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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1706/2025 del 14/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo dell'impresa individuale 'Bergamotto di Fortugno Serena', disposto ai sensi dell'art. 321 c.p.p.; la ricorrente contestava la sussistenza del fumus commissi delicti e del periculum in mora, deducendo travisamento delle intercettazioni, la mancata considerazione della titolarita' effettiva dell'impresa in capo alla stessa Fortugno (e non al coniuge Gullì), l'insussistenza del nesso causale tra il reato ipotizzato (trasferimento fraudolento di valori aggravato dall'agevolazione mafiosa, art. 512-bis c.p.) e l'azienda sequestrata, e la carenza di motivazione sulla proporzionalita' e adeguatezza della misura reale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del Riesame abbia adeguatamente motivato la sussistenza del fumus commissi delicti e del periculum in mora, evidenziando elementi indiziari della gestione di fatto dell'impresa e della societa' collegata da parte di Carmelo Gullì (poteri direttivi, impiego di somme non tracciate, finanziamenti personali, dialoghi intercettati in cui Gullì riconosceva la volonta' di celare la titolarita'), nonche' la permanenza della finalita' elusiva e il concreto rischio di reiterazione o aggravamento delle conseguenze del reato. La Corte ha ricordato i principi giurisprudenziali in materia di sequestro preventivo (richiesta di indizi di serieta' e non di gravi indizi), ha confermato la possibilita' del reato di trasferimento fraudolento di valori anche in caso di intestazione formale preesistente e ha ritenuto irrilevante l'assenza di una preventiva misura di prevenzione patrimoniale a carico di Gullì, quando egli poteva fondatamente presumere l'avvio di simili procedure. Condanna della ricorrente alle spese e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b) e lett. e) c.p.p.

    Regole di ammissibilita' del ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari e specificita' dei motivi consentiti: violazione di legge e vizio di motivazione.

  • art. 321, commi 1 e 2 c.p.p.

    Norme sul sequestro preventivo impeditivo e finalizzato alla confisca; fondamento giuridico del sequestro dell'impresa come profitto o strumento del reato.

  • art. 125, comma 3 c.p.p.

    Richiamato nel ricorso come presunta violazione procedurale; la Corte non ha ritenuto che vi sia stata una violazione tale da rendere ammissibile il motivo.

  • art. 512-bis c.p.

    Delitto di trasferimento fraudolento di valori aggravato dall'agevolazione mafiosa: centro dell'imputazione rispetto al sequestro dell'azienda e giustificazione per la confisca facoltativa.

  • art. 416-bis c.p.

    Rilevanza dei collegamenti con l'associazione mafiosa nel valutare il periculum e l'aggravamento della qualificazione del reato.

  • art. 4 d.lgs. n. 159/2011

    Normativa sulle misure di prevenzione patrimoniale richiamata in relazione alle finalita' elusive dell'interponente; considerata nel contesto dell'agevolazione mafiosa e delle misure ablative.

  • art. 110 c.p.

    Concorso di persone nel reato: usato per inquadrare la partecipazione coniugale nei fatti contestati.

  • art. 273 c.p.p.

    Richiamato per distinguere le condizioni richieste per le misure cautelari personali da quelle per le misure reali, evidenziando che per il sequestro reale non e' richiesta la stessa valutazione dei gravi indizi di colpevolezza.

  • riferimento normativo: art. 12-quinquies d.l. 306/1992 (ora art. 512-bis c.p.)

    Richiamato a titolo storico per spiegare la configurazione del delitto di trasferimento fraudolento di valori anche quando si acquista o si mantiene la titolarita' formale di imprese preesistenti.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo di un'impresa per delitti come il trasferimento fraudolento di valori aggravato da agevolazione mafiosa richiede la sussistenza di indizi seri (fumus) e non la prova definitiva: il giudice cautelare valuta la concreta situazione emersa dagli atti e puo' basarsi su elementi indiziari anche di natura economica e intercettiva.
  • L'intestazione formale di un'impresa a terzi (anche con ditta gia' preesistente) non esclude la configurabilita' del reato di intestazione fittizia o trasferimento fraudolento di valori se sussistono elementi che dimostrano una titolarita' sostanziale da parte dell'interponente (poteri direttivi, apporto di fondi non tracciati, decisioni gestionali rilevanti).
  • Per il sequestro finalizzato alla confisca non e' sempre necessaria una motivazione separata sul fatto che il bene costituisce profitto del reato, quando tale coincidenza sia logicamente ricavabile dalla stessa impostazione accusatoria e dagli elementi di fatto.
  • La protesta difensiva di mancanza di pericolo o di scarsa rilevanza del ruolo attribuito all'interposto deve contenere allegazioni concrete e specifiche: deduzioni generiche sulla buona fede o sull'assenza di rischio sono difficilmente decisive in sede di riesame cautelare e di legittimita'.
  • In sede di controllo in Cassazione si verifica soprattutto la correttezza dell'applicazione della legge e la sussistenza di una motivazione non manifestamente vuota: vizi valutativi ordinari o contrapposizioni di prova sono, salvo radicali carenze motivazionali, difficili da superare in questa sede.

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