Cassazione Penale, Sentenza n. 34778/2024 del 16/09/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale che, in parte, aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente sul 50% di un immobile di proprietà del ricorrente (Garbagnate Milanese). Il difensore ha denunciato violazione di legge per errata applicazione dell'art. 321 c.p.p., sostenendo che il periculum in mora era fondato su mere congetture: la valutazione che il bene potesse essere sottratto alla confisca tramite cessione della quota alla convivente sarebbe irragionevole, anche perché il ricorrente si trova agli arresti domiciliari in un diverso immobile e quindi non potrebbe agevolmente alienare la sua quota. Chiedeva l'annullamento dell'ordinanza per carenza di motivazione concreta e attuale del pericolo di dispersione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha richiamato l'orientamento delle Sezioni Unite (sent. n. 36959/2021) sul necessario onere motivazionale riguardo al periculum in mora nei sequestri preventivi finalizzati alla confisca e ha ritenuto che, nel caso concreto, la motivazione del Tribunale fosse adeguata: il pericolo è stato valutato sulla base della gravità degli indizi concernenti la condotta illecita dell'indagato e sulla situazione di comproprietà dell'immobile (50% intestato alla convivente), rendendo non implausibile la possibilità di una cessione della quota che frustrerebbe la confisca. La Cassazione ha quindi confermato il sequestro sul 50% dell'abitazione di Garbagnate Milanese e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Imposto l'onere di motivazione anche sul periculum in mora per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; occorre indicare le ragioni per cui, nelle more del giudizio, il bene potrebbe essere modificato, disperso, deteriorato, utilizzato o alienato.
Norma che dispone la confisca obbligatoria prevista per determinati reati in materia di stupefacenti; il sequestro preventivo può essere disposto finalizzato alla confisca per equivalente ai sensi di questa disposizione.
Riferimento alla confisca del profitto del reato; nella giurisprudenza richiamata tale disciplina è stata utilizzata per stabilire i criteri motivazionali del sequestro preventivo finalizzato alla confisca.
Sent. Sez. Un. n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)
Principio giurisprudenziale secondo cui il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una motivazione concisa anche del periculum in mora, rapportata alle ragioni che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablatorio rispetto alla definizione del giudizio; la motivazione è che il bene possa essere modificato, disperso, deteriorato, utilizzato o alienato durante il processo.
Massime di principio
- Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede motivazione specifica e concreta del periculum in mora; non è sufficiente una formula generica o automatica basata solo sulla natura obbligatoria della confisca.
- La concreta composizione della titolarità del bene (es. comproprietà con soggetti estranei all'indagine, conviventi, parenti) può legittimamente integrare il pericolo che la quota venga trasferita per sottrarre il bene alla confisca.
- La mera possibilità teorica di alienazione non basta: la valutazione deve mostrare elementi che rendano la cessione o la dispersione plausibile e attuale alla luce della situazione fattuale.
- Lo stato di detenzione o la reale disponibilità del soggetto sul bene (es. arresti domiciliari in diversa abitazione) sono fattori rilevanti ma non necessariamente dirimenti; il giudice deve valutare il quadro complessivo degli indizi e delle circostanze.
- Il ricorso per cassazione contro provvedimenti di sequestro è ammesso solo per violazione di legge e richiede che la motivazione impugnata presenti vizi talmente gravi da renderla incomprensibile o priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.
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