Salta al contenuto
ordinanza_penale

Cassazione Penale, Ordinanza n. 20759/2025 del 04/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Tribunale che aveva respinto la richiesta di riconoscere la continuazione tra: a) reati di ricettazione e riciclaggio di veicoli accertati nel 2010 e già giudicati con sentenza della Corte di appello di Bologna; b) reati in materia di stupefacenti commessi tra il 2016 e il 2018, già ritenuti tra loro in continuazione; ovvero, in subordine, tra quei reati e alcune truffe commesse nel 2017. Sosteneva che il Tribunale avesse erroneamente ritenuto non allegati gli elementi sintomatici del vincolo, mentre egli aveva prodotto la precedente ordinanza e la sentenza rilevante; deduceva inoltre violazione di legge e vizio di motivazione, assumendo che vi fossero elementi di un disegno criminoso unitario, in particolare la vicinanza temporale e il reimpiego dei proventi dei reati di ricettazione/truffa per finanziare l'attività di spaccio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo, osservando che il Tribunale non aveva respinto l'istanza per un difetto meramente documentale, ma perché mancavano elementi specifici e concreti idonei a dimostrare l'unicità del disegno criminoso, come richiesto dall'art. 581 c.p.p. Ha inoltre ritenuto infondato il secondo motivo, condividendo la valutazione del giudice di merito secondo cui la diversità delle condotte, la distanza temporale e la disomogeneità dei contesti esecutivi escludevano la continuazione. La motivazione dell'ordinanza impugnata è stata giudicata conforme a legge, logica e non contraddittoria. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81, comma secondo, c.p.

    Rileva ai fini dell'unificazione quoad poenam dei reati in continuazione, presupponendo l'accertamento di un unico disegno criminoso.

  • art. 581 c.p.p.

    Nel giudizio di impugnazione la parte che invoca la continuazione deve allegare elementi specifici e concreti a sostegno della richiesta; la mera produzione delle sentenze o una generica istanza non bastano.

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    È richiamato quale base dei reati di stupefacenti già giudicati, uno dei quali in ipotesi lieve ex comma 5.

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990

    Indica la fattispecie lieve di spaccio, valorizzata dalla Corte per escludere l'idea di un traffico di rilievo tale da rendere plausibile il preteso disegno unitario.

  • art. 616 c.p.p.

    È la base per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In tema di reato continuato, chi chiede l'unificazione quoad poenam in sede di impugnazione deve indicare e allegare elementi specifici, concreti e sintomatici dell'unicità del disegno criminoso; non è sufficiente la sola produzione delle sentenze di condanna o una richiesta generica.
  • La verifica della continuazione richiede una valutazione sostanziale delle modalità esecutive, della omogeneità o eterogeneità dei reati e della loro collocazione temporale: una forte disomogeneità dei fatti e una notevole distanza nel tempo sono indici contrari all'unicità programmatoria.
  • Il semplice richiamo a un preteso reimpiego dei proventi di reati anteriori per finanziare condotte successive non basta, di per sé, a dimostrare il medesimo disegno criminoso, se le condotte successive risultano autonome, occasionali o riferibili a occasioni contingenti.
  • Quando la motivazione del giudice di merito esclude la continuazione con argomentazioni complete, logiche e non contraddittorie, il ricorso per cassazione che si limiti a contrapporre una diversa lettura dei fatti è manifestamente infondato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpaccioRicettazioneRiciclaggioTruffa
RamiProcesso penaleStupefacentiDelitti contro il patrimonio
SottomaterieLieve entità
IstitutiContinuazione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.