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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34777/2024 del 16/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Forlì che ha rigettato il riesame della conversione del sequestro probatorio in sequestro preventivo di €80.000 rinvenuti in un garage: (1) inutilizzabilità delle dichiarazioni rese dalla madre, assunte a sit senza registrazione audio-video e con presunte difficoltà linguistiche, per cui si chiedeva l'espunzione; (2) carenza di motivazione rispetto ai requisiti del fumus commissi delicti e del periculum in mora, con contestazione che il Tribunale abbia basato il provvedimento solo sul possesso di ingente quantitativo di stupefacente senza dimostrare il nesso tra il denaro e il reato; (3) violazione ex art.606 lett. b) c.p.p. per il richiamo alla possibile confisca per sproporzione (art.85-bis DPR 309/90 e art.240-bis c.p.) senza accertare titolarità e provenienza del denaro e fondandosi su dichiarazioni ritenute inutilizzabili.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto ammissibili e adeguatamente motivate le risultanze assunte dal Tribunale: le dichiarazioni della madre erano valide (avvisi di legge risultavano nei verbali), non era provata la mancata comprensione delle facoltà, e le allegazioni difensive erano generiche. Quanto ai requisiti del sequestro preventivo, la Corte ha condiviso la valutazione del Tribunale circa il fumus e il periculum in mora: il rinvenimento di oltre 15 kg di cocaina e la disponibilità di €80.000 in un garage collegato all'abitazione del ricorrente, unito allo stato di disoccupazione e alla mancata prova dell'estraneità della provenienza del denaro, giustificano il rischio di dispersione e la misura anticipatoria. Sulla confisca, la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui, per il reato di mera detenzione, la confisca ordinaria ex art.240 c.p. non è applicabile ma può operare la confisca per sproporzione mediante art.85-bis DPR 309/90 con rinvio all'art.240-bis c.p. se ricorrono le condizioni di sproporzione; il Tribunale ha correttamente valutato la sproporzione e l'assenza di giustificazione del ricorrente. Conseguentemente il ricorso è inammissibile e il ricorrente è condannato alle spese e al versamento di €3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art.616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Norma che disciplina i reati relativi agli stupefacenti; qui contestato il reato di detenzione di sostanze stupefacenti, fatto che costituisce la base fattuale del sequestro e dell'indagine

  • art. 85-bis d.P.R. n. 309/1990

    Consente il sequestro e la confisca di somme in casi particolari e rinvia all'art.240-bis c.p.; applicato per valutare la confisca/ablazione di somme rinvenute in disponibilità dell'indagato per mera detenzione

  • art. 240-bis c.p.

    Prevede la confisca per sproporzione (confisca in casi particolari); la Corte conferma che per la mera detenzione di stupefacenti la confisca ordinaria non è applicabile ma può operare la confisca per sproporzione tramite l'art.85-bis DPR 309/90 se ricorrono le condizioni

  • art. 240 c.p.

    Norma sulla confisca per il profitto del reato: la Corte ribadisce che non è applicabile alla mera detenzione in assenza di nesso diretto tra il denaro e il reato contestato

  • artt. 199 e 200 c.p.p.

    Regole sull'informazione delle facoltà delle persone ascoltate e sulla registrazione audio-video: i verbali hanno attestato gli avvisi e la rinuncia alla registrazione, quindi le dichiarazioni sono ritenute utilizzabili

  • art. 616 c.p.p.

    Prevede la condanna al pagamento delle spese processuali e la possibilità di condanna per la prescritta somma alla Cassa delle ammende; applicata per condannare il ricorrente a €3.000

Massime di principio

  • Le dichiarazioni rese da terzi a sit sono utilizzabili se nei verbali risultano gli avvisi di legge e una rinuncia espressa alla registrazione; l'onere probatorio sulla inutilizzabilità richiede contestazioni specifiche e dimostrazioni concrete di incomprensione
  • Per disporre il sequestro preventivo occorrono fumus commissi delicti e periculum in mora; il giudice deve motivare il pericolo di dispersione collegandolo alle caratteristiche del bene e alla situazione soggettiva dell'indagato (es. ingente somma in contanti e stato di disoccupazione)
  • In materia di stupefacenti, la confisca ordinaria ex art.240 c.p. non è generalmente applicabile alla mera detenzione: la confisca può tuttavia essere disposta per sproporzione ai sensi dell'art.85-bis DPR 309/90 con rinvio all'art.240-bis c.p. se emerge una sproporzione ingiustificata tra disponibilità patrimoniale e redditi dichiarati
  • Il semplice possesso di denaro in presenza di stupefacente e l'assenza di giustificazioni fornite dall'indagato possono legittimare la misura cautelare patrimoniale; tuttavia la difesa deve proporre elementi specifici e non generici per scalfire tale presunzione
  • In sede di impugnazione è necessario contestare puntualmente la motivazione del giudice di merito e fornire argomentazioni e prove concrete; censure generiche o non fondate rischiano l'inammissibilità o il rigetto

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