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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8427/2022 del 14/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Due motivi: 1) Violazione di legge in relazione alla confisca del denaro: dopo la riqualificazione del reato ex art. 73 d.P.R. n. 309/1990 dalla fattispecie del comma 1 a quella del comma 5 (più lieve), il Giudice non poteva mantenere la confisca perché non era provato il nesso di pertinenzialità tra il denaro sequestrato e attività di spaccio/cedenze precedenti. 2) Vizio di motivazione in relazione all'art. 99 cod. pen.: si deduceva che, a seguito della derubricazione, la Corte avrebbe dovuto disapplicare la recidiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente alla statuizione di confisca: ha annullato senza rinvio la parte della sentenza che disponeva la confisca del denaro e ha ordinato la restituzione all'avente diritto, perché mancavano i presupposti per la confisca (assenza di prova del nesso di pertinenzialità e del profitto diretto del reato alla luce della derubricazione). Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per il resto (in particolare la doglianza sulla disapplicazione della recidiva è inammissibile in Cassazione dopo il concordato ex art. 599-bis).

Norme richiamate

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Regola il 'concordato' in appello con applicazione della pena su richiesta delle parti: comporta limiti alle censure proponibili in Cassazione; sono ammissibili solo questioni sulla formazione della volontà della parte, sul consenso del PM e sul contenuto difforme della pronuncia, mentre sono inammissibili i motivi rinunciati e le questioni attinenti alla determinazione della pena non illegale.

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990, commi 1 e 5

    La Corte ha riqualificato il fatto dal comma 1 (fattispecie più grave) al comma 5 (fattispecie di minore gravità). Tale derubricazione incide sui presupposti per l'applicazione di misure ablative previste per la fattispecie più grave, rendendo necessario verificare se la nuova fattispecie giustifica comunque la confisca.

  • art. 240 cod. pen.

    Presuppone che il bene soggetto a confisca sia strumento del reato oppure prodotto/profitto/ prezzo del reato; è necessario provare il nesso di pertinenzialità/strumentalità o di derivazione economica diretta ed immediata dal reato.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma richiamata in primo giudizio per la confisca in materia di stupefacenti; la Cassazione ha osservato che, dopo la derubricazione, non sussistevano i presupposti fattuali per mantenere una confisca fondata sulle norme applicabili alla fattispecie originaria.

  • art. 85-bis d.P.R. n. 309/1990

    Prevede misure ablative specifiche per reati di droga nella fattispecie di cui all'art. 73 comma 1: non è automaticamente applicabile a reati derubricati nella diversa fattispecie di cui al comma 5.

  • art. 99 cod. pen.

    Disciplina la recidiva. La Cassazione ha ritenuto che la censura sulla mancata disapplicazione della recidiva non fosse proponibile in sede di legittimità in una sentenza ex art. 599-bis, essendo la questione riconducibile a vizi di valutazione non ammissibili in Cassazione nel caso di concordato.

  • art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.

    Norma che, nel quadro del concordato, limita alcune censure proponibili e stabilisce inammissibilità de plano di talune impugnazioni; rilevante per delimitare i rimedi esperibili in Cassazione.

  • art. 620, lett. l) cod. proc. pen.

    Consente alla Cassazione di annullare senza rinvio quando ricorrono i presupposti: la Corte ha utilizzato questa disposizione per annullare la confisca e disporre la restituzione immediata.

Massime di principio

  • Se la fattispecie di reato viene derubricata dalla norma che legittima una confisca diretta a una fattispecie meno grave, la confisca può essere mantenuta solo se è adeguatamente motivato e provato il nesso di pertinenzialità/derivazione tra il bene e il nuovo reato.
  • La confisca diretta (art. 240 e connessi) richiede prova che il bene sia strumento del reato o prodotto/profitto/prezzo dello stesso; elementi quali mera sproporzione tra somma e condizioni economiche del reo non sono di per sé sufficienti dopo la derubricazione.
  • In sentenze concordate ex art. 599-bis le censure in Cassazione sono limitate: sono ammessi attacchi sulla formazione del consenso e sulla legittimità del consenso del PM o sulla divergenza del contenuto della pronuncia, mentre sono inammissibili le doglianze relative a motivi rinunciati o a valutazioni della pena che non costituiscono illegittimità.
  • Quando manca il necessario collegamento eziologico tra risorsa patrimoniale e reato, la Cassazione può annullare la statuizione ablativa senza rinvio e ordinare la restituzione immediata.
  • L'onere di provare il nesso tra denaro (o altro bene) e attività illecita grava su chi chiede la confisca; la motivazione deve indicare in modo specifico come il bene costituisca profitto, prezzo o strumento del reato.
  • In caso di derubricazione occorre ri-verificare espressamente i presupposti per ogni misura ablativa invocata, alla luce della nuova qualificazione giuridica del fatto.

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