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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39434/2025 del 05/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La Procura di Milano aveva proposto l'amministrazione giudiziaria ex art. 34 d.lgs. 159/2011 ritenendo che Tod's avesse colposamente agevolato lo sfruttamento di lavoratori (art. 603-bis c.p.) in quattro opifici. Il Tribunale di Milano ha dichiarato la proposta inammissibile per incompetenza territoriale. Il Pubblico ministero ha appellato ma la Corte d'appello di Milano ha ritenuto l'appello inammissibile, confermando l'incompetenza della Procura di Milano e ordinando la trasmissione degli atti alla Procura di Ancona. Il Procuratore ha quindi proposto ricorso per cassazione denunciando violazioni di artt. 10 e 34 d.lgs. 159/2011 e sostenendo che la corte di merito avrebbe deciso anche sul merito e avrebbe errato nella determinazione della competenza territoriale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso del Pubblico ministero inammissibile perché diretto avverso un provvedimento non impugnabile: l'ordinanza della Corte d'appello è stata qualificata come provvedimento declinatorio di competenza (inclusa l'integrazione con l'ordine di trasmettere gli atti), soggetto al regime di inoppugnabilità previsto dall'art. 568, comma 2, c.p.p., e proponibile, se del caso, mediante conflitto ex art. 28 c.p.p. La Cassazione ha quindi escluso l'esame nel merito delle censure del PM e ha confermato l'irrilevanza delle doglianze circa un presunto superamento del perimetro devoluto alla Corte d'appello.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (art. 34)

    L'art. 34 disciplina la proposta di amministrazione giudiziaria nelle misure di prevenzione; la competenza territoriale si radica sulla base della "dimora" dei soggetti agevolati e, in caso di più luoghi, dove la manifestazione di pericolosità sia stata di maggiore spessore

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (art. 10, comma 4)

    Rinvio alla disciplina codicistica in materia di impugnazioni e di regole procedurali applicabili alle misure di prevenzione; da esso la Corte trae la possibilità di applicare le norme del codice di rito

  • d.lgs. 6 settembre 2011 (art. 7, comma 10-ter)

    Prevede l'ordine di trasmissione degli atti al pubblico ministero ritenuto competente nei casi di declaratoria di incompetenza del giudice della prevenzione; la Corte d'appello ha integrato il decreto di primo grado con tale ordine

  • codice penale (art. 603-bis)

    Norma che sanziona lo sfruttamento del lavoro; costituisce il fatto-reato rispetto al quale la Procura ha formulato la proposta di amministrazione giudiziaria

  • codice di procedura penale (art. 28)

    Regola lo strumento del conflitto di competenza: i provvedimenti dichiarativi di incompetenza non sono impugnabili e possono essere sindacati attraverso l'elevazione di conflitto da parte del giudice ritenuto competente

  • codice di procedura penale (art. 568, comma 2)

    Stabilisce il principio generale dell'inoppugnabilità dei provvedimenti dichiarativi di incompetenza, salvo i casi di abnormità

  • codice di procedura penale (art. 680 e rimandi)

    Le regole sulle impugnazioni delle misure di sicurezza rimandano alle disposizioni generali del codice di rito; la Corte ha richiamato questo meccanismo per affermare l'applicabilità della disciplina codicistica alle misure di prevenzione

Massime di principio

  • I provvedimenti dichiarativi di incompetenza, qualunque sia la forma con cui si concretizzino, sono in linea di principio inoppugnabili davanti alla Cassazione; la via adeguata è l'elevazione del conflitto di competenza ex art. 28 c.p.p. da parte del giudice ritenuto competente
  • In materia di misure di prevenzione l'individuazione della competenza territoriale si fonda sul luogo di "dimora" o sulla manifestazione della pericolosità dei soggetti agevolati: se più circoscrizioni sono coinvolte, prevale il luogo dove la pericolosità si è manifestata con maggiore spessore
  • La qualificazione del rapporto tra committente e fornitori/incaricati (cliente puro vs attività inerente al core business) incide sulla valutazione dell'addebito di agevolazione: minore obbligo di controllo può gravare sul cliente quando la fornitura riguarda attività marginali rispetto al core business
  • Quando la Corte di merito integra la decisione di primo grado con provvedimenti tipici di una declaratoria di incompetenza (es. ordine di trasmettere gli atti), detta qualificazione determina il regime di impugnabilità e limita l'accesso della Cassazione al merito
  • Se si ritiene che un provvedimento di incompetenza sia "abnorme" o vada comunque sindacato, la procedura corretta è quella del conflitto di competenza e non il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza declinatoria

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