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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34776/2024 del 16/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di due veicoli (Fiat 500 targata FY244X3 e motoveicolo Yamaha T-Max targato EV26461) intestati formalmente al ricorrente. Il sequestro era stato disposto per recuperare il presunto profitto del reato addebitato a Bruno (indagato), ritenendo i beni fittiziamente intestati al figlio. Il ricorrente ha dichiarato di aver acquistato i veicoli di seconda mano il 28/11/2020 con risparmi e regali, di esserne effettivo possessore e utilizzatore e di aver conseguito le patenti nei mesi successivi; ha inoltre contestato errori materiali nella motivazione del Tribunale (errata attribuzione di una Jeep a suo carico).

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso, ritenendo la motivazione del Tribunale priva dei requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza. Ha rilevato un errore materiale sull'intestazione della Jeep FY741BR (non intestata al ricorrente) e la mancata prova, da parte del P.M., della disponibilità effettiva dei beni in capo all'indagato. Ha inoltre censurato l'uso indebito della presunzione di sproporzione (art. 240-bis c.p.) nei confronti di un terzo. Per questi motivi ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Milano per un nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 321 c.p.p.

    Norma processuale che disciplina il sequestro preventivo; nel caso di beni intestati a terzi richiede motivazione sul collegamento con l'indagato quando si procede per confisca per equivalente

  • art. 73, comma 7-bis, d.P.R. n. 309/1990

    sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente

    Prevede il sequestro preventivo dei beni ritenuti profitto o provento del reato o da essi ricavabile, anche se intestati a terzi, ma impone che la misura sia adeguatamente motivata e collegata al profitto contestato

  • art. 240-bis c.p.

    presunzione di sproporzione

    La presunzione di sproporzione tra patrimoni vale nei confronti dell'imputato o, nel sequestro, dell'indagato per la confisca per sproporzione; non può essere estesa automaticamente a terzi estranei senza prova della disponibilità effettiva dell'indagato

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo di beni intestati a terzi richiede prova della disponibilità effettiva degli stessi da parte dell'indagato: l onere probatorio grava sul P.M. e non può limitarsi a dimostrare la mera sproporzione delle risorse del terzo.
  • Errori materiali o travisamenti dei fatti (es. attribuzioni anagrafiche/di proprietà inesatte) nella motivazione incidono sulla legittimità del provvedimento e giustificano l'annullamento e il rinvio.
  • La presunzione prevista dall'art. 240-bis c.p. non si applica automaticamente ai terzi; deve essere usata con cautela e solo nei confronti dell'imputato/indagato nei casi previsti (confisca per sproporzione).
  • Quando il terzo documenta acquisto legittimo (ricevute, data di acquisto, pagamento, uso concreto, titoli abilitativi come il 'foglio rosa' o patenti conseguite successivamente), il giudice deve valutare seriamente tali elementi prima di ritenere l'intestazione fittizia.
  • La motivazione del giudice deve spiegare in positivo il rapporto di equivalenza tra il bene sequestrato e il presunto profitto del reato; non è sufficiente un ragionamento esclusivamente negativo contro la titolarità del terzo.

Testo integrale

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