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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03281/2026 del 27/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della condanna confermata in appello per reati contro il patrimonio (artt. 110, 624 e 625, comma 1, nn. 3) e 7) c.p.), per detenzione di sostanze stupefacenti (art. 73, comma 5, D.P.R. 309/90) e violazione della normativa sulle armi (art. 4 l. 110/75). Il ricorrente deduceva: 1) che il furto doveva ritenersi tentato e non consumato; 2) l'erronea applicazione dell'aggravante di cui all'art. 625 n.7 a causa di trascuratezza della vittima; 3) insufficienza di prova della destinazione allo spaccio della droga; 4) erronea esclusione della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p.; 5) mancata acquisizione della perizia tossicologica; 6) eccessivo aumento di pena per continuazione; 7) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e del benefici della sospensione condizionale della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in tutte le sue doglianze e confermato la sentenza di condanna. In sintesi: il furto è stato ritenuto consumato perché l'imputato ha acquisito autonoma disponibilità della cosa per un periodo utile a consolidare la signoria; l'aggravante di cui all'art. 625 n.7 c.p. è applicabile anche quando il veicolo e/o gli oggetti siano temporaneamente lasciati all'interno di un'autovettura parcheggiata (anche se aperta o con chiavi inserite), in quanto tali beni sono esposti "per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede"; la quantità e la frammentazione dell'hashish (e il profilo economico dell'imputato) giustificano la qualificazione come detenzione ai fini di spaccio; l'art. 131-bis non è applicabile per la consistenza dello stupefacente e per la concomitanza con un reato contro il patrimonio; la perizia tossicologica era stata già svolta in primo grado; l'aumento di pena per continuazione è stato ritenuto congruo; il diniego delle attenuanti e della sospensione condizionale è motivato in relazione alle modalità della condotta, alla reiterazione e all'assenza di elementi positivi concreti sulla personalità e prognosi di non recidiva.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p. (furto)

    Il momento consumativo coincide con l'acquisizione di autonoma signoria sulla cosa sottratta, anche se cronologicamente limitata; il controllo continuativo del proprietario è l'elemento che può escludere il carattere consumativo se sussistente, ma non era il caso di specie

  • art. 625, comma 1, n. 7) c.p. (aggravante: cosa esposta alla pubblica fede)

    esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede

    L'aggravante si applica anche ai beni lasciati temporaneamente in un'autovettura parcheggiata sulla pubblica via (o luogo accessibile al pubblico), indipendentemente dalla chiusura delle portiere o dalla presenza delle chiavi: la circostanza della 'necessità' riguarda l'impossibilità di portare con sé il bene, non la diligenza del proprietario nel prevenire il rischio

  • art. 110 c.p. (concorso di persone nel reato)

    Richiamato come qualificazione della partecipazione dell'imputato insieme ad altro soggetto non identificato nell'evento criminoso

  • art. 73, comma 5, D.P.R. 309/90 (detenzione ai fini di spaccio)

    La frammentazione in più pezzi, la quantità e l'incompatibilità con il reddito dichiarato sono indici ritenuti idonei a ricondurre la detenzione alla finalità di spaccio

  • art. 4 l. 110/75 (violazioni della normativa sulle armi)

    Richiamata come capo di imputazione originaria riqualificato in giudizio

  • art. 131-bis c.p. (causa di non punibilità per tenuità del fatto)

    La causa di non punibilità richiede valutazione complessiva delle modalità, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno/pericolo; la presenza di consistente quantità di stupefacente e la concomitanza con altri reati sono elementi valutabili negativamente ai fini dell'applicazione dell'istituto

  • art. 133 c.p. (criteri per la determinazione della pena)

    Usato come parametro per la valutazione della tenuità e per il giudizio sulle circostanze (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno)

  • art. 606 lett. d) c.p.p. (vizio per mancata assunzione di prova decisiva)

    La censura sulla mancata acquisizione della perizia tossicologica è stata ritenuta generica e priva di interesse concreto, anche in considerazione dell'avvenuta perizia in primo grado

  • Giurisprudenza: Sezioni Unite, Prevete (n. 52117/2017) e altre pronunce della Corte di Cassazione

    Richiamate per confermare i criteri interpretativi su momento consumativo del furto e sui limiti dell'aggravante per esposizione alla pubblica fede; la Corte preferisce l'orientamento che applica l'aggravante anche in caso di vetture lasciate temporaneamente aperte o con chiavi nel quadro

Massime di principio

  • Il furto si considera consumato quando l'agente ottiene una autonoma disponibilità della cosa sottratta; non è necessaria una lunga persistenza nella detenzione purché la signoria sia effettiva e non sotto controllo continuo della vittima
  • L'aggravante di cui all'art. 625 n.7 c.p. si applica anche quando il veicolo o gli oggetti sono temporaneamente lasciati nel mezzo (anche aperto o con chiavi inserite): la ratio tutela la fiducia sociale nella non consumazione del bene lasciato per necessità o consuetudine
  • La valutazione della destinazione allo spaccio si fonda su elementi concreti quali quantità, frazionamento in dosi, modalità di conservazione e incongruità con il reddito del detentore; tali elementi possono prevalere sulla mera asserzione di uso personale
  • L'art. 131-bis c.p. richiede una valutazione complessiva e comparativa: quantità rilevante di stupefacente e la simultaneità con altri delitti ostano generalmente al riconoscimento della particolare tenuità
  • La mancata acquisizione di una prova tecnica è rilevante solo se viene dimostrato che l'accertamento poteva influire decisivamente sull'esito; se perizia analoga è già stata eseguita, la doglianza può essere inammissibile
  • Il riconoscimento delle attenuanti generiche e dei benefici (es. sospensione condizionale) è discrezionale: il giudice deve motivare in modo sufficiente ma non esaustivo; l'assenza di elementi positivi concreti sulla personalità e la reiterazione o la gravità della condotta possono legittimamente determinare il diniego
  • In caso di concorso di reati e continuazione, l'aumento di pena deve essere proporzionale alla gravità complessiva e adeguatamente motivato per non configurare un cumulo materiale 'camuffato'

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