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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10733/2023 del 14/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti contestavano la sentenza di appello che aveva confermato la responsabilita' penale e le condanne per reati di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti (partite di eroina e cocaina). Le censure principali erano: (a) nullita'/illegittimita' della dichiarazione di latitanza (Dervishi) e quindi nullita' delle notificazioni; (b) erronea attribuzione delle conversazioni intercettate e dell'utenza/bonifico ai singoli imputati (problemi di identificazione fonica, intestazione utenze e modalita' di esibizione documenti per Western Union); (c) mancata ammissione o omessa rinnovazione di prove decisivi; (d) errata qualificazione giuridica del fatto (concorso vs favoreggiamento o qualificazione tariffaria secondo art. 73 DPR 309/1990) e richiesta di applicazione di attenuanti (minima partecipazione, attenuanti generiche, art. 114 cod. pen., art. 62-bis); (e) questioni procedurali relative al processo in assenza/contumacia e notifiche dell'estratto contumaciale (art. 15-bis legge 67/2014). Alcuni ricorrenti hanno anche dedotto vizi di motivazione eccessiva o carenze nella valutazione delle prove.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Olges Dervishi (lo ha ritenuto infondato) e ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Elton Voci, Giulio Di Pietro, Federica Di Cesare, Pasqualino D'Eramo, Luca Sanna e Roberto Tavoletta. In sintesi: la sentenza di merito e' stata confermata; la Corte ha ritenuto legittima la dichiarazione di latitanza di Dervishi e sufficienti, nel loro insieme, gli elementi indiziari (conversazioni intercettate, pedinamenti, identificazioni, bonifici Western Union e altri riscontri) per l'attribuzione di responsabilita'. Sono state respinte le censure sulla qualificazione dei fatti, sulla mancata concessione delle attenuanti o sulla riqualificazione in favoreggiamento quando la partecipazione risultava parte del reato permanente. Tutti i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali (rigetto per Dervishi; inammissibilita' e condanna alle spese per gli altri).

Norme richiamate

  • art. 114 cod. pen.

    Circostanza attenuante della 'minima partecipazione': la Corte ha richiamato l'onere del ricorrente di chiedere specificamente l'applicazione dell'attenuante in appello; in mancanza di istanza specifica la mancata applicazione non e' motivo valido di cassazione.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Disciplina delle circostanze attenuanti generiche: dopo la riforma non basta lo stato di incensuratezza; il giudice puo' rifiutare la diminuente se non emergono elementi positivi. La Corte ha confermato la valutazione negativa del ruolo gestionale dell'imputato.

  • artt. 179, 295, 296, 419 e 429 cod. proc. pen.

    Norme del codice di procedura penale richiamate nelle doglianze sulla latitanza, sulle ricerche e sulle notificazioni: la Corte ha interpretato la giurisprudenza consolidata secondo cui le ricerche per la dichiarazione di latitanza devono essere 'esaustive' ai fini locali e della valutazione della volonta' di sottrarsi, ma non necessariamente includere investigazioni estere in tutte le ipotesi.

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. b, c, d, e)

    Criteri di impugnazione per la cassazione (vizi di motivazione, violazione di legge, omissione o assunzione di prove decisive): la Corte ha ritenuto che molte censure fossero mere rielaborazioni dei fatti o mancassero di specificita' richiesta per la cassazione.

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990

    Disciplina delle sanzioni per traffico di stupefacenti e possibilita' di riqualificazione in favoreggiamento: la Corte ha confermato che la condotta degli imputati rientrava nel concorso nel reato piuttosto che nel favoreggiamento, specialmente per reati permanenti.

  • art. 110 cod. pen.

    Concorso di persone nel reato: applicata per integrare la responsabilita' di piu' soggetti nella vicenda di traffico di stupefacenti.

  • art. 15-bis legge n. 67/2014 e legge 11 agosto 2014, n. 118

    Norme sul processo in assenza/contumacia: la Corte ha distinto contumacia da irreperibilita' e verificato che per Sanna non sussisteva diritto alla notifica dell'estratto contumaciale essendo stato presente in primo grado.

  • art. 169, comma 4, cod. proc. pen.

    Riferimento rispetto all'eventualita' di ricerche all'estero: la Corte ha richiamato che le ricerche necessarie per latitanza non sempre comportano ricerche estere se non ricorrono le condizioni dell'art. 169 co.4.

  • art. 378 cod. pen.

    Norma sul favoreggiamento e sui termini di configurazione: la Corte ha richiamato orientamenti giurisprudenziali che escludono talvolta il favoreggiamento nei reati permanenti quando l'agevolazione e' parte del reato stesso.

  • art. 6 CEDU e art. 111 Cost.

    Richiami ai principi di giusto processo e garanzie processuali (processo in absentia): invocati dai ricorrenti ma applicati dalla Corte alla luce della giurisprudenza della Cassazione e della Corte EDU, senza trovare vizi nella procedura svolta.

Massime di principio

  • Dichiarazione di latitanza: non richiede sempre ricerche all'estero; e' sufficiente che le ricerche locali siano esaustive rispetto allo scopo e che risultino elementi che consentano di ritenere una volonta' di sottrarsi, anche per presunzioni fondate su dati concreti (es. improvvisa cessazione di contatti legati all'attivita').
  • Convergenza probatoria: singoli elementi indiziari (utenze telefoniche intestate, bonifici Western Union, pedinamenti, registri alberghieri, riconoscimento vocale) possono, considerati nel loro insieme e con riscontri, essere ritenuti idonei ad attribuire responsabilita' penale; le contestazioni che sollevano dubbi devono dimostrare vizi di fatto o di diritto specifici per superare la valutazione di merito.
  • Bonifici e trasferimenti internazionali: l'esibizione di documenti per operazioni come Western Union e l'indicazione di codici/nominativi possono avere valore probatorio rilevante quando si inseriscono in un quadro fattuale coerente.
  • Qualificazione giuridica (concorso vs favoreggiamento): nei reati permanenti ogni aiuto fornito prima della cessazione della detenzione tende a integrare il concorso piuttosto che il favoreggiamento; la riqualificazione richiede valutazione puntuale delle modalita' temporali e fattuali dell'atto.
  • Richieste di attenuanti e deduzioni in appello: il giudice d'appello non e' tenuto ad applicare d'ufficio attenuanti non richieste specificamente dall'imputato; l'omessa richiesta puo' precludere censure efficaci in Cassazione.
  • Processo in assenza e notifiche: il diritto alla notifica dell'estratto contumaciale dipende dallo status processuale (contumacia vs irreperibilita') e dalla tempestiva applicazione delle norme; la presenza o traduzione in primo grado esclude talvolta l'obbligo di successiva notifica.
  • Limiti della cassazione: la Corte di Cassazione non sostituisce la valutazione di merito con una diversa lettura dei fatti; i ricorsi che propongono una mera rivalutazione probatoria senza evidenziare violazioni di legge o contraddizioni logiche specifiche sono spesso inammissibili.
  • Necessita' di specificita': per ottenere l'ammissione e il successo in Cassazione le censure devono essere specifiche, indicando dove la motivazione di merito sia illogica o contraddittoria o quale norma sia stata violata, non limitandosi a generiche affermazioni.

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