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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43963/2023 del 02/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Palermo del 26/10/2022 che li aveva confermati colpevoli dei reati ricollegati allo spaccio di stupefacenti (fatti del 2020): contestano la nullità dei verbali di perquisizione e sequestro derivanti da una segnalazione anonima; la mancata prova dell'elemento oggettivo e soggettivo dei reati; l'eccessività della pena; e il diniego della sospensione condizionale della pena. I fatti accertati in sede di merito: per Romano rinvenimento in casa di 24 bustine con hashish (tot. gr.72,30), pianta di marijuana, bilancino e fotografie sul cellulare ritraenti panetti e bolle di spedizione; per Cappello un pacco proveniente dall'Olanda consegnato sotto osservazione contenente cinque panetti da 100 g ciascuno, ulteriore stupefacente in casa, bilancino e tabulati telefonici che collegavano Cappello e Romano.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi. Sul primo motivo ha richiamato il consolidato orientamento secondo cui, in materia di stupefacenti, la polizia giudiziaria può eseguire perquisizioni e sequestri d'iniziativa sulla base di segnalazioni anonime ai sensi dell'art. 103 d.P.R. 309/90; ha ritenuto infondate le censure sulla mancata prova degli elementi costitutivi del reato, considerando congrue e logiche le valutazioni di merito riguardo alle modalità di detenzione e al fine di spaccio (quantità, confezionamento, bilancini, fotografie, tracking di spedizioni, tabulati telefonici); ha altresì respinto le doglianze sull'entità della pena e sul diniego della sospensione condizionale, considerandole valutazioni di merito non viziabili in Cassazione. Conseguentemente ha confermato le condanne e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma impiegata per la ricostituzione del reato di detenzione e traffico di stupefacenti; la Corte ha ritenuto sussistenti gli elementi oggettivi e soggettivi per la configurazione del reato sulla base del compendio probatorio.

  • art. 103, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Consente alla polizia giudiziaria di eseguire perquisizioni e sequestri d'iniziativa; la Corte ha affermato che tale strumento può fondarsi anche su segnalazioni anonime o confidenziali in materia di stupefacenti.

  • art. 333, comma 3, cod. proc. pen.

    Prevede il divieto di utilizzazione delle denunce anonime in alcuni casi; la Corte ha precisato che tale divieto non si estende alle iniziative investigative della polizia giudiziaria volte all'acquisizione della notizia di reato in materia di stupefacenti.

  • Giurisprudenza richiamata: Sez. 4, n. 2849 del 05/11/2019 (Rv. 278030 - 01)

    Precedente confermativo dell'ammissibilità dell'uso di segnalazioni anonime per fondare perquisizioni/sequestri di stupefacenti da parte della polizia giudiziaria; è stato richiamato come principio pacifico.

Massime di principio

  • Una segnalazione anonima o confidenziale può legittimare l'intervento d'iniziativa della polizia giudiziaria (perquisizione/sequestro) in materia di stupefacenti; il divieto di utilizzazione delle denunce anonime non impedisce tali iniziative investigative
  • Quantitativi consistenti di stupefacente, confezionamento in dosi, presenza di bilancini, materiale per il confezionamento e fotografie/bolle di spedizione sono elementi idonei a far ritenere il fine di spaccio/traffico e a integrare l'elemento soggettivo
  • Il destinatario di una spedizione contenente ingenti quantità di droga può essere ritenuto responsabile se emergono elementi che ne dimostrano la consapevolezza (es. comportamento, dichiarazioni, contatti con il mittente)
  • Le valutazioni sulla determinazione della pena e sulla concessione di benefici (es. sospensione condizionale) sono in massima parte valutazioni di merito: la Cassazione non le riforma se fondate su argomentazioni logiche e coerenti con il materiale probatorio
  • Le risultanze investigative dirette (sequestro 'sul fatto', riscontri oggettivi, tabulati, tracking di spedizioni) hanno elevato valore probatorio e rendono difficoltosa la censura in sede di legittimità

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