; la causa è stata esaminata ai sensi della disposizione citata.
Massime di principio
- In cassazione non è consentita una rivalutazione gratuita delle risultanze di fatto: i motivi che si fondano esclusivamente su diversa valutazione probatoria sono inammissibili.
- La qualificazione di "opera precaria" ai sensi dell'art. 6, comma 1, lett. e-bis) D.P.R. 380/2001 richiede una intrinseca destinazione materiale e temporale all'uso contingente e la possibilità di rapida rimozione; non basta l'affermazione soggettiva dell'utilizzatore.
- Caratteristiche materiali e permanenza dell'intervento (es. battuto in cemento armato di ampia superficie) e il suo collegamento con altri abusi sono indici forti della natura stabile dell'opera e ostano al riconoscimento della precaria ed alla deroga al titolo abilitativo.
- L'agevole amovibilità o i materiali impiegati non sono necessariamente determinanti se l'opera produce effetti permanenti sull'assetto del territorio.
- La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) è esclusa quando l'intervento ha rilevante entità, impatto urbanistico o è collegato ad altri abusi; la valutazione compete al giudice di merito e non può essere riformata in cassazione senza profili di diritto.
- La genericità dei motivi di ricorso e la mancata indicazione di profili giuridici specifici rendono il ricorso inammissibile; il ricorrente deve indicare chiaramente il vizio giuridico dedotto.
- L'inammissibilità del ricorso impedisce la rilevazione di cause di estinzione del reato sopravvenute dopo la sentenza impugnata, come la prescrizione.
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