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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34773/2024 del 16/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava la determinazione della durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida: il Tribunale aveva fissato la sospensione in 7 mesi "in continuazione" tra le due fattispecie (art. 186, comma 7 e art. 187, comma 8 Cod. strada). La Procura Generale ha dedotto che, per le sanzioni amministrative accessorie previste dal Codice della Strada, va applicato il criterio del cumulo materiale delle durate previste per ciascun illecito e non il criterio della continuazione usato dal Tribunale.

La decisione

Il ricorso è stato accolto: la Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida e ha rinviato la questione al Tribunale di Brescia in diversa composizione. La Corte ha ritenuto che il giudice debba sommare i periodi di sospensione previsti per ciascun illecito (cumulo materiale) e che non siano applicabili né l'art. 8 della legge n. 689/1981 (che riguarda sanzioni amministrative proprie) né regole penalistiche come l'art. 81 c.p. per limitare la durata complessiva delle sanzioni accessorie.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 285/1992 (Codice della Strada), art. 186 comma 7

    prevede la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida con durata (nel caso specifico) compresa tra sei mesi e due anni

    La norma impone una durata della sospensione che va considerata nel cumulo materiale con altre sospensioni previste per reati connessi; non è corretta l'applicazione del criterio della continuazione per ridurre la misura complessiva

  • d.lgs. n. 285/1992 (Codice della Strada), art. 187 comma 8

    prevede la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida con durata (nel caso specifico) compresa tra sei mesi e due anni

    Analogamente all'art. 186, la sospensione prevista deve concorrere con le altre sospensioni mediante cumulo materiale quando il giudice pronuncia la condanna per più violazioni

  • legge n. 689/1981, art. 8

    norma che disciplina il cumulo delle sanzioni amministrative proprie

    Non è applicabile alle sanzioni amministrative accessorie imposte con sentenza penale di condanna; pertanto il suo regime non può essere usato per determinare la durata delle sospensioni accessorie in sede penale

  • codice penale, art. 81

    Le discipline penalistiche finalizzate a limitare l'inflizione di pene (es. art. 81 c.p.) non si applicano per ridurre la misura delle sanzioni amministrative accessorie connesse alla sentenza penale

Massime di principio

  • Quando più violazioni del Codice della Strada comportano ciascuna la sanzione accessoria della sospensione della patente, il giudice deve determinare la durata complessiva mediante cumulo materiale delle singole durate previste, non mediante il criterio della continuazione
  • L'art. 8 della legge n. 689/1981, che disciplina il cumulo delle sanzioni amministrative proprie, non si applica alle sanzioni amministrative accessorie disposte con sentenza penale
  • Le regole penalistiche volte a limitare l'accumulazione di pene (es. art. 81 c.p.) non sono utilizzabili per ridurre le sanzioni amministrative accessorie imposte con la condanna penale
  • In caso di determinazione errata della durata di una sanzione accessoria, la Corte può annullare la parte della sentenza relativa alla misura della sanzione accessoria e rinviare al giudice di merito per rideterminare la durata secondo i criteri corretti
  • La difesa della parte resistente, in situazioni analoghe, può sollevare questioni interpretative sul cumulo e sulle soglie minime edittali; tuttavia la giurisprudenza della Corte di Cassazione impone il cumulo materiale per le sospensioni accessorie previste dal Codice della Strada

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