Cassazione Civile, Sentenza n. 26707/2025 del 03/10/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La società Cannone SRL propose opposizione al decreto della Commissione per l'alienazione dei veicoli (Tribunale di Brindisi) che aveva rigettato la sua richiesta di pagamento per l'attività di custode giudiziario su numerosi veicoli sequestrati. La ricorrente chiedeva il pagamento di somme per custodia quantificate in massima fino a € 723.315,36 (o altra somma da determinarsi). In primo grado il Tribunale, dopo CTU e parziale proposta conciliativa, accolse in parte la domanda riconoscendo complessivamente € 200.730,22 al netto di esclusioni per prescrizione, per carenze di atti interruttivi e per veicoli con natura amministrativa dell'incarico. I Ministeri resistettero e proposero ricorso incidentale deducendo, in particolare, il difetto di legittimazione passiva dell'Amministrazione e l'omessa partecipazione delle parti necessarie (tra cui il Pubblico Ministero e gli aventi diritto), con conseguente violazione del contraddittorio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso incidentale dei Ministeri (conclusione anche del P.G. favorevole all'accoglimento), ritenendo fondato il vizio di nullità per difetto di contraddittorio e legittimazione passiva: nei giudizi di opposizione a decreti di liquidazione dei compensi per custodi di beni sequestrati in procedimento penale sono parti necessarie, oltre al custode, il Pubblico Ministero e i soggetti obbligati al pagamento. Pertanto la Corte ha dichiarato la nullità del giudizio e della sentenza impugnata, ha assorbito il ricorso principale della società e ha disposto il rinvio al Tribunale di Brindisi in persona di diverso magistrato per nuovo giudizio; il giudice del rinvio deciderà anche sulle spese di Cassazione.
Norme richiamate
Stabilisce le regole processuali relativi ai procedimenti su custodia e compensi; la Corte interpreta l'articolo nel senso che, nell'opposizione al decreto di liquidazione del compenso del custode per beni sequestrati in sede penale, sono parti necessarie il Pubblico Ministero e i soggetti obbligati al pagamento.
legge n. 311/2004, art. 1, commi 312-320 (in particolare comma 312 e 318)
«I veicoli giacenti presso i custodi a seguito dell'applicazione di provvedimenti di sequestro dell'autorità giudiziaria, anche se non confiscati, sono alienati, anche ai soli fini della rottamazione, mediante cessione al soggetto titolare del deposito ove ricorrano le seguenti condizioni: ...»
Ha introdotto un regime speciale di alienazione e corresponsione forfetaria per i veicoli sequestrati, derogando (parzialmente e, in alcuni aspetti, dichiarata parzialmente incostituzionale) alle tariffe ordinarie; rileva per individuare quando l'obbligo di pagamento sussiste e chi sia il soggetto chiamato a rispondere.
Disciplina la comunicazione del provvedimento di dissequestro e restituzione e gli effetti sulla cessazione del rapporto pubblico con il custode: dopo la scadenza del termine dalla comunicazione la funzione pubblica del custode cessa e i costi sono a carico dell'avente diritto; ciò incide sull'individuazione del soggetto legittimato passivo.
art. 29 legge 13 giugno 1942, n. 794
Richiamato quale norma di notifica saliente ai sensi dell'art. 170 d.P.R. 115/2002: l'omessa comunicazione/notifica agli obbligati al pagamento, ove siano parti necessarie, determina la nullità del procedimento per violazione del contraddittorio.
Norme sulla prescrizione ordinaria (decennale) richiamate dal Tribunale per escludere talune pretese per mancato tempestivo esercizio o atto interruttivo; la Corte ha valutato la prescrizione nel quadro del computo della CTU ma ha ritenuto prioritaria la questione del contraddittorio.
Usato in sede di CTU per la determinazione dell'importo del compenso di custodia per singolo veicolo; la sentenza di merito ha fatto riferimento ai parametri di tale decreto per il calcolo degli importi.
artt. 691 e ss. c.p.p.; artt. 181, 199 e 200 disp. att. c.p.p.
Norme del codice di procedura penale e disposizioni attuative richiamate per l'azione di recupero delle spese processuali e per identificare i soggetti nei procedimenti penali che possono essere chiamati a rispondere delle spese di custodia; da esse deriva l'idea che il diritto allo storno delle spese può essere fatto valere nei confronti degli imputati/aventi diritto.
Massime di principio
- Nei giudizi di opposizione avverso decreti di liquidazione dei compensi per custodi di beni sequestrati in procedimenti penali, sono parti necessarie oltre al custode anche il Pubblico Ministero e i soggetti indicati come obbligati al pagamento; la loro mancata citazione può determinare la nullità del procedimento.
- L'omessa notifica del ricorso o del decreto di comparizione alle parti obbligate al pagamento (es. aventi diritto, imputato) non rende inammissibile il ricorso ma comporta la nullità della decisione per violazione del contraddittorio e quindi la cassazione con rinvio.
- Occorre distinguere la natura del sequestro (penale vs amministrativo) perché incide sulla titolarità dell'onere di custodia e su chi è legittimato a essere chiamato in giudizio per il pagamento; verificare sempre la natura dell'incarico di custodia per ogni singolo bene.
- Prima di liquidare/accertare compensi è opportuno identificare e notificare tempestivamente tutte le parti potenzialmente obbligate al pagamento; in mancanza si rischia la nullità del processo e la necessità di un nuovo giudizio.
- Per le questioni di prescrizione occorre documentare gli atti interruttivi (meglio la raccomandata A/R o altro atto idoneo) e calcolare i termini veicolo per veicolo secondo la CTU; tuttavia la questione della legittimazione passiva può essere risolutiva e assorbire le questioni di merito.
- Se si contesta l'ammissibilità di un credito verso l'Amministrazione, è fondamentale verificare la disciplina speciale (es. legge n. 311/2004) che può prevedere regimi diversi di liquidazione e soggetti ricadenti nell'obbligo di pagamento.
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