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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8529/2022 del 14/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sanzione amministrativa accessoria applicata con il patteggiamento: la Procura Generale censurava la scelta della sospensione della patente (anni 2) anziché della revoca, deducendo violazione di legge e carenza di motivazione. Si contestava che il giudice non avrebbe valutato adeguatamente la gravità della distrazione (uso del cellulare durante la guida) e l'assenza di colpa della vittima, e che si sarebbe introdotto un "automatismo inverso" rispetto alla sentenza n. 88/2019 della Corte costituzionale.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato ammesso ma rigettato nel merito. La Corte ha ritenuto infondato il motivo: ha confermato che, dopo la sentenza della Consulta n. 88/2019, la revoca della patente non è più automatica salvo nei casi aggravati indicati dalla norma; il giudice di merito ha correttamente valutato e scelto la sanzione alternativa della sospensione, motivando (seppur in modo sintetico, adeguato al rito del patteggiamento) la congruità della sospensione in relazione al grado di colpa e riducendo la durata in applicazione dell'art. 222, comma 2-bis cod.strada per il rito abbreviato/patteggiamento. Pertanto la sanzione amministrativa accessoria è stata confermata (sospensione anni 2) e la sentenza impugnata è stata integralmente ritenuta legittima quanto alla misura contestata.

Norme richiamate

  • art. 589-bis cod.pen. (omicidio stradale)

    Testo incriminatore del reato per il quale è stato condannato l'imputato; la presenza o meno delle aggravanti previste ai commi 2 e 3 influisce sulla legittimità della revoca automatica della patente.

  • art. 173, comma 2, d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285 (uso del cellulare durante la guida)

    Violazione del codice della strada contestata come comportamento colposo (negligenza/imprudenza) ai fini della qualificazione della colpa e della determinazione della sanzione amministrativa accessoria.

  • art. 222 cod.strada

    ai sensi dell'art. 222 cod.strada, da applicare nella versione conseguente al recente intervento della Corte costituzionale n. 88 del 2019, non sussistono i presupposti di maggiore gravità, tali da comportare la revoca della patente. Si ritiene congrua la sanzione della sospensione.

    Disciplina le sanzioni amministrative accessorie (sospensione o revoca della patente) collegate a reati stradali; la Corte ha richiamato la necessità di valutare caso per caso la sospensione o la revoca, non esistendo più l'automatismo generalizzato.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 88 del 20/02/2019

    la revoca della patente di guida non può essere "automatica" indistintamente in ognuna delle plurime ipotesi previste sia dall'art. 589-bis ... sia dall'art. 590-bis ... , ma si giustifica solo nelle ben circoscritte ipotesi più gravi ...

    Ha dichiarato l'incostituzionalità dell'automatismo di revoca previsto dall'art. 222 nella parte generale; ha confermato la revoca automatica solo per i casi aggravati dai commi 2 e 3 delle norme sull'omicidio/lesioni stradali.

  • art. 222, comma 2-bis cod.strada

    Prevede la riduzione della sanzione amministrativa accessoria (sospensione fino a 4 anni, ridotta nei casi di applicazione della pena con riti speciali); applicata nel caso per ridurre la sospensione a seguito del patteggiamento/rito.

  • art. 218, comma 2 cod.strada

    Fornisce i parametri per valutare la gravità della violazione, il danno cagionato e il pericolo della successiva circolazione; è criterio che il giudice deve considerare nella scelta e nella quantificazione tra sospensione e revoca.

  • art. 606 cod. proc. pen. (impugnazioni sentenze di patteggiamento)

    Consente il ricorso per cassazione contro la sentenza di patteggiamento quando si censurano l'erronea od omessa applicazione di sanzioni amministrative accessorie; la Corte ha confermato l'ammissibilità del ricorso in questa materia.

  • art. 136 Cost.

    Richiamato per spiegare gli effetti temporali della declaratoria di incostituzionalità (cessazione dell'efficacia della norma dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale).

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è ammissibile contro sentenze di patteggiamento quando si impugna l'applicazione o la quantificazione di sanzioni amministrative accessorie (art. 606 c.p.p.).
  • Dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 88/2019 la revoca della patente non è più automatica per tutti i casi di omicidio o lesioni stradali: resta automatica solo se ricorrono le specifiche aggravanti dei commi 2 e 3; negli altri casi il giudice valuta tra revoca e sospensione.
  • Quando il giudice sceglie di applicare la revoca in assenza delle aggravanti, deve motivare in modo puntuale la scelta sulla base dei parametri dell'art. 218 cod.strada; invece se applica la sospensione (trattamento più favorevole) la motivazione può essere più sintetica, richiamando gravità della condotta e circostanze del fatto.
  • L'uso del cellulare durante la guida costituisce elemento rilevante per la valutazione del grado di colpa e può giustificare sanzioni severe, ma non impone automaticamente la revoca se non ricorrono le aggravanti di legge.
  • Nelle decisioni di merito il giudice deve quantificare la sanzione amministrativa partendo dal minimo e avvicinandosi al massimo in funzione dei parametri di legge; la riduzione prevista per i riti speciali (es. patteggiamento) trova applicazione anche sulla sospensione della patente.
  • In sede di impugnazione il ricorrente deve evidenziare concretamente la violazione normativa o le lacune motivazionali relative alla scelta e quantificazione della sanzione amministrativa, altrimenti il ricorso rischia di essere rigettato.

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