Cassazione Penale, Sentenza n. 14380/2025 del 11/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma della condanna pronunciata in appello: Monetta contestava la qualificazione della condotta come rapina (art. 628 c.p.) anziché furto con strappo (art. 624‑bis c.p.), la utilizzabilità degli elementi probatori acquisiti con perquisizioni e sequestri del 28/01/2023 (contestando violazioni dell'art. 247 c.p.p.) e la valutazione delle circostanze attenuanti. Montuori deduceva analoghe censure circa la riqualificazione del fatto da rapina a furto con strappo, la valutazione delle attenuanti e la mancata concessione della sospensione condizionale della pena (sottolineando giovane età, risarcimento del danno e stato di incensurato).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi per motivi non consentiti e per mancata specificità. Ha comunque esaminato le questioni principali e ha ritenuto fondata la qualificazione della condotta come rapina: la violenza è consistita nell'aggressione alle spalle e nell'afferrare il collo della vittima anziana per immobilizzarla, accompagnata da frasi intimoritive idonee a coartare la volontà. Ha ritenuto infondate le doglianze sulla nullità delle perquisizioni/sequestri: anche in ipotesi di illegittimità, il sequestro di cose costituenti corpo o pertinenza di reato può conservarsi; inoltre la perquisizione domiciliare è risultata giustificata dal rinvenimento di droga a carico del Montuori, ai sensi dell'art. 103 d.P.R. 309/90. Il giudizio di prevalenza tra aggravanti e attenuanti è rimesso al giudice di merito ed è stato ritenuto congruamente motivato dalla Corte territoriale. La richiesta di sospensione condizionale della pena per Montuori è stata assorbita dall'entità della pena determinata in sede di merito. I ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di Euro 3.000,00 a favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 624‑bis cod. pen. (furto con strappo)
Distinzione tra furto con strappo e rapina: il furto con strappo ricorre quando la violenza è rivolta immediatamente alla cosa, con eventuali ricadute sulla persona, senza che la violenza serva a vincere la resistenza della vittima
La rapina ricorre quando la violenza o la minaccia sono utilizzate per vincere la resistenza della persona offesa; la minaccia può essere anche implicita o indiretta se idonea a coartare la volontà della vittima
art. 247 cod. proc. pen. (perquisizione)
Richieste autorizzazioni e limiti alle perquisizioni; tuttavia l'eventuale illegittimità della perquisizione non determina automaticamente l'inutilizzabilità del sequestro di cose costituenti corpo di reato o pertinenti
Consente specifiche modalità di intervento per reati connessi a stupefacenti; la perquisizione domiciliare nel caso è stata ritenuta legittimata dal rinvenimento di droga sul veicolo
art. 354 cod. proc. pen. (sequestro)
Il potere‑dovere di sequestro della polizia giudiziaria su cose sequestrabili non è esclusivamente condizionato dalle modalità di reperimento quando si tratti di corpo di reato o pertinenti
art. 581, comma 1 e art. 591, comma 1, lett. c) cod. proc. pen. (specificità motivi di cassazione)
Esigenza di specificità e conformazione dei motivi di ricorso per ammettere la Cassazione; motivi generici o non consentiti comportano inammissibilità
art. 61 n. 5 cod. pen. (aggravante: età della vittima)
L'avanzata età della vittima è rilevante come aggravante e può prevalere su attenuanti generiche se congruamente motivato dal giudice
I criteri di valutazione per la determinazione della pena consentono al giudice di merito ampia discrezionalità nel bilanciare aggravanti e attenuanti; in sede di legittimità si sindaca solo la correttezza logico‑giuridica della motivazione
art. 616 cod. proc. pen. (conseguenze in caso di inammissibilità)
Prevede la condanna al pagamento delle spese e, se del caso, il versamento a favore della Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso
Massime di principio
- Per distinguere rapina da furto con strappo occorre valutare se la violenza o la minaccia erano dirette a vincere la resistenza della persona (rapina) o rivolte principalmente alla cosa (furto con strappo); anche violenze sulla cosa che si traducano in coercizione della persona possono integrare la rapina
- La minaccia rilevante per la rapina può essere anche implicita, indiretta o 'larvata' purché idonea, nelle circostanze concrete, a suscitare timore e a coartare la volontà della vittima
- L'illegittimità formale di una perquisizione non comporta automaticamente l'inutilizzabilità del sequestro o delle prove materiali quando si tratti di cose costituenti corpo di reato o pertinenti; tuttavia le censure devono essere articolate e confrontarsi con la motivazione di merito
- La legittimità di una perquisizione domiciliare può essere giustificata da riscontri oggettivi (es. rinvenimento di droga sul veicolo) secondo le norme speciali (es. d.P.R. 309/90)
- Il bilanciamento tra aggravanti e attenuanti è un apprezzamento tipicamente riservato al giudice di merito; in Cassazione è sindacabile solo se la motivazione è illogica o contraddittoria
- I ricorsi in Cassazione devono essere specifici e fondati su motivi consentiti dalla legge processuale; censure generiche o non confrontate con la motivazione di merito sono causa di inammissibilità
- La concessione di benefici come la sospensione condizionale della pena dipende anche dall'entità della pena determinata in sede di merito e dagli altri requisiti di legge; l'istanza può risultare assorbita se la pena è ormai non compatibile con il beneficio
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