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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1530/2025 del 14/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Palumbo impugnava la sentenza d'appello che lo aveva parzialmente assolto per alcuni reati per mancata condizione di procedibilita e per prescrizione, ma lo aveva condannato a nove mesi di reclusione e 500 euro di multa per i reati di cui agli artt. 110, 632 e 639-bis c.p. (realizzazione di una pista forestale abusiva con deviazione e interramento del corso d'acqua e uso di tubazione in PVC) e per il reato di violazione dei sigilli ex art. 349 c.p. Il ricorrente deduceva: 1) carenza o genericita della motivazione in relazione all'attribuzione a lui della realizzazione della pista e all'uso dei mezzi aziendali; 2) errata applicazione dell'art. 349 c.p., sostenendo che il semplice accesso in area sequestrata non integra il reato in assenza di condotte dispositive o manipolatorie del bene sottoposto a vincolo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati i motivi. Sul primo punto ha applicato la limitazione del sindacato prevista per i casi di doppia conforme e valutato come congruo e logico il compendio probatorio di merito, che documentava la presenza di mezzi e operai dell'impresa del ricorrente in data 06/05/2017, la presenza di legname depezzato e l'esecuzione di lavori di sbancamento e deviazione del corso d'acqua accertati il 10/05/2017, nonche il rinvenimento in area sequestrata di un camion carico di legname in novembre 2017. Sul secondo punto ha ritenuto che non si sia trattato di un mero accesso nella zona sottoposta a sequestro, ma di atti concreti di taglio e depezzamento di alberi demaniali finalizzati all'impossessamento, idonei a compromettere il vincolo e dunque integranti l'art. 349 c.p. Per l'inammissibilita del ricorso il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 632 cod. pen.

    La Corte ha ritenuto che la realizzazione di opere di sbancamento e la deviazione/interramento del corso d'acqua integrino il reato contestato, quando il compendio probatorio colleghi tali lavori alla disponibilita dei mezzi e operatori dell'imputato

  • art. 349 cod. pen.

    Non è richiesto un mero accesso per integrare il reato: occorre una condotta idonea a compromettere la conservazione del bene sequestrato. Taglio e depezzamento di alberi in area sottoposta a sequestro costituiscono violazione dei sigilli

  • art. 110 cod. pen.

    Concorso di persone nel reato quando piu soggetti partecipano alle condotte che determinano l'illecito

  • artt. 624, 625 nn. 2 e 7 cod. pen.

    Norme relative al furto, citate nel provvedimento di merito per fatti collegati al prelievo di legname, in parte dichiarati non procedibili per mancanza di condizione di procedibilita

  • art. 639-bis cod. pen.

    Riferimento a reati contro il patrimonio e condotte illecite connesse all'uso di mezzi e risorse aziendali per il prelievo di legname

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Limiti del sindacato di cassazione in presenza di doppia conforme: il vizio di motivazione rilevabile in cassazione è circoscritto all'omissione dell'esame di temi probatori decisivi non gia valutati in appello

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Censura possibile in cassazione per erronea applicazione di norme penali, ma la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione dell'art. 349 nel caso concreto

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali per il ricorrente se il ricorso è inammissibile

  • art. 1, comma 64, L. n. 103/2017

    Consente alla Corte di aumentare oltre il massimo la sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per determinare la somma a carico del ricorrente

  • art. 181, comma 1, d.lgs. n. 42/2004

    Norma in materia di vincoli paesaggistici e ambientali citata nel compendio di reati contestati in sede di merito

Massime di principio

  • In presenza di sentenze di merito concordi (doppia conforme), la Corte di cassazione limita il proprio sindacato sulla motivazione: può censurare solo omissioni dell'esame di temi probatori decisivi o palese travisamento degli stessi
  • La semplice presenza o accesso in area sequestrata non integra automaticamente l'art. 349 c.p.; occorre dimostrare atti concreti che incidano sulla conservazione o sulla disponibilità del bene sottoposto a vincolo, come il taglio e il depezzamento di alberi
  • Prove indiziarie sistematiche e temporaneamente prossime all'evento illecito (es. mezzi aziendali fotografati in sito, operai fuggiti, rinvenimento di legname depezzato e carburante) possono essere ritenute sufficienti per collegare il soggetto alla realizzazione di opere abusive e al prelievo del materiale
  • Se un'operazione di accesso in area sequestrata è seguita da condotte finalizzate all'impossessamento o alla modificazione dei luoghi, ciò integra la violazione dei sigilli e giustifica la condanna ex art. 349 c.p.
  • In impugnazioni infondate o generiche in cassazione il ricorrente può essere condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende, anche in misura aggravata sulla base della normativa vigente

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