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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43975/2023 del 02/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Lombardi ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Bari del 04/11/2022 chiedendo la rimessione in termini per poter accedere alle nuove "pene sostitutive" introdotte dalla cosiddetta Riforma Cartabia (d.lgs. n.150/2022). Il ricorrente sosteneva che, essendo la pena determinata in quattro anni di reclusione, sarebbe risultato applicabile il nuovo art.20-bis c.p. e che, poiché la motivazione della sentenza non era ancora depositata alla data di entrata in vigore della riforma, il procedimento doveva considerarsi ancora "pendente in appello" e dunque la Corte d'Appello avrebbe dovuto poter valutare l'applicazione delle pene sostitutive o restituire gli atti per tale valutazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Il Collegio ha ritenuto che ai fini dell'applicabilità dell'art.95 d.lgs.150/2022 (norma transitoria) la "pendenza in appello" si esaurisce con la pronuncia del dispositivo di sentenza: nel caso concreto il dispositivo è stato letto il 04/11/2022, prima dell'entrata in vigore della riforma (30/12/2022), pertanto la competenza a valutare l'applicazione delle pene sostitutive non spettava più alla Corte d'Appello. La successiva mancata depositazione immediata della motivazione non impedisce la caratterizzazione del procedimento come già indirizzato verso la Corte di cassazione; conseguentemente il ricorso è stato dichiarato infondato e respinto. La Corte precisa però che il condannato potrà proporre istanza al giudice dell'esecuzione, ai sensi dell'art.666 c.p.p., entro 30 giorni dall'irrevocabilità della sentenza, come previsto dall'art.95 d.lgs.150/2022.

Norme richiamate

  • art. 73 co. 1 D.P.R. 309/90

    reato p.p. dall'art. 73 co. 1 d.P.R. 309/90

    Norma incriminatrice richiamata per il fatto contestato: detenzione illecita di sostanze stupefacenti (cocaina).

  • art. 20-bis cod. pen.

    "pene sostitutive delle pene detentive brevi"

    Introduce formalmente nel codice penale la categoria delle "pene sostitutive" e definisce limiti (es. semilibertà e detenzione domiciliare applicabili fino a 4 anni). La Corte analizza la portata sostanziale della norma come più favorevole al reo.

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    "subito dopo la lettura del dispositivo, il giudice, se ricorrono le condizioni per sostituire la pena... ne dà avviso alle parti"

    Regola la procedura in udienza per la valutazione delle pene sostitutive al momento della lettura del dispositivo e prevede, se necessario, una successiva udienza entro 60 giorni; la Corte usa il riferimento per sostenere che la decisione si forma al momento della lettura del dispositivo.

  • d.lgs. n. 150/2022 (Riforma Cartabia)

    attua la legge delega n. 134/2021 e modifica il sistema sanzionatorio; art.95 norma transitoria

    Riforma organica delle sanzioni sostitutive; la Corte discute la portata retroattiva delle disposizioni più favorevoli e il regime transitorio dettato dall'art.95.

  • art. 95 d.lgs. n.150/2022

    "Le norme previste dal Capo III della legge 24 novembre 1981, n. 689, se più favorevoli, si applicano anche ai procedimenti penali pendenti in primo grado o in grado di appello al momento dell'entrata in vigore"

    Norma transitoria che dispone l'applicazione delle nuove regole ai procedimenti 'pendenti' in primo grado o in grado d'appello alla data di entrata in vigore; la Corte interpreta 'pendenza in appello' come esaurita con la lettura del dispositivo.

  • art. 53 legge 24/11/1981 n. 689 (modificato)

    "Il giudice, nel pronunciare sentenza di condanna ... quando ritiene di determinare la durata della pena detentiva entro il limite di quattro anni, può sostituire tale pena con quella della semilibertà o della detenzione domiciliare"

    Fissa i poteri del giudice di sostituire la pena detentiva con pene alternative entro certi limiti di durata; richiamato per spiegare l'ambito applicativo delle pene sostitutive.

  • art. 58 legge 24/11/1981 n. 689 (modificato)

    "Il giudice, tenuto conto dei criteri indicati nell'art. 133 c.p., ... può applicare le pene sostitutive ... quando risultano più idonee alla rieducazione del condannato"

    Definisce i criteri discrezionali e di rieducazione che il giudice deve valutare nella scelta delle pene sostitutive; la Corte evidenzia il ruolo discrezionale del giudice.

  • art. 666 cod. proc. pen.

    istanza di applicazione delle pene sostitutive al giudice dell'esecuzione

    Indica la possibile via procedurale per il condannato il cui procedimento sia all'esame della Corte di cassazione alla data di entrata in vigore della riforma: istanza al giudice dell'esecuzione entro 30 giorni dall'irrevocabilità.

  • art. 25 co. 2 Cost. e art. 2 co. 4 cod. pen.

    principio di irretroattività in malam partem e retroattività in bonam partem della lex mitior

    Richiamati per spiegare i principi costituzionali e di diritto penale che giustificano l'applicazione retroattiva delle norme più favorevoli e i limiti della non retroattività delle norme più sfavorevoli.

  • Sez. U., n. 47008 del 29/10/2009 (D'Amato)

    giurisprudenza citata sui criteri per definire la 'pendenza' dell'appello

    Decisione delle Sezioni Unite richiamata per fondare il principio che la pronuncia del dispositivo di primo o secondo grado segna l'inizio della pendenza in Cassazione e incide sull'applicazione delle norme transitorie.

Massime di principio

  • La "pendenza in appello" ai fini delle norme transitorie sulla lex mitior si considera esaurita con la lettura del dispositivo: se il dispositivo è stato letto prima dell'entrata in vigore della norma più favorevole, la Corte d'appello non è più competente ad applicarla successivamente sulla sola base del mancato deposito della motivazione.
  • La data di lettura del dispositivo (non il deposito della motivazione) è decisiva per stabilire se il giudizio fosse ancora nella disponibilità del giudice di merito alla data di entrata in vigore della riforma.
  • Se la sentenza di secondo grado è divenuta destinata alla Cassazione (dispositivo letto prima della riforma), il condannato può rivolgersi al giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art.666 c.p.p., entro i termini previsti dalla norma transitoria (30 giorni dall'irrevocabilità), per chiedere l'applicazione delle pene sostitutive.
  • La lex mitior si applica retroattivamente se più favorevole, ma il legislatore può prevedere regole transitorie che modulano la competenza e i riti: è necessario verificare la concreta formulazione della norma transitoria e il momento processuale in cui si trova il procedimento.
  • Quando la riforma attribuisce un potere discrezionale al giudice di merito (art.58 l.689/81 e art.545-bis c.p.p.), il giudice deve valutare la sostituibilità anche tenendo conto dei criteri rieducativi e di prevenzione del rischio di recidiva; le parti devono chiedere in udienza l'applicazione o chiedere la fissazione della successiva udienza entro i termini stabiliti.
  • In casi analoghi è rilevante agire tempestivamente: se si ritiene che la riforma possa essere favorevole e la pronuncia non è ancora irrevocabile, valutare le azioni possibili (istanza al giudice dell'esecuzione dopo l'irrevocabilità, o richiesta tempestiva all'udienza come previsto dall'art.545-bis c.p.p. se la data di lettura del dispositivo è successiva all'entrata in vigore).

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