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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10689/2023 del 14/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente è stata imputata del reato di permanenza illegale in Italia (art. 10-bis d.lgs. n. 286/1998) perché risultava entrata in Italia nell'agosto 2018 e priva di permesso di soggiorno, avendo presentato istanza di regolarizzazione solo nel novembre 2021. La difesa ha sostenuto che la ricorrente è madre di una cittadina UE (rumena) e che, pertanto, si applica il d.lgs. n. 30/2007 sul soggiorno dei familiari di cittadini UE (richiedendo la carta di soggiorno di familiare di cittadino UE). È stata inoltre invocata, in primo grado, la non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.)

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha confermato la condanna per permanenza illegale (art. 10-bis d.lgs. n. 286/1998) ritenendo che la ricorrente non abbia provato l'esistenza di un titolo di ingresso/soggiorno che legittimasse la sua presenza in Italia al momento dei fatti e che l'avvenuta richiesta del permesso solo nel novembre 2021 non sanasse il periodo anteriore di illegale soggiorno. Quanto alla causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.), la Corte ha ritenuto la questione manifestamente infondata: la giurisprudenza di legittimità e la Corte Costituzionale (ordinanza n. 224/2021) hanno confermato che tale causa non si applica nel processo davanti al giudice di pace. Il ricorso è quindi respinto e la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 10-bis d.lgs. n. 286 del 1998

    La norma punisce la permanenza dello straniero nel territorio dello Stato senza il permesso di soggiorno; la Corte richiede che lo straniero provi l'esistenza di un titolo di ingresso o soggiorno per esimersi dalla responsabilità

  • d.lgs. n. 30 del 2007 (disciplina dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari)

    Lo status di familiare di un cittadino UE dà diritto, alle condizioni del decreto, al rilascio di un titolo di soggiorno ma non legittima automaticamente la permanenza: è necessario il rilascio o la tempestiva richiesta del relativo titolo (es. carta di soggiorno familiare)

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile nei procedimenti davanti al giudice di pace secondo la giurisprudenza consolidata e gli orientamenti della Corte Costituzionale

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali a seguito del rigetto del ricorso

  • Sez. U, n. 53683 del 2017 (Corte di Cassazione, massima citata)

    Giurisprudenza di legittimità che conferma l'inapplicabilità dell'art. 131-bis c.p. ai procedimenti davanti al giudice di pace

  • Ordinanza Corte Costituzionale n. 224/2021

    Ha respinto le questioni sollevate circa l'illegittimità costituzionale dell'inapplicabilità dell'art. 131-bis nei procedimenti davanti al giudice di pace, richiamando le differenze funzionali e procedurali tra giudice di pace e tribunale

  • Giurisprudenza della Cassazione citata (es. Ouakib Bouzekri, Bradu, Hamani, Benjannet)

    Principio consolidato secondo cui lo straniero extracomunitario trovato senza permesso deve dimostrare l'esistenza di un titolo di ingresso o soggiorno per evitare l'affermazione di responsabilità ex art. 10-bis

Massime di principio

  • Lo status di familiare di un cittadino UE non produce automaticamente un titolo di soggiorno: è necessario ottenere o dimostrare la tempestiva richiesta del titolo previsto dal d.lgs. n. 30/2007
  • Chi viene trovato senza permesso di soggiorno ha l'onere di provare l'esistenza di un titolo di ingresso o soggiorno valido per escludere la responsabilità penale ai sensi dell'art. 10-bis d.lgs. n. 286/1998
  • La presentazione tardiva di una domanda di regolarizzazione o il rilascio successivo del permesso non sanano retroattivamente il periodo di soggiorno irregolare ai fini della responsabilità penale
  • Nei procedimenti davanti al giudice di pace la causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) non è applicabile in base alla giurisprudenza di legittimità e agli orientamenti della Corte Costituzionale
  • In casi analoghi è importante conservare e produrre immediata e documentata prova dell'ingresso regolare o della tempestiva richiesta del titolo di soggiorno (es. richieste presentate entro i termini), per poter efficacemente contrastare l'accusa di permanenza illegale

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